Recap 505

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Strix
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Recap 505

Post by Strix »

Ci siamo semparati all'uscita dalla locanda, così che Thoron ed io potessimo andare a fare una ricognizione del quartiere in cui vivono i Gormanytar e individuare i punti migliori dove tendere l'imboscata il mattino dopo.

Tornati a casa di Vin abbiamo trovato un biglietto di Sellia che ci informava dell'inizio della raccolta degli artefatti alle 10 del mattino del giorno successivo, il che vuol dire che avremmo avuto a disposizione tempi piuttosto rilassati.
Studiando la mappa disegnata da Thor, lui ed io concordammo che i posti più favorevoli fossino due: una piccola piazza e una stretta via, a seconda del percorso scelto dai nostri obiettivi.
Poco dopo fummo raggiunti da Jawar, che ci mostrò fiero un paio di guanti dal vivace colore blu cobalto, dicendo che da tempo desiderava entrarne in possesso ma che non pensava visarebbe mai riuscito.
A suo dire questi guanti presentavano un particolare incantamento che permetteva di aprire con essi una sacca dimensionale in cui riporre oggetti per poi poterli recuperare in qualsiasi luogo ci si trovi.
Decisamente un'ottima idea, concordai, comprendendo il vantaggio che indossargli gli avrebbe dato il giorno successivo.
Vin castò su tutti noi un incantesimo che ci avrebbe permesso di comunicare mentalmente fino alla sera successiva, a quel punto Jawar, ritenendo più prudente rimanere in città il meno possibile, si congedò da noi, dandoci appuntamento al giorno successivo.

Sinceramente, dato quello che avevo appreso sulla mentalità dei Gormanytar, e grazie alle capacità di Jawar (non solo quelle magiche) non vedevo nessuna difficoltà nel colpo del giorno successivo.
Una volta saputo da Jawar che l'obiettivo fosse in movimento e lungo quale percorso, mi sarebbe stato sufficiente raggiungerli senza dare nell'occhio e creare un diversivo, coordinandomi telepaticamente con Jawar in modo da potergli indicare con precisione in quale momento apparire, la posizione dell'artefatto e con quanti individui avremmo avuto a che fare.
Preso l'artefatto non gli sarebbe rimasto altro da fare che teletrasportarsi via, mentre io avrei dovuto semplicemente sfruttare la scarsissima considerazione e il disprezzo di quella famiglia verso la mia razza per potermi allontanare senza troppi problemi, mal che potesse andare prendendomi un paio di pedate (ammesso fossero disposti a sporcarsi gli stivali con un umano)
Letteralmente uno dei lavori più facili cui mi sia mai capitato di partecipare, di gran lunga più tranquillo di uno dei lavori sotto copertura svolti negli ultimi anni, ho quindi espresso il mio ottimismo riguardo il nostro successo.

Ed ecco che quelli che non avevano avuto problemi a lasciarmi inflitrare da solo tra i cultisti di Ajael, che non hanno mai avuto problemi a mandarmi a pedinare i peggiori ceffi o a rubare loro documenti, o a farmi stare appollaiato su un cornicione a spiare obiettivi, pensano che il giorno dopo potrei essere arrestato.
Rispondo che lo trovo piuttosto improbabile ma, anche fosse stato quello il caso, difficilmente mi avrebbe aspettato qualcosa di peggio di qualche giorno in prigione quindi, a parer mio, loro avrebbero dovuto tenersi il più lontano possibile dalla zona, dare l'impressione di essere occupati nelle loro solite commissioni e, nel caso di problemi per me (sinceramente non avevo il minimo dubbio che Jawar potesse portare a termine con successo il suo compito) avrebbero dovuto dare la precedenza alla nostra missione, lasciare la città e ricongiungersi con Jawar e la resistenza, mentre io mi sarei goduto qualche giornata di riposo in ciella. (e, ripeto, non pensavo che ci fosse una possibilità, se non infinitesimale, di essere associato a Jawar, viste anche le precauzioni già prese).
Insomma, posso decisamente vantare esperienza e competenze, in questo campo, superiori alle loro, mi aspetterei che il mio giudizio venisse considerato con lo stesso peso che do io alle materie in cui loro sono esperti e io non so niente.
Invece no, iniziano tutti a discutere, convintissimi che il giorno dopo sarei sicuramente stato arrestato, torturato e portato davanti a un arbitro di Shezam (piacere che, fino ad ora, sono sempre riuscito a evitare ampiamente, anche senza il loro interessamento... o forse proprio per questo). Ho provato a dir loro che non avrei voluto essere nei panni dell'arbitro che avesse voluto interrogarmi, dato il piccolissimo dettaglio del vincolo del demone di Ajael, ma niente. Devono essersi dimenticati dell'amico di Vin esploso.

Posso capire che simili idee vengano a Johanne, che mi conosce così poco da essere convinta che sia un modello da seguire (beh, forse un po' meno dopo la storia del bacio...), ma da parte di Fevril penso che si trattasse semplicemente di voglia di darmi torto.
L'unico ad avermi dato timidamente ragione, cercando di ricordare che la priorità doveva essere data al rituale, è stato Thoron, rimanendo però inascoltato.
Vin si è messo in testa di creare al volo non so che complicato rituale per incantare un oggetto in modo da potermi teletrasportare via dal pericolo e alla fine, volendo farli smettere e andarmene a dormire in modo da non cadere dal sonno il giorno dopo e compromettere così il lavoro, ho acconsentito a consegnare loro uno dei miei anelli dell'illusione, per poi lasciare Vin, Fevril e l'amico di Vin che ci ha "prestato" l'artefatto a trafficare per incantare l'anello (invece di andare a dormire in modo di avere tutte le energie a disposizione il giorno dopo, nel caso DAVVERO le cose fossero andate male come temevano).

Mi sono svegliato all'alba, vestito con cura, ho scelto un certo numero di libri dalla mia collezione (per lo più quelli in awelar che sto traducendo), sostituito le mie spade con il bastone animato e mi sono seduto in cucina a fare colazione.
Non sono rimasto particolarmente sorpreso quando Vin mi ha riconsegnato il mio anello tale e quale a come glie l'avevo lasciato e, pur se ne avevo un gran voglia, ho evitato di fare commenti.
Ho atteso che Krissa e i bambini fossero pronti per andare in accademia e sono uscito con loro, per accompagnarli (Anche se fossimo fortunati e tutto andasse come vogliamo, dubito che ci saranno ancora molte occasioni per stare con lei).
Peccato che, appena usciti di casa, mi sia sentito chiamare con una confidenza decisamente eccessiva da una voce poco familiare ma molto, molto sollevata: "Kel!" per poi trovarmi davanti lo strambo musicista della sera prima.
Che tempismo.
"Ti ricordi di me? Vi sono venuto a cercare in locanda dopo che ho di nuovo litigatoconmiopadremanonc'eravatepiù bla bla bla"
Ho cercato di mantenere il miglior contegno possibile e l'ho informato che andavo di fretta, dovendo accompagnare i ragazzi e che, se aveva bisogno di qualcosa, avrebbe dovuto parlare con il padrone di casa, ho chiesto quindi alla figlia maggiore di Vin di chiamare il padre, ma prima che questi fosse uscito sulla porta ecco spuntare Johanne e Fevril (o forse era Thoron? Ero decisamente più concentrato su altre questioni in quel momento. Tipo non farmi seguire dal pel di carota) e a loro ho scaricato l'incombenza di stare ad ascoltare l'epico racconto del nuovo arrivato.

Dopo aver lasciato Krissa e i bambini all'ingresso dell'accademia, mi sono diretto con tutta calma verso il quartiere residenziale dove la casa dei Gormanytar sorge. Avendo avuto conferma da Jawar che l'edificio era sotto controllo, ho gironzolato per il quartiere, dando l'impressione di essere a passeggio per godermi l'ottimo clima (magicamente controllato), fermandomi di tanto in tanto per sedermi e mettermi a leggere uno dei miei libri.
Come sospettavo, data l'aria di importanza che i nostri intolleranti amici pensano gi venga dalla parentela con l'arcimago, questi non si sono degnati ad uscire se non in tarda mattinata, con tutta calma.
Jawar mi ha avvertito che stavano imboccando la stretta viuzza che era la mia prima scelta e, rallegrandomi per la fortuna, ho preso immediatamente a muovermi per raggiungere un angolo cieco in cui avrei potuto mettere in atto la mia parte.

Dalla mia posizione, nascosto dietro l'angolo di un'edificio, potei vedere che erano in tre: un ragazzino in testa a guidare la fila, un'anziano e un'elfo all'incirca dell'età di Vin.
Il vecchio si muoveva scivolando a mezz'aria e, sotto di lui, riuscii a vedere un elementale d'aria di modeste diensioni all'interno del quale i tre artefatti venivano trasportati.
Anche più facile di quanto mi aspettassi, lo comunicai subito a Jawar che, vista le difese praticamente nulle, propose di rubare tutti e tre gli oggetti, in modo da confondere ulteriormente le acque.
Concordai con la sua idea e gli dissi di tenersi pronto al mio segnale.
da segnalarsi che proprio in quel momento Johanne pensò bene di uscirsene con un telepatico "Ragazzi, abbiamo un grosso problema!"
Accolto dalla richiesta pacatissima di starsene zitta e cavarsela da sola, invece di distrarci.

Lasciai che si avvicinassero fino a che il ragazzino si trovò a passare davanti a me.
A quel punto gli andai a sbattere addosso, diedi il segnale a Jawar, mi aggrappai al giovane elfo trascinandolo a terra con me, spargendo libri per mezza via e farfugliando scuse.
Pensate che i tre imbecilli, anche solo per un momento abbiano pensato che fossi qualcosa d'altro che "Uno di quei rozzi e impacciati umani"?
Nemmeno per sogno.
Ed erano così impegnati a inveirmi contro che furono presi totalmente di sorpresa quando Jawar comparve in mezzo a loro gettando una sfera abbagliante ai loro piedi.
Per buona misura decisi di mostrarmi sorpreso, allarmato, e decisamente innopportuno gettando a terra di nuovo il ragazzino per "proteggerlo" dall'esplosione luminosa.
Nella confusione sentii come due fendenti (credo Jawar che si sbarazzava dell'elementale), una specie di scoppio, un'imprecazione del bandito e poi il caratteristico risucchio d'aria causato dalla sua sparizione.

Feci del mio meglio per comportarmi nel modo più solerte, fastidioso e idiota che mi fosse possibile, esacerbando l'irritazione dei tre proferendomi in un infinità di scuse per la mia goffaggine, domande allarmate su cosa fosse successo, richieste di sapere se qualcuno fosse ferito e profferte di aiuto ottenendo, esattamente come desideravo, di essere scacciato in malo modo e con estrema irritazione.
Quello che volevo vedere comunque l'avevo visto: gli artefatti non erano più al loro posto, così come l'elementale, sparito.
Se anche l'imprecazione di Jawar indicava qualche complicazione, il lavoro era stato portato a termine.
Non mi rimaneva che andarmene in giro per un po', mostrandomi estremamente scosso, in modo da confondere le acque nel caso che a uno dei tre imbecilli fosse venuto un po' di buon senso e avesse deciso di cercarmi.
Meglio che ritrovasse, nel caso, esattamente l'imbecille che aveva già incontrato, imbecille che ignaro non faceva nulla per nascondersi.
Ma i tre si sono dimostrati essere ben più sprovveduti di quanto credessi (e già pensavo lo fossero un bel po')

Tornai a casa verso l'ora di pranzo, con tutta calma, trovandovi Vin e Fevril, che rassicurai sul fatto che tutto pareva essere andato bene.
Jawar ci raggiunse poco dopo, con una brutta bruciatura a una spalla (uno dei tre cretini era evidentemente riuscito a reagire, ma nemmeno lontanamente in maniera efficace) e con la rassicurazione che gli artefatti erano al sicuro nella sacca dimensionale.
Disse di voler andare subito a farsi vedere nel quartiere del Pantano, per creare una falsa pista, ma lo convincemmo ad aspettare almeno di farsi medicare la spalla prima.
Fevril iniziò a medicarlo con uno dei suoi unguenti dall'aria poco promettente (contro il dolore. Penso l'abbia preparato dopo l'incontro con la manticora), lasciando poi finire a Thoron, arrivato nel mentre.
Con le ustioni totalmente risanate il bandito si è congedato dopo che ci fummo dati appuntamento di li a due giorni, alla fontana di Kileemor.

