RECAP 507

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Johanne
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RECAP 507

Post by Johanne »

Kileemosh, tornato dalla sua perlustrazione, ci ha fatto presenti le sue perplessità riguardo i Fulcri Magici segnati anche sul diario, e per quanto a logica sia arrivato vicino alla verità, non l'ha forse per sua fortuna compresa. Quando Fevril ha sottolineato il fatto che a volte semplicemente non si può parlare, probabilmente mangiando la foglia ha evitato di fare domande. Non per nulla è un mago saggio e potente.

Enahim ha promesso di non fare domande, ma sembra che la sua natura curiosa gli provochi decisamente molto problemi in questo, beccandosi delle strigliante da Kelen, anche se indirette...almeno non sono più l'unica.

Nella grotta, mentre Jawar mostrava agli altri il funzionamento di quei guanti, il nostro nuovo acquisito compagno, presami in disparte, mi confessa di non aver mai combattuto: ha vissuto per tutta la vita in quella città, quindi la cosa non mi sorprende; a 90 anni per un elfo sei giovane...per quanto mi viene ancora difficile e assurdo metabolizzare il concetto che 90 anni siano pochi. Forse I Phelinidi la vedono nello stesso modo riguardo noi umani? Fatta questa confessione e di conseguenza accettando la sua richiesta di farlo rinsavire e supportarlo in battaglia in caso vada nel panico, decidiamo di ritornare dagli altri, che intanto hanno estratto l'anfora in cui Emmeth è stato sigillato.
A Kilemoosh serve qualche ora per prepararsi al rituale per liberare Emmeth, e ci ritroviamo concordi nell'incontrarci direttamente al primo fulcro, ma non prima che Thoron provi una delle sue magie sull'anfora stessa, anche se tutt'ora continuo a chiedermi cos'abbia fatto.

Dopo aver usato Vindyel per teletrasportarci, ci facciamo circa mezz'ora di cammino, prima di arrivare al punto designato, raggiunti poco dopo da Kileemosh, che ha terminato i preparativi, Jawar tira fuori l'anfora, e dopo una breve disquisizione tra kelen e Fevril riguardo al piacere o meno essere leccati dal punto dalla prospettiva di una rana, proprio quando stiamo...cioè, stanno...per iniziare il rituale, 3 elfi appaiono teletrasportandosi con aria estremamente bellicosa: ci attaccano a sorpresa e comprendiamo con facilità che si tratta di membri della famiglia dei Gomanytar, intenzionati a riprendersi l'anfora.

Combattere contro la magia non è qualcosa a cui sono abituata, quindi non comprendo molto bene come contrastarla, ma in questo caso non fare affidamento sulla magia sembra sia stata una fortuna. Il campo antimagia creato dai 3 elfi ha reso impossibile per i nostri usare la magia...ma come io non sono avvezza alla magia, sembra che loro non siano esattamente avvezzi alle botte vecchio stile, portando me, Kel e Fevril ad incalzarli. Certo, lungi da me dire che eravamo in vantaggio, ma almeno non eravamo nella posizione di massacro a senso unico.

A ristabilire la pace, terminando lo scontro grazie ad una schiacciante superiorità però non siamo stati nè noi e neppure i Gomanytar, ma Kileemosh, portando alla resa gli aggressori e bloccandoli in una stasi temporale in modo che non possano tentare di fuggire. In parole povere ha bloccato per loro il tempo, o una cosa del genere.

Ancora una volta mi ritrovo a parlare con Enahim: il suo tremore e il suo turbamento mi ricordano la me di poche settimane fa, dopo il primo vero e proprio scontro a rischio della vita contro i necromanti. La paura e l'ansia che prova sono sentimenti che comprendo fin troppo bene.

Il rituale comunque comincia, quindi io e il bardo decidiamo di tornare dagli altri: una luce accecante rende impossibile vedere qualunque cosa, ma fortunatamente siamo stati avvisati in anticipo. La figura di Emmeth appare in quel bagliore, che pian piano diventa più sopportabile. Le domande però del nostro caro ''amico'' appena liberato devono attendere, dando priorità al soccorso di Kilemoosh che sembra abbia dovuto pagare il prezzo della sua magia: fortunatamente nulla di grave, ed io e Kelen non ci mettiamo molto a fermare il sangue, ripulire, medicare e fasciare le ferite causate dalla rottura delle pietre infissate nella sua carne. Durante il nostro pronto soccorso, intanto Fevril e Thoron hanno preso da parte Emmeth, probabilmente spiegando a grandi linee la situazione in cui siamo, compreso ciò che dobbiamo fare.

Dopo aver appurato che Fevril può essere alquanto preoccupante nel suo modo di ragionare, Thoron ci mette al corrente di una possibilità per aggiornare Kileemosh e Enahim di tutta la verita senza far fare loro la fine di Ittyr: un rischio cui sono estremamente contraria, ma non è una scelta che ho diritto di compiere...non posso scegliere per nessuno di loro due.

Seguendo il piano, Emmeth inizia a rivelare tutta la verità a Enahim e Kileemosh: in quel momento ero forse più terrorizzata io all'idea di dover riprovare quella terribile esperienza, che Enahim stesso, che dal canto suo sembra fin troppo desideroso di mettere a rischio la sua vita inutilmente. Il fatto che dia così poco valore alla vita mi fa infuriare, ma in quel momento ero troppo spaventata e preoccupata per arrabbiarmi: cosa che ha volentieri fatto al mio posto Kelensahe. Rimanendomi vicino mi ha aiutata molto.
Il piano di Thoron ha funzionato, ed ho potuto restituire la Cetra a Enahim e non alla sua quasi moglie. Devo inculcargli in testa quanto la vita abbia un enorme valore, dato che sembra non comprenderlo.

Emmeth inizia il suo giro per i vari fulcri, da quanto ho capito, mentre la storia viene spiegata anche ad Edghar, che dal canto suo non può far altro che mettersi a piangere...mi fa una tale pena che il cuore mi si spezza a guardarlo. Emmeth completa il suo lavoro ad una velocità incredibile e di punto in bianco anche Edghar stesso inizia a cambiare: com'è già successo poco tempo fa, di nuovo inizia a trasformarsi prendendo le fattezze del fratello Ethmaral, conosciuto come il fondatore. Esso però non sembra il clone positivo...la mancanza della pietra almeno testimonia ciò, con lui stesso affermare di non essere null'altro che una debole reminescenza del suo potere magico, qualunque cosa ciò significhi.
Come l'altra volta, sembra che il fondatore abbia i minuti contati, e dato che ogni secondo conta, ulteriori spiegazioni e convenevoli vengono rinviati in favore dell'azione.

Ci dirigiamo con rapidita e solerzia verso il luogo dove il demone è sigillato. La paura e la rabbia al solo ricordo mi fanno tremare, ma so di dover mantenere la freddezza
caro diario: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
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