RECAP 1/05/2022 Inganno o incubo?

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Johanne
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RECAP 1/05/2022 Inganno o incubo?

Post by Johanne »

Da quando ho memoria sono alla disperata ricerca dei miei ricordi, ma quello che ho visto oggi coi miei occhi mi ha fatto sperare di perderne altri, in cui vi sono racchiuse colpe di cui sarò costretta a portare il peso.

Doveva essere una semplice missione esplorativa, o quantomeno era partita in questo modo. Rrawia non voleva andarci, ne sembrava spaventata, e non è una cosa da lei. La destinazione era quella che gli altri chiamano -la casa- con un certo timore, ed un certo astio...un luogo a loro dire pregno di malvagità, estremamente pericoloso, legato a Grimloth, il Dio degli Inganni. Ne avevamo davvero bisogno? Me lo sono chiesta più volte, ma se c'è il male, è nostro dovere quantomeno individuarlo per far sì che venga estirpato.

Usciamo dalle incredibilmente fortificate porte Est, in direzione del confine con la landa desolata ribattezzata 'La terra perduta', perchè è in quei pressi che il temibile luogo è stato individuato. Le porte della capitale hanno equipaggiamento che a Prasia non possono neppure sperare di avere, addirittura quasi in eccesso mi verrebbe da dire: ma la logistica all'interno del regno vacilla, l'abbiamo notato con il problema persistente delle pozioni razionate in maniera molto rigida, al punto da spingere molti colleghi Cacciatori agli acquisti illegali. Se fanno fatica a produrre e trasportare quelle, non immagino armi anti-assedio come quelle che abbiamo visto qui. Avanzando a cavallo in quello che è a tutti gli effetti un terreno martoriato dalle infinite battaglie e che ha visto innumerevoli cadaveri e sangue, di cui possiamo ancora vedere le pire mortuarie, e i resti di equipaggiamento di chi su questo campo è caduto, arriviamo dopo una mezz'oretta circa in quella che sembra una foresta tranquilla e pacifica, senza nemici: un oasi vergine di guerre e distruzione, quasi come un unico bellissimo fiore che sboccia intorno ai crateri ardenti della guerra.
Il luogo che cerchiamo è il villaggio di Dwynchen, e senza troppe difficoltà, lo troviamo.

Il sottile fumo biancastro simile a quello di un falò spento da poco ci guida proprio lì, venendo però attirati dal suono di un martello che sbatte piantando dei chiodi: nulla di strano, se non fosse che siamo in un territorio ad alto rischio. Una Zoroin dalla lunga chioma viola chiaro raccolta in una coda di cavallo sembra l'artefice del familiare quanto strano nel contesto suono.
Dopo un breve dibattito su come sarebbe meglio agire, Rrawia decide di tentare un diretto quanto...maldestro approccio che ha come risultato quello di far scappare spaventata la donna...ella stessa potrebbe essere un inganno da quel che sappiamo, ma dobbiamo indagare e non possiamo fermarci qui. Continuando con l'approccio adottato riusciamo ad intenderci con la villica che timorosa ma cordiale, scortata da un grosso golem di pietra, ci informa di gestire un negozio d'erboristeria in cui ci invita ad entrare per fare acquisti.

Ancora una volta pieni di dubbi e pronti al peggio accettiamo l'invito, la percezione del male compiuta da Folko ci lascia presagire il peggio, ma siamo Cacciatori...veterani perlopiù, se ci fermassimo ogni volta al primo segnale di pericolo non meriteremmo di fregiarci di tale titolo, ne tantomeno sarebbe un lavoro per cui saremmo tagliati.
Avanziamo in cerca di risposte, ma il negozio in cui entriamo per quanto vecchio, sembra ben tenuto.
Non mi sembra strano che Folko tra tutti sembri quello più nervoso.
Questo negozio sembra essere fornito di tutto e un po di più, di qualunque cosa anche difficile da trovare altrove, e soprattutto a prezzi ridicolmente bassi. Qualche sprovveduto potrebbe fare i salti di gioia, ma questo serve invece solo a insospettirci di più. Quasi tutti acquistiamo oggetti: io nello specifico degli antidoti contro i veleni. Ne prendo varie boccette in modo da poterli far esaminare contemporaneamente da più persone, e nella piccolissima eventualità che sia tutto apposto, almeno avremmo fatto un affare...ma non ci spero manco lontanamente.
Dopo un analisi delle pozioni, Sospel ci da un verdetto
le pozioni sembrano autentiche ma c'è una particolare che non mi convince, la visione che ho visto sembra sempre la stessa
.
Ovviamente mangiamo la foglia, c'è qualcosa che non quadra.
Indagando, scopriamo che il punto da cui hanno origine tutti i problemi è l'erboristeria stessa, per essere più precise...dietro.
Forse sono davvero una stupida, ma mi sto sforzando di essere diversa con tutta me stessa da quell'involucro vuoto che ero prima di incontrare loro, quella persona che non comprendeva nessuna norma sociale e ne tantomeno le interessava apprenderle...una persona che non era degna di essere una sacerdotessa di Hopsi. Sto facendo del mio meglio per esserlo, ma ancora non riesco a regolarmi, ad arrivare al giusto bilanciamento, al corretto compromesso.

