Una dima per il secondo piano!

Benvenuto alla Locanda del Cinghiale Infuriato, esausto viandante. Fermati da noi per bere un boccale di birra, a fare due chiacchiere sulla guerra in corso e a gareggiare con Ralee Jahen, il nostro campione di Sareb! Non sai giocare a Sareb? Possiamo insegnartelo noi!

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Teclis
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Una dima per il secondo piano!

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"Benvenuti signori... io sono il capo di questa compagnia... vi accompagnerò durante un viaggio magico... useremo arti sceniche teatrali ed effetti speciali nati da magia! Il mostro potente mago vi farà vivere una storia vera, ma ai più sconosciuti! Una storia fatta di sogno, amore, tristezza e magia. Una storia in cui il male ha rischiato di regnare sovrano in questo mondo. Una storia in cui anche ai più coraggiosi tremeranno le gambe al solo pensare cosa poteva succedere, alla catastrofe annunciata! E se vi piacerà la prima parte, non potrete perdere le altre due!"

[il mastro attore, un folletto, indica un lato del palco, da dove avanza un uomo anziano, un umano]

"Costui sarà l'artefice dei vostri sogni, liberate la vostra mente e date inizio alla storia"

[con un gesto l'uomo anziano crea uno scenario sul palco, e voi vi sentite proiettati dentro di esso, come se assisteste in prima persona alla scena: tutto intorno a voi esiste lo scenario, non più sedie e palco. Poi improvvisamente, il bel prato fiorito e alberato che mostrava tanto ardentemente la sua vita, si oscura, come se aveste chiuso gli occhi; ma anche il cinguettio degli uccelli pian piano si affievolisce prima di sparire. Un attimo prima che questo scenario paradisiaco svanisca, per una frazione di secondo vi pare di vedere bel prato spoglio, malato, privo di vita, e il cinguettio diventa come il gracchiare degli avvoltoi.
Poi si rifà luce. Una giovane donna sta dormendo con la sua tenta in quel bel prato. Si sveglia. E'bionda, occhi verdi, una armatura leggera priva di stemmi e una spada lunga con l'elsa a forma di drago accanto a se. Una voce fuori campo]

Voce: "Ecatrina , sei sveglia? Dobbiamo muoverci. Non abbiamo molto tempo... Dobbiamo raggiungere la caverna in fretta, non possiamo permettere che stanotte faccia un'altra strage in un villaggio qua vicino."
Ecatrina: "Sì, hai ragione, ma quelle cose di ieri sera mi hanno davvero stancato Lustra..."

[Lustra appare lungo nella vostra visuale. Un uomo con una armatura di cuoio addosso e un bastone in mano. Castano, riccioluto, occhi neri. Sull'armatura e sulla decorazione in cima al bastone riporta lo stemma di una spiga di grano: Dendor]

Lustra: "Cosa vuoi che sia per 4 cosi schifosi senza neanche una forma che più li colpisci e più si moltiplicano? Cosa vuoi che sia se gli incantesimi offensivi non gli facevano niente?"
Ecatrina: "Sempre voglia di scherzare tu, vero?"
Lustra: "Certo! Se non ci metti un po' di riso nella vita è tutto noioso! Ottimisti! Bisogna essere sempre O T T I M I S T I"
Ecatrina: "La fai facile tu! Per te è sempre tutto facile! Per fortuna abbiamo scoperto che vanno bruciati mentre si rigenerano i pezzettini staccati dalla mia spada! E per fortuna che ho una spada incantata dalle fate, senno me la avrebbero già dissolta col loro sangue acido... [Ecaterina fissa per un attimo l'armatura accanto a se e notate che ha delle bruciature] Brrr... mi vengono i brividi a pensare cosa poteva succedere se non avessi schivato quegli schizzi di sangue..."
Lustra: "Eh sì... siamo proprio una bella coppia io e te... tu fai a pezzi e io bruci... tu ti ferisci e io ti curo... Che ne dici di accoppiarci del tutto?"

[indica il letto con un sorrisino da delinquente]

Ecatrina: "Chiedimelo un'altra volta, un'altra volta soltanto e ti faccio a pezzi!"
Lustra: "Mmm... nervosetta? Alzata male?"
Ecatrina: "..."

[sguardo allucinato tra la rabbia e la resa...]