E a quel punto è arrivata anche Johanne... con l'elfo.
In effetti mi pareva avesse detto qualcosa riguardo al permettergli di venire con noi e di aver acconsentito per evitare di perdere altro tempo, nel mezzo della parte più importante del nostro piano per sigillare il demone.
A quanto pare il musicista era venuto da noi per annunciare di aver definitivamente mandato a quel paese l'amabile padre e aver deciso di lasciare la città definitivamente, così come la findanzata che avrebbe dovuto sposare tra meno di un mese.
Ora... questi awelar non fanno che ripetere che per loro il tempo scorre in maniera differente, che per loro un anno corrisponde a quelle che per noi sono settimane, quindi, se questo è vero, non sarebbe stato immensamente più furbo sopportare il caratteraccio del padre ancora un mese, magari fingere di dargli retta e tenerlo buono fino alla cerimonia e, a quel punto, prendere cetra e moglie e andare a vivere in un paese dalle leggi e dalla mentalità meno insensati?
A quanto pare Johanne la pensava più o meno in questo modo ed era riuscita a convincerlo ad andare almeno a parlare con la sua promessa sposa, per permetterle di dire la propria su questa decisione.
Pare che nel bel mezzo di una non so che seranata sia comparso un... boh? funzionario cittadino (probabilmente attirato dal baccano) e che abbia quindi ingiunto un provvedimento di esilio temporaneo (50 anni) a Enahim, per aver mancato di rispetto a suo padre (perché proprio non poteva sopportare ancora un mese...) dandogli tempo fino al tramonto per lasciare la città.
Seguiva ultimo straziante incontro con la promessa sposa che, invece di prendere il fidanzato a schiaffi, scoppiava a piangere e si diceva d'accordo nel separarsi per il periodo dell'esilio, promettendosi eterno amore, fedeltà, ecc ecc (se ha un po' di cervello la ragazza si cercherà un marito più equilibrato, ma se la scena descritta da Joh corrisponde al vero, deve avere lo stesso acume del futuro marito)
"Può venire con noi?"
"Ma sì, non c'è problema, potrà aspettarci in uno dei villaggi degli esiliati, fuori della città, mentre portiamo a termine il nostro lavoro e poi, ben volentieri potrà unirsi a noi quando lasceremo il paese, se vuole"
"Ma gli ho già detto che siamo impegnati in una missione in cui si rischia la vita e che ci porterà ad opporci alla città volante!"
Ecco...
Io le voglio tanto bene, davvero... ma in quel momento avrei voluto strozzarla.
Le ho tolto di mano in bicchiere visto che aveva già tracannato tre bicchieri di uno di quei liquori pestilenziali che piacciono tanto a Fevril e, pur di non darle tempo di fare più danni, me la sono caricata in spalla e l'ho portata via.
L'ho lasciata scendere solo quando siamo stati al sicuro nella sala d'addestramento.
L'unica cosa che pareva premerle era che l'elfo svitato potesse essersi fatto qualche idea su di noi, mentre si sarebbe dovuta più preoccupare del fatto che stavo facendo del mio meglio per non darle una botta in testa e chiuderla in un baule fino a fine missione.

Ho cercato di mantenere la voce calma, all'inizio, spiegandole che non era stato per niente saggio condividere certe informazioni con un tizio appena conosciuto (apparso, guarda caso, quando stiamo tramando di mandare probabilmente gambe all'aria l'arcimago e la sua fazione) ma lei non ha voluto sentir ragione, sostenendo di essere convintissima della buona fede dell'elfo "Non capisci! È stato esiliato davanti a me!"
le ho chiesto se non vedeva la concreta possibilità che potesse consegnarci per vedere il suo esilio revocato.
"Se avessi visto come piangevano lui e la sua fidanzata non diresti così! E' stato straziante"
Ho cercato di farle notare che se fosse stato una spia e avesse voluto l'occasione di avvicinarsi a noi, una scenata del genere era esattamente quello che ci voleva.
Intanto la cosa che più la turbava, a parte il fatto che io non capissi le ragioni per cui lei era sicurissima della buona fede di Enahim e continuasse a dirgli di non avergli rivelato niente (a parte il fatto che siamo criminali e nemici del governo), era che il musicista potesse crederci una coppia.
Ma chi se ne frega di cosa pensa?
Niente, ho passato le ore successive a cercare di spiegarle perché non dovrebbe fidarsi degli sconosciuti, come a una bambina e a calmarla.

Di certo quest'elfo ce lo porteremo dietro, quando lasceremo la città.
Fevril ha detto di voler andare dal suo "amico" incantatore e vedere se ha qualche lavoro da affidarci, per avere una scusa per uscire dalla città invece di farlo senza motivo e in maniera sospetta.
Gli diremo che dobbiamo recuperare qualche reagente e poi vedremo.
A questo punto meglio averlo dove possiamo tenerlo d'occhio.

Non vedo l'ora che questa storia sia conclusa, in un modo o nell'altro, e di poter dormire almeno un mese di fila.
Pur di non dover di nuovo affrontare una discussione come quelle avute negli ultimi giorni mi andrebbe quasi bene anche fare da colazione a una manticora.
Non ho mai fatto tanta fatica in vita mia a non uccidere qualcuno -_-
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)
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