RECAP 519

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Johanne
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RECAP 519

Post by Johanne »

discutere con Mayan è interessante...non ho mai davvero parlato di musica se non con mia madre, o a volte con Roana, anche se lei era molto più propensa semplicemente ad ascoltare...non che potessi dare chissà quale commento tecnico, avendo una semplice infarinatura teorica e nulla di approfondito, così come sicuramente non posso definirmi una cantante, sono un militare, non un'artista; ma ciò non nega il mio interesse per la musica, e ascoltare ciò che ne pensa un esponente come Mayan è illuminante.
Non sono abituata a rimanere a braccetto con un uomo, quindi per quanto rapita dalla conversazione, istintivamente un occhio ai dintorni lo do comunque, anche se non con precisione e attenzione, notando in disparte Enahim, forse è stanco per il viaggio...o almeno questo è ciò che ho pensato scioccamente in quel momento, troppo concentrata sulla conversazione che stavo avendo, non notando il momento in cui si allontanava. La cosa non sfugge a Kelen, che conferma quella che era la mia teoria sul suo essere probabilmente spossato...anche quella rivelatasi purtroppo errata.

Mi offro volontaria per andare a cercarlo. Dopo ciò che mi ha detto dopo lo scontro, due giorni dopo la partenza, non trovo saggio mandare Kelen, e sono comunque preoccupata per il suo essere stato tanto silenzioso anche durante il resto del viaggio...se è solo stanchezza, va bene, ma se è altro, voglio aiutarlo, voglio risolvere la situazione...e andarsene così mi fa presagire male. ''Kel...provo a parlarci io'', dico per poi dirigermi da Enahim in quello che rapidamente si trasforma in un inseguimento e ricerca...non capisco...mi ha notata e sta cercando di scappare da me? O me lo sto immaginando? Me lo starò di certo immaginando, ed aumento il passo, riuscendo a raggiungerlo con non poche difficoltà, ma rimanendo interdetta dal suo agire: non avevo detto ancora nulla, volevo solo chiedergli se andasse tutto bene...e invece mi ritrovo spiazzata dal suo affrontarmi, di petto, come se fossi un elemento ostile da sconfiggere...una persona fortemente sgradita. Provo a dialogare, ma qualunque cosa io dica, non sembra avere effetto, ed anzi, lo rende ulteriormente ostile: pensavo che la questione fosse stata risolta quella sera, dopo l'attacco dei Condor, soprattutto dopo quanto mi aveva detto, ma così non è. Avrei dovuto immaginarlo, avrei dovuto fermarlo e insistere per parlarne, invece di lasciare che parlasse e basta, bloccata dal dire la mia per via della promessa che fattagli. Avrei davvero dovuto insistere quella sera...e invece non mi sono accorta della sua sofferenza, e non sono riuscita ad aiutarlo. Ora probabilmente mi odia...e lo sento, da come parla. Mi dice di essere morto dentro, mi dice che ha perso la sua musica...e alla fine in parole povere la colpa è solo mia. Sono stata stupida. So come ci si sente a non vedere nessuna via d'uscita...quando è successa quella cosa con Ittyr...ancora adesso quella scena continua a tormentarmi, pur con l'aiuto del tempio di Hopsi. Volevo provare a parlargliene, per fargli capire che c'è una via d'uscita, sempre, e che se ce l'ho fatta io a trovarla, può farlo anche lui...ma non mi ha dato ascolto, non c'è stato verso.
Kelen arriva neppure un paio di minuti dopo, trovandomi ferma in mezzo alla via trattenendo a stento le lacrime, avrei potuto gestire meglio la situazione, avrei potuto aiutarlo, e invece sono stata l'artefice della sofferenza di Enahim...cerco di non lasciarmi andare, e grazie a Kel riesco pian piano a calmarmi. Ho gli occhi lucidi, qualche lacrima che non sono riuscita a fermare ha comunque rigato il mio volto, ma...posso farcela.
Una volta riuscita a riacquisire un po di controllo, torniamo indietro, non voglio mancare di rispetto a Thoron.

