[Recap 30/05/2021: la gentilezza che salva]

Discussioni inerenti la Squadra 1 (sq1). La Squadra Storica è composta in larga parte dai giocatori più anziani di VK.NET ed è quella che contribuisce maggiormente alla progressione della storia di Seràl.

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Asuryan
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[Recap 30/05/2021: la gentilezza che salva]

Post by Asuryan »

Primo turno di guardia, io e Aleinya.
Dolbran si sveglia, mentre noi due parliamo a bassa voce: mi preoccupo che possa avere troppo caldo, per cercare di farlo stare più comodo gli ho messo sopra la mia coperta ma questo strano ferro rosso emana calore e non è certo molto fresco qua. A parte Aleinya, non sembra che gli altri siano convinti che questa persona meriti particolare cura: potrebbe essere il servo di una divinità pericolosa. Ma se pure fosse colpevole, penso che meriti rispetto, e un minimo di pietà umana, mentre se non lo è staremmo solo trattando con durezza un innocente che ha già subito prove molto dure.
Gli ho offerto acqua, e parte del mio cibo, prima. Ma ci chiede il suo pane secco, per poterlo mangiare. Probabilmente ha ancora fame, se è rimasto a lungo digiuno quel che gli ho offerto prima non gli sarà bastato. L'idea di rifiutare cibo a un affamato mi provoca ripugnanza. Aleinya concorda sul dargli il pane. Prendendogli il suo cibo lo guardo: si tratta solo di pane un po' secco, non è nemeno ammuffito, né sembra avere qualcosa di strano; glielo porgo, perché possa mangiarlo. Lo mangia, ringraziando, e si rimette a dormire, mettendosi su un fianco.

Al risveglio provo a svegliarlo, ma non apre gli occhi, e non reagisce, il suo corpo sembra strano: mi preoccupo immediatamente che il pane potesse essere avvelenato... un modo per suicidarsi se messo alle strette? Ma quel che è successo è più strano: sotto la mia coperta, il corpo si è trasformato in un ammasso di corteccia. Nella sacca che Marbek custodiva, il medaglione si è trasformato a sua volta in corteccia lasciando soltanto il laccio di cuoio lì. Nessuno lo ha visto muoversi né ha visto alcunché di strano attorno alla sua forma apparentemente addormentata.

Pane magico? In grado di trasformare apparentemente una persona in corteccia e ...trasportarla in realtà istantaneamente via? Non ho mai sentito di cibo con questo potere, mollica inzuppata in veleno è qualcosa di facile da fare, ma pane con caratteristiche simili? Non credo dipenda dal pane... se è il potere di una Furia, probabilmente può far questo qualunque cosa mangi.
Ma Marbek è seccato e adirato per aver visto sfuggire la sua preda. Ha bisogno di dare a qualcuno la colpa per aver perso l'occasione di portare alla Legge un potenziale criminale. Sembra dare per assodato che il pane secco fosse magico e in grado di mutare il corpo di questa persona permettendo una fuga in extremis, e l'altro sacerdote lo appoggia.

A portare chiarezza, mentre sono ancora profondamente confusa, è Sospel, che esaminando la corteccia e i suoi residui dà una risposta che nessuno si aspettava: ciò che è fuggito non è una Furia, non è un servitore di Vidia. E' una creatura di natura elementale, chiamata Rubavite, con un fortissimo spirito di sopravvivenza, ma non malvagia. E' in grado di muoversi da un corpo a un altro prendendo come la forma di una nebbiolina, e quando questo accade, l'ospite precedente cade a terra morto e simile a un guscio vuoto.
Questa notizia, a primo impatto, mi rincuora. Questa creatura non è una Furia. Quindi non ha corrotto un cardine, non è colpevole di ciò di cui Marbek lo accusava, e non abbiamo lasciato fuggire un potenziale colpevole di sfregio contro la Natura stessa. Inoltre, avrebbe potuto prendere controllo del corpo di Marbek e usare il proprio medaglione per andarsene via e lasciarci qua - se davvero il medaglione ha il potere che Dolbran affermava - ma non è avvenuto. Quindi...
Marbek non sente ragioni: come poi dirà Aleinya, "la rabbia lo acceca e lo rende non lucido", perché nemmeno sente la mia considerazione sul fatto che se è un Rubavite, non è certo una Furia e lui non può aver contrariato il suo Dio lasciandosi sfuggire un colpevole. Riesce solo a pensare al fatto che è scappato. Non insisto, è troppo nervoso adesso. Probabilmente a mente fresca potrà pensare più razionalmente.