L'idea che il male percepito non ci avesse fatto ancora nulla e pertanto non fosse meritevole di aggressività è un pensiero che ora reputo ingenuo oltre ogni dire...desideravo seguire i dettami del Misericordioso, sperando che forse saremmo riusciti a trovare un compromesso a parole...una follia.
Per poco non ci hanno scoperti in quella che era a tutti gli effetti un incursione nel luogo dove il male si annida e non vuole che entriamo...temo che non ce la caveremmo a buon mercato in caso venissimo colti in flagrante, ma con sorprendente facilità, siamo comunque riusciti a persuadere la medesima Zoroin timorosa del fatto che ci siamo persi.

Abbiamo delle probabili per quanto non certe prove in forma di boccette, abbiamo la testimonianza di un sacerdote di Jalaum di alto livello, e di tutto il nostro gruppo riguardante una percezione assolutamente maligna e sinistra del luogo, di cose strane ne abbiamo viste...la foresta stessa potrebbe essere classificabile come tale...non ci restava che fare rapporto: non è il nostro dovere, abbiamo ben altro di cui occuparci, ben altri problemi, se l'esercito fosse stato troppo impegnato per chiedere ad un piccolo gruppo di agire, con le nuove informazioni e magari una nuova taglia forse un gruppo di cacciatori veterani locali avrebbe potuto aiutarci. Ma a quanto pare chi la pensa come me è in netta minoranza nel gruppo.

L'idea di avere la prova del 9 del contenuto di quella boccetta è stata una decisione affrettata...troppo affrettata...ma così avremmo potuto comprendere la minaccia di chi stavamo affrontando, cosa utilizzava, come lo faceva...potevamo confermare delle prove incontrastabili e avrei avuto un motivo in più per poter chiamare la ritirata.
Uso il classico metodo del bagnare il dito, e assaggiare solo inumidendo le labbra. Un contenuto di liquido irrisorio a malapena necessario per saggiarne il gusto e inumidire le labbra. Nel peggiore dei casi saremmo stati in due a poter curare eventuali veleni. Era una cosa che reputavo non troppo rischiosa, e forse in un contesto normale sarebbe stato così, ma ho sottovalutato questo luogo. E da qui a poco avrei scoperto la sua pericolosità, perchè nell'immediato non c'è stato nessun effetto. Nulla di nulla.
Solo dopo un piccolo lasso di tempo il veleno ha iniziato a fare effetto: nessun problema, è una prova, proprio quella che stavo cercando. Avevo conferma dei miei dubbi...non ci restava che analizzare la tipologia di sostanza e curarla.

Mi ha sorpresa la reazione di Folko, totalmente fuori controllo dalla preoccupazione. Io ero calma, forse perchè continuavo a non rendermi conto del rischio che stavo affrontando e di quanto concretamente fosse probabile la mia morte da lì a breve. Le cure non funzionavano, ne tantomeno rallentavano il decorso inesorabile del veleno...prima la lingua...grigia...poi la gola...stava intaccando le mie vie respiratorie, e a breve non sarei più stata in grado di respirare.
Quando Folko ha detto che non riusciva a curarmi...sono rimasta stranamente calma. Forse non riuscivo completamente a comprendere, a realizzare che da lì a poco sarei morta. Ragionavamo sulle possibilità che ci restavano per tornare indietro rapidamente e curarmi...ma ogni opzione sembrava vana, e il tempo continuava inesorabilmente a passare mentre la mia vita si approssimava per via del veleno al suo scadere. Percepivo il tocco caldo e dolce della mano di Rrawia. In quel momento, la mia preoccupazione non era per me stessa, sentivo solo di dovermi scusare per averli fatti preoccupare. Una flebile e vuota esistenza in un corpo vuoto, una vuota morte. Però...volevo che qualcosa di me rimanesse...almeno a lei. Amica mia.
Le urla di Folko mi sembravano aliene, ma percepivo chiaramente la sua preoccupazione e la rabbia per la mia incoscienza, e ancora...l'unico istinto che mi veniva era quello di scusarmi, fino a quando non ha fatto quel gesto inaspettato: gettatosi su di me, stringendomi, recitando una preghiera in cui ho percepito tutta la sua fede e la sua forza di volontà...mi ha salvata. Non è stato un incantesimo normale, l'ho percepito chiaramente, il miracolo.
Ancora una volta, non posso far altro che ringraziare...e chiedere scusa. Ancora una volta, sono in debito con tutti loro. Ancora una volta, non so come ripagarli...ma questa volta, non sarebbe stato solo il peso del debito a schiacciarmi, ma anche quello di colpa, da lì a poco.