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Una volta che Johanne si allontana all'inseguimento di Enahim, un incuriosito e sbigottito Kelensahe chiede a Shade, Thoron e Jawar delucidazioni su quanto avvenuto con l'elfo musicista durante il viaggio, cercando una spiegazione al suo singolare atteggiamento, ma entrambi concordano sul fatto che fosse stato semplicemente silenzioso.
Cercando di passare oltre a ciò e dando la priorità alla ricerca del padre di Thoron, questo chiede delucidazioni all'amico musicista, che dal canto suo lo informa che potrebbe essere ancora impegnato in una trattativa con una nuova artista alquanto particolare, essendo una Enalith, di nome Kathalyn; un dettaglio, la particolarità della razza, che sottolinea Kelensahe non essere molto propensi all'arte, trovando però una risposta sicura in Thoron, che invece trova in questa peculiarità proprio il motivo d'interesse del padre.
Ancora una volta, prima di congedarsi, Thoron chiede conferma della presenza di Mayan allo spettacolo nella locanda del Viandante Sorridente che il gruppo terrà in serata, oltre ad una richiesta di ascoltare il nuovo pezzo composto dall'amico, in privato, che dal canto suo sembra ben lieto di accettare. Scusandosi con Thoron, anche Kelen si divide dal gruppo, andando alla ricerca di Johanne e Enahim.
Intanto Thor si avvicina verso Amalathi e un egban: il primo sembra bofonchiare qualcosa, congedandosi abbastanza rapidamente con un atteggiamento evasivo, mentre il secondo, cui nome è Elaris, con atteggiamento pacato e molto educato, saluta Rynomaen Amalathi, avvisando subito dopo Thoron che informerà immediatamente il padre della sua presenza.
In poco tempo, ecco apparire Elaris in presenza di un elfo che è la copia sputata di Thoron, solo con i segni dell'età a marcarne la differenza, ed una donna dai capelli rasati e tratti spigolosi e selvaggi, oltre che occhi particolarmente sottili, che si scopre essere ovviamente Kathalyn.
Poco dopo l'inizio della conversazione con i nuovi figuri, ritornano Johanne e Kelen, con quest'ultimo che tuttavia si dilegua abbastanza rapidamente, dopo le dovute presentazioni.

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Ho cercato di dissimulare il mio stato emotivo, sento ancora gli occhi umidi, ma devo darmi un contegno, non posso far fare brutta figura a Thoron...non se lo merita. Anche questo avvenimento...non doveva accadere. Devo assumermene la responsabilità e cercare di tenere un contegno adeguato. Dopo le presentazioni di rito, Kel si dilegua con circospezione...e facendo 2+2 direi che è ovvio chi stia cercando. Spero che la situazione non precipiti più di quanto non lo sia già.
Thoron racconta di voler fare un'opera artistica riguardo il demone che abbiamo affrontato a Forbilea: il solo ricordare quell'avvenimento basta a farmi salire i brividi lungo la spina dorsale, ma l'ideale di un gruppo, che unito, è in grado di affrontare anche un essere di tale calibro, mi piace...ma comunque il solo ricordare tutto ciò che abbiamo passato è abbastanza per farmi rammentare quella paura, quella rabbia, quella sofferenza.

La discussione procede senza particolari colpi di scena, con Thoron che rifiuta l'invito a cena per via dello spettacolo che dovremo fare sta sera, spiegando al padre che la nostra esibizione è ad un livello è diverso da quello dei saltimbanchi. So di non essere al livello di una professionista...e di non essere bella o femminile come molte delle mie coetanee, ma essere paragonata ad un Saltimbanco è comunque deprimente. Thoron, invece, da parte sua, elogia le nostre abilità artistiche, sorprendendomi aggiungendo che secondo il suo parere, potrei far parte anche di una compagnia della città...credo mi stia sopravvalutando parecchio, ma mi fa piacere sentirlo, è bello essere apprezzata, anche se non so come rispondere.
La conversazione va avanti per poco ed anche il padre di Thoron si congeda, con il figlio e nostro compagno di viaggio che sta volta si rivolge ad un altro elfo di nome Elaris, preoccupato per la salute di un certo Amalathi.
A quanto pare questa persona sembra interessata a dipingere con dei colori ottenuti dal sangue...raccapricciante e macabro. Elaris ci spiega anche che Amalathi non ha risposto alle domande riguardanti il perchè volesse sapere questo. Thoron aggiunge che questa forma di -arte- è troppo vicina a determinati rituali...cose che servono a rallentare l'invecchiamento di corpo e mente. Faccio fatica a definire arte tale orrore.
Per ora, rimaniamo concordi sul mantenere il silenzio sulla faccenda.
caro diario: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
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