...Quindi, Sospel avanza l'ipotesi che il Rubavite abbia già preso il controllo del corpo di qualcuno di noi, nel corso della notte, nonostante nessuno di noi abbia visto strane nebbioline spostarsi.
Nog esclude questa possibilità, afferma che siamo sempre ancora noi e che quella creatura è semplicemente fuggita. Non so se abbia la capacità di spostarsi senza un corpo... nessuno di noi lo sa. Però tutti noi stiamo comportandoci in modo piuttosto normale.
Garak suggerisce di fare leva sulle conoscenze che noi abbiamo che questa creatura certamente non può avere... ma siamo certi che non possa averle? Non sappiamo se il Rubavite oltre a prendere il controllo dei corpi, prende anche possesso dei ricordi.
Io penso, come Nog, che non sia nel corpo di nessuno, perché se davvero quando lo fa materializza una nebbiolina, e nessuno che era di guardia l'ha vista, allora deve aver fatto altro... e poi se avesse preso il corpo di qualcuno, perché non usarlo per fuggire via anziché stare qui e rischiare che i nostri maghi possano individuarlo e distruggerlo?
...Quest'ultima ipotesi si rivela piuttosto inconsistente: nonostante Sospel studi ciascuno di noi con la magia, nessuno risulta mostrare tracce di questa creatura dentro di sé. Eppure tutti agiamo come se lo fosse... temiamo quello che potrebbe accadere se fossimo troppo fiduciosi.

Astrid afferma che se davvero prende possesso dei corpi con la facilità che Sospel ha visto, potrebbe uccidere tutti, saltando di corpo in corpo. Non le dò torto... ma se è così perché non lo sta facendo? Perché non lo ha fatto mentre dormiva? Può certo essere che abbia bisogno di dormire per poterlo fare più di una volta... Anche Garak, come Sospel, afferma che non intendesse farci del male. Giungiamo alla conclusione che semplicemente, avrebbe potuto trasferirsi di corpo anche prima, ma il dolore e la spossatezza gli rendessero impossibile farlo. Appena cibo e riposo gli hanno reso possibile farlo, dunque, si è trasferito.
Finalmente la rabbia di Marbek si placa e riesce ad ascoltarmi, quando gli dico che il suo Dio non sarà certo adirato con lui, perché non era una Furia quella che è fuggita, ma una creatura elementale. Concorda, e si scusa per essersi adirato e per aver sbagliato la sua valutazione: non porto rancore, capisco che fosse teso, siamo tutti tesi, e facciamo pace. Marbek quindi spiega che, data la presenza del Cataclisma, se qua vicino non c'è una Furia, c'è un cardine che è stato corrotto, magari tempo fa. Sembra quindi la soluzione più probabile, ormai.

Decidiamo di andarcene. Nessuna traccia di troll o orchi, per il momento. Troviamo una prima stanza con alcune grandi colonne, una grande incisione al suolo rivela che questo posto è l'avamposto Tu'vrei'n, dominio del Clan Ko'va'i'de. Probabilmente abbiamo lasciato dietro di noi, alla forgia distrutta, proprio le rovine di questo avamposto. Una porta nera, socchiusa e in precedenza scassinata, dopo un breve tunnel ci permette l'accesso alla sala successiva: si tratta di una grotta molto ampia, con una pozza d'acqua gorgogliante e cristallina al centro, davvero un luogo bellissimo. A terra, però, ci sono i cadaveri di altri due membri rinsecchiti del VI corpo esploratori, di stanza a Vrina, che continuano a confermare la nostra idea sul fatto di trovarci su un'altra isola rispetto a quella dove è ubicata Prasia.

Mentre Turan parla di come ha sempre trovato affascinanti le pozze gorgoglianti, cade a terra con un urlo straziante, sangue che gli esce da bocca, naso, e occhi, e l'aria di soffrire ferocemente: una nebbiolina azzurra abbandona il suo corpo e raggiunge la pozza. Una voce riecheggia nella grotta.
::Avrei preferito non dovermi servire di voi.::
::Almeno non mi avete inchiodato a terra.::
::Vi ringrazio.::
Tuffandosi nella pozza, la nebbia scompare, tra le urla di rabbia di Nog. Controlliamo Turan... che è vivo. Insanguinato, ma solo svenuto per lo shock.
Quando Turan riprende conoscenza ha solo gli occhi un po' gonfi, gli dò dell'unguento per risanare la vista un po' più rapidamente. Dopo averci pensato, rivela che non aveva alcuna sensazione di avere addosso un'altra creatura... e che crede che il Rubavite ci abbia risparmiati.
Ho avuto la stessa sensazione... che trattarlo con gentilezza, ben lungi dall'essere stato il disastro che ad alcuni era parso inizialmente, è stata la chiave per indurlo a risparmiare la vita di Turan e di chissà chi altro. Una gentilezza ha ripagato la gentilezza. Ho fatto la scelta giusta, anche quando poteva parere più scomoda, meno "pratica", e qualcuno probabilmente è salvo grazie a questa scelta - mi riempio di gioia, sentendo Suarve sorridere. Non ho "vinto" questa cosa con le armi, con la tattica, con le capacità di agire nell'ombra, ho vinto con il cuore.