Ripresami dal veleno, dovevamo decidere come agire nei confronti di quel luogo, un momento di pace, che però non è arrivato: un Haooua apparentemente cordiale ci notifica che la sua padrona, probabilmente la Zoroin, non apprezza lo schiamazzo provocato. Normalmente sarebbe una reazione strana, dato che solitamente quando si sente lo schiamazzo di gente che non si sta divertendo, ma ha un malore, le regole civili e morali chiedono di prestare soccorso, o quantomeno preoccuparsi...ma qua siamo circondati dal male, e mi sono resa conto troppo tardi di cosa questo significhi. Siamo fortunati a non essere stati attaccati e basta. Tratti in inganno dalla finta cordialità, abbiamo pensato erroneamente di poterci dialogare...cosa speravamo di ottenere?! Sono stata una stupida. Dovevamo cogliere l'occasione al volo e scappare; invece eccoci lì, a parlare a quell'essere, a dire l'ovvio: le boccette sono avvelenate. Cosa ci aspettavamo? Che ci avrebbe detto ''ci scusiamo per l'increscioso incidente, vi risarciamo anche i danni''? Ovvio che nel migliore dei casi ci avrebbero dati dei bugiardi e cacciati via, cosa che è avvenuta...e quello di per se è stato già un gran colpo di fortuna...fino a quando...
"ALLORA DIGLI CHE GLI ANDIAMO A DARE FUOCO ALL'ERBORISTERIA"
Sospel non ha pronunciato queste parole...che sono state per lei una sentenza di morte. Quell'essere è uscito, enorme, rosso, e con una velocità sorprendente ha semplicemente preso la folletta per un braccio, portandola verso il cielo...e nient'altro...niente. Nulla di nulla. Non abbiamo potuto fare altro che aspettare che scendesse, nella speranza che la lasciasse semplicemente cadere dall'alto, così da poterla forse prendere al volo...ma quando quel'abietto essere è tornato, Sospel non c'era più, fino al momento in cui non lancia qualcosa ai nostri piedi, riconoscendo ben presto in quel 'qualcosa' la nostra compagna. Non riuscivamo neppure a capacitarci di quello che stava succedendo...non riuscivo a ragionare, volevo solo scappare, e al tempo stesso volevo solo attaccare a testa bassa quell'essere...emozioni e istinto che si scontravano, lasciandomi bloccata, fino a quando Rrawia e Astrid non sono riuscite a disinnescare la situazione, dicendo che ce ne saremmo andati. Ci hanno salvato la vita, anche se non riesco a concepire come siano riuscite a tenere quell'autocontrollo.
Alle loro parole, quell'essere è semplicemente tornato normale, è come nulla fosse se n'è tornato in casa augurandoci buona giornata tutto allegro. E' stato tutto...così surreale.

Se solo mi fossi imposta di più per tornare indietro anzichè consigliarlo e basta per poi starmene zitta, se solo avessi votato per oppormi alla visita anzichè astenermi, se solo non fossi stata tanto ingenua da credere di poter dialogare con questi mostri, se solo non avessi assaggiato quella pozione...soprattutto quest'ultima cosa e l'impostarmi per tornare indietro...forse Sospel sarebbe viva. Mentre rifletto su questo e altro...presa da quelle che non faccio fatica a riconoscere come angoscia, paura, rabbia e senso d'impotenza, vedo Rrawia avanzare verso ciò che rimane di Sospel, ma non posso permetterglielo. E' vero che razionalmente il gruppo in generale ha la colpa per le azioni prese, solitamente, ma in questo caso, sento che i miei errori hanno portato a questa conclusione più di altre...e non farò portare anche questo fardello a Rrawia: così, fermandola, la testa l'ho presa io...è il minimo che possa fare.
caro diario: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
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