*ufff* "Basta! Inutile discutere con te! Passiamo a cose serie... Visto le schifezze che sono, pensi che ci sia di mezzo qualche svarione di chaos?"
Lustra: "E io che ne so..."
Ecatrina: "MA SEI TU CHE TE NE INTENDI DI RELIGIONI, NON IO! IO NON CI CAPISCO UN'ACCA!!!"
Lustra: "... Nervosetta assai... Senti, di certo non so niente... Posso solo fare supposizioni... Più che chaos penso un suo servo... Lui è un dio passivo... Non fa niente, si limita a guardare e a mutare se stesso per primo e tutto ciò che tocca poi... Ma ora basta! Smettiamola di fare congetture. Se non hai voglia di fare sesso con me, partiamo e chiudiamo questa storia una volta per tutte... non ho più voglia e voglio riuscire a concludere qualcosa prima di stasera, oltre per evitare ulteriori massacri perpetrati da queste creature, anche per avere tempo di sedurti con calma una volta finito tutto"

[Altro sorriso da criminale]

Ecatrina: "Basta... Ho perso le forze... MA POSSIBILE CHE NON PENSI AD ALTRO?"
Lustra: "Ovvio... Io ti amo... Sei la mia vita... Sei il mio cuore... Potrei vivere senza il mio cuore? Finché tu vivi so di essere invincibile, immortale, poiché il mio cuore continua a battere e non si ferma... Il mio amore mi spinge avanti e niente può abbattermi..."

[Dicendo questo Lustra le prende le mani e la avvicina a se. Avvicina la sua bocca alle sue labbra e...]

Ecatrina: "Essì... Belle parole... [Lo stacca da se. Lustra assume un'aria abbattuta per una attimo, ma poi si riprende subito] Su una cosa hai ragione però: partiamo subito."
Lustra: "Mm... Va bene... [tra se e se] Ma quando si lascerà andare?"

[Cala il buio. Nell'oscurità vedete accendersi una torcia che illumina il viso di Lustra. Tiene in mano una pietra. Le iridescenze arancio rossicce della fiamma, riflettono sull'armatura di Ecatrina e sul paesaggio roccioso: siete in una caverna.]

Ecatrina: "Ma quanto ci vuole? E' un'ora che camminiamo e non se ne vede neanche uno di quelli schifi! Che ti dice quella stupida pietra?"
Lustra: "Sei così impaziente di rivedere quei cosi?"
Ecatrina: "No, ma sono stufa di camminare a vuoto. Ripeto: cosa ti dice quella stupida pietra?"
Lustra: "Non camminiamo a vuoto. La pietra dice di andare da questa parte. E non offenderla. Ogni cosa nel creato ha uno spirito vitale, e va rispettato... Sei fortunata che non sono un fanatico di Basion... E poi non è colpa sua se stamani sei nervosa... Hai i tuoi problemini mensili, per caso?"
Ecatrina: "Oddio... Non ti reggo quando fai questi tuoi discorsi da religioso. E poi sì, ho le mie cose, ma non sono di certo affari tuoi!"
Lustra: "Beh, invece lo sono. Primo perché ti amo e vorrei essere al corrente di tutto, secondo non vorrei che diminuisse la tua efficienza in combattimento, sai, non andiamo ad affrontare un pagliaccio, ma una cosa che non si sa bene cosa sappia fare o no e se ha una forma. E poi, sei così nervosa..."
Ecatrina: *ufff* "Tu pensa ai tuoi incantesimi, io alla spada"

[Lustra, mentre Ecatrina parla, fa un'espressione come se avesse notato qualcosa]

Ecatrina: "E poi, TI SEMBR..."
Lustra: "Zitta! Abbiamo visite!"

[Escono dai lati della caverna due cosi indescrivibili. Ammassi di carne informe.Senza pelle, senza occhi, bocca, orecchie, senza arti. Cumuli di carne strisciante. Sentite un odore di morte, di marciume, di peste.]

Ecatrina: "Ecco l'avanguardia. Lustra sei pronto?"
Lustra: "Sono nato pronto!"

[Ecatrina passa all'attacco. Più veloce di quei cosi, con un fendente degno di un maestro dell'accademia aaramiana ne ferisce uno. Lustra inizia a pronunciare parole arcane. Le due creature sferrano entrambe un attacco alla ragazza: con tutto il corpo la investono. La loro carne molliccia e mucosa inizia a inumidirsi di un liquido con riflessi violacei. Lei con grande agilità schiva quello alle sue spalle e con la spada tiene a bada quello ferito davanti a lei. L'essere schivato investe con la sua massa il compagno. Ecatrina tira un fendente che parte dall'alto verso quello ferito e lo divide in due. Non esce sangue, ma i due pezzi iniziano a dimenarsi come i vermi. Sembra che la parte in superficie delle loro carni diventi più opaca, come una specie di pelle. Pian piano inizia a staccarsi come un serpente che compie una muta.]