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Rincuorata, vado con Pheon a prendermi cura del corpo dell'esploratore nella caverna precedente, poi torno indietro e mi occupo anche di quelli in questa grotta. Nonostante sia triste che siano morti così, sono contenta di poter dar loro la pace, impedendo che Chogleq li tocchi. E' un compito cupo, e preferirei poterli riportare alle loro famiglie; il sottinteso mai esplicitamente detto dello sciogliere i corpi è che si prende atto che le loro famiglie non avranno mai un corpo da piangere, e sto mettendo la parola "fine" a quella che probabilmente è una speranza flebilissima per loro... ma è diventato il mio compito adesso, e lo svolgo con responsabilità.
Sui loro corpi troviamo una mappa del resto delle grotte, che paragono con quella che ho steso finora. Da questa grotta si dipartono tre tunnel, uno dei quali porta verso una grotta con "Muschio Rosso!" e una verso una grotta con "bei colori".
Il muschio rosso è velenoso, ma Astrid dice tranquillamente che a lei non farà nulla: notando che non è particolarmente preoccupata che i nani possano sapere della sua natura (o forse sanno già? Quanto hanno familiarità tra loro le razze di sottosuolo?) colgo l'occasione per dirle che ammiro la sua immunità. Garak chiede come è possibile che lei sia immune e Astrid risponde di essere Enalith. Garak prende atto e dice senza apparente emozione che quindi non toccherà l'argomento.
E' una reazione che mi sorprende: non prova curiosità? Il fatto che non abbia riconosciuto Astrid significa che la sua gente non deve avere poi tutta questa familiarità con loro.
Rifletto poi sul fatto che le razze del sottosuolo sembrano, dal poco che ho visto, avere tutte una certa propensione alla riservatezza: che sia questo? Notevolmente diverso dalla cultura della mia gente, dove se ignori qualcuno significa "non mi importa di te" e se mostri curiosità significa "sono interessato a te e desidero capirti meglio"; mi troverò poi a spiegare ad Aleinya che una delle più grandi punizioni per i crimini più orrendi, da noi, è l'esilio, ed inizia proprio con il simbolico voltare le spalle di tutti al condannato. E' difficile quando la comunicazione non verbale significa cose radicalmente diverse per specie diverse... io potrei voler comunicare affetto a qualcuno facendogli domande, mentre lui magari pensa che tali domande siano sinonimo di aggressività o di voler cercare una vulnerabilità da usare contro di lui (stile zoroin)...

Astrid raccoglie molto muschio rosso. In una grotta successiva, il massimo della minaccia che incontriamo è un rampicante velenoso, che Sospel tocca (necessitando quindi di una veloce cura), assieme a molte bellissime stalattiti di gesso colorato. Raccolgo alcuni gessetti da terra, cercando di non sciupare le stalattiti esistenti, molto belle.
Troviamo infine l'uscita, bloccata da una frana molto ampia: alcuni segni ci mostrano che probabilmente è stata fatta deliberatamente saltare dall'esercito, per tenere dentro i pericoli. Potrebbero non essere felici di veder rovinato il loro lavoro.
Sospel usa un incantesimo per teletrasportare tutti fuori, in quella che sembra essere una meravigliosa foresta verdeggiante, piena di animali e di vita, rigogliosa e dalla temperatura piacevole. Esattamente il tipo di posto che sognavo di trovare per la mia gente quando sono partita, una specie di paradiso per noi. Non sono gli alberi di Marga, è ormai confermato che ci troviamo a Vrina. Decidiamo di incamminarci verso nord, durante il tragitto chiacchiero a bassa voce con Aleinya, le ultime evenienze hanno dato molte cose su cui riflettere ad entrambe: Aleinya è tesa, non sa definire questa tensione ma da come si comporta direi senz'altro che è tesa... dunque prova emozioni, solo che non sa come inquadrarle e riconoscerle. Le sue parole sono gentili, e prova evidentemente molto rispetto per le mie capacità, una cosa che mi sorprende e mi lusinga profondamente: forse anche questo dipende dalla mia cultura d'origine, è evidente che chi è... come me... non ha lo stesso talento, potenza e agilità innate che ha qualcuno come mio padre o mia madre, così sono cresciuta pensando di non essere niente di speciale e di dover lavorare duro per arrivare almeno allo stesso livello degli altri. Forse dovrei iniziare ad essere più sicura delle mie abilità...?
Dopo un po' usciamo dalla foresta, sono circa le due del pomeriggio quando arriviamo presso una stazione di posta nei pressi di un piccolo villaggio, che un cartello annuncia come Fischernech...
Asuryan
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Valiant Knights Editor

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Rrawia Ayaw'shrrw - War'pu'r del Clan degli Occhi di Smeraldo - Gruppo di Avventurieri Veterani "Lupi Neri"
Althea Ceridwen
Kitiara l'Invincibile
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