Ecatrina: "Lustra che diavolo aspetti??? Si stanno ricreando! Ora che è nel bozzolo!"

[Lustra non sembra badare alle parole di Ecatrina, sembra concentratissimo nel suo incantesimo. Fino a che le sue mani non si circondano di fiamme e da esse partono due lance di fuoco. Una trapassa un bozzolo incenerendolo, mentre l'altra, diretta verso l'altro bozzolo, viene fermata dall'altra creatura che salta per interporsi tra l'attacco e il suo bersaglio. Essa assorbe la lancia che inizia a esplodere in fiamme. Le carni della creatura si rivoltano, uno spettacolo raccapricciante, e portano all'interno le fiamme estinguendole. Sembra praticamente illesa]

Lustra: "Merda! Sono diventate più intelligenti, hanno capito il trucco!"

[Appena finita la frase una scossa fa tremare la grotta e i vostri piedi: si sta crepando il pavimento della grotta nel punto in cui la prima lancia si è schiantata e ha incenerito il primo bozzolo. Nel frattempo in secondo bozzolo si strappa: un'altra creatura identica all'originale si è liberato dalla sua pelle-bozzolo. Ecatrina si guarda circondata di nuovo da due creature. Vi mostra la schiena e riuscite a notare solo ora che l'attacco precedentemente schivato, non è stato del tutto a vuoto: da un punto della armatura si vede del fumo e intorno alla zona da cui nasce, una macchia di una liquido con riflessi violacei. Fortunatamente non è abbastanza x corroderla, ma se non l'avesse avuto sicuramente sarebbe già mangiata da quell'acido. La crepa si espande fino ai suoi piedi e il pavimento crolla trascinandosela giù]

Ecatrina: "AAAaaahhhhhh....."
Lustra: "ECATERINAAAAAA..."

[La sala ridiventa buia. Sentite il rumore delle gocce. Riconoscete la voce di Ecatrina.]

Ecatrina: "Ohi... Ma dove sono?"

[si accende una torcia che illumina tutto. E' ancora nella caverna. Accanto a lei un laghetto. Sopra di esso una stalattite che gocciola. Si guarda intorno. Sopra di lei l'apertura da cui è caduto. Almeno 6 metri. Non si sente più nessun rumore provenire da sopra.]

Ecatrina: "Lustra? Lustra... LUSTRAAAAAA!!!!! DOVE SEI? MI SENTI? Ahih..."

[Si accascia toccandosi le costelle sinistre]

Ecatrina: "Devo essermi rotta qualcosa... Su, su... Ecatrina, sei una guerriera...; una costola rotta non è niente... su... Nei hai avute tante durante gli allenamenti... ah..."

[Si riaccascia dal dolore. Prende un lungo e lento respiro.]

Ecatrina: "Se non mi sforzo posso sopportare il dolore... Respirare piano... ecco quello che devo fare... Devo trovare Lustra... Lo so che è vivo... DEVE essere vivo... LUSTRAAAA... ahi... MI SENTIIII?... ouch... BRUTTO PEZZENTE AVEVI DETTO CHE NON SARESTI VISSUTO SENZA DI ME E MI AMAVI, DOVE CAZZO SEI? PAROLaio del cavolo..."

[Si mette a sedere e sembra si metta a piangere... sembra ignorare addirittura il dolore delle costole dovuto da quest'ultima strillata]

Ecatrina: "Tutti uguali... belle parole e poi se la svignano..."

[Dopo pochi attimi si sente un rumore di pietra che si muove]

Ecatrina: "E adesso? Sono seriamente nei guai se devo combattere..."
Voce: "Lo sapevo... Le pietre sono sempre le migliori guide...."

[Ecatrina si gira. Vedete apparire Lustra, con i vestiti dilaniati, ma senza alcuna ferita. E' ansimante.]

Lustra: "Allora? Che fai? Non si salutano più gli amici che vengono puntualmente a tirarti fuori dai guai? Ma... stavi piangendo? Hai gli occhi arrossati..."
Ecatrina: "Io? Non dire cavolate! Non piango mai!"
Lustra: "Beh... sì, almeno sono sicuro che sei te..."

[Lui la afferra. La abbraccia e la bacia. Lei ci sta, ma pochi attimi dopo, sgrana gli occhi, lo getta via e, per lo sforzo, si accascia a terra...]

Ecatrina: "Ahio... Come ti permetti? Te ne approfitti di una donna ferita!"
Lustra: "Che tu fossi ferita l'ho saputo ora, e dalla tua reazione penso siano le costole... Ma penso che dovresti lasciarti andare di più..."
Ecatrina: "Come sei sopravvissuto?"
Lustra: "Fortuna, penso... Ho fatto un tentativo, del tipo, tanto morto per morto. E ho fatto centro! Ho scoperto come percepiscono e sono sparito ai loro sensi. Loro hanno tre sensi, ho notato. Uno è il tatto, e mi sembra ovvio, senno non potrebbero muoversi. Il secondo è tipo quello dei pipistrelli, e permette loro di vedere gli oggetti immobili e ambiente. L'ultimo è la percezione degli spostamenti d'aria, e così notano tutto ciò che si muove, ed ecco perché attaccano qualunque cosa si muovo e soprattutto gli esseri viventi, visto che respirano e per questo sono come delle torce nella notte. Con i poteri di barriera, ho modellato l'aria davanti a me in modo che creasse un muro di aria in costante movimento, e ho confuso i loro sensi, poi mi sono alterato in ombra, cosicché non potesse vedermi con il sonar, visto che camminavo rasente al suolo con spessore nullo. Ecco svelato il mistero... contenta? Su, sono stanco, ma non puoi andare avanti così, ti devo curare..."

[Impone le mani sulle costole di lei, pronuncia un incantesimo evocando il nome di Dendor. Una Luce dorata gli avvolge la mani e si espande sulla ferita. Poi Lustra sviene stremato.]

Ecatrina: "Stupido... se eri così stanco potevi anche aspettare un po', no?"

[Ecatrina, sorride felice, è la prima volta che la vedete sorridere. Lo prende sulle sue ginocchia. Mentre gli accarezza i capelli, la visione si scurisce sempre di più, finché non cala il buio. Dopo pochi attimi, riappare la luce della torcia, e pian piano la scena torna visibile. Ecatrina si è addormentata nella posizione in cui avete lasciato la scena precedente, accasciandosi su Lustra. Lustra apre gli occhi.]

Lustra: "Ecatrina? Ehi, non che mi dispiaccia questa posizione, ma ci stai male..."

[Ecatrina si risveglia e si riprende di colpo rendendosi conto di come è messa e srostandoselo di dosso.]

Ecatrina: "Ma... che... cosa diavolo hai fatto? Non te ne sarai mica approfittato?"
Lustra: "Io? Non lo farei mai!"
Ecatrina: "Senti un po'... Quanto tempo è passato?"
Lustra: "Non so... Più di un giorno e mezzo, visto che mi sento quasi carico di energia spirituale... Abbiamo fallito... non abbiamo fatto in tempo..."
Ecatrina: "Non ti preoccupare, siamo nel loro quartiere generale, ormai è questione di tempo..."
Lustra: "Ma intanto altre persone sono morte stanotte."

[pausa]

Lustra: "Senti un po'... mi spieghi perché fai sempre la dura e l'orgogliosa? Non è male ammettere di piangere o di avere bisogno di altri. Ti rende più umana e ti avvicina al sentimento dell'amicizia."
Ecatrina: "IO NO FACCIO L'ORGOGLIOSA! E POI NON MI VENIRE A FARE LE TUE PREDICHE DA QUATTRO SOLDI!!!"

[Lustra la continua a fissare. Poi Ecatrina arresasi allo sguardo insistente di Lustra, guarda verso il basso.]

Ecatrina: "E' che sono una donna, e se non fossi così non potrei diventare un cavaliere. Essendo donna, devo essere più forte degli uomini per essere accettata."
Lustra: "Mah... quante sciocchezze... dovresti essere più te stessa... Andiamo, va! La sfida finale ci attende."

[I due si incamminano verso dove è sbucato Lustra, ma ad un certo punto sentite il rumore delle cose che si avvicina, ma con una differenza: molto più grande. Davanti alla imboccatura, appare una di quelle cose, enorme. Ma diversamente dalle altre ha una forma più precisa: ha miriadi di tentacoli]

Lustra: "Ehi, perché nessuno mi aveva informato che era così grosso??"
Ecatrina: "Sempre voglia di scherzare te, eh?"

[Dal mostro si staccano due tentacoli che diventano due di quei mostri affrontati in precedenza, ma, prima che si formino, Lustra sferra una frusta di fiamme che colpisce entrambi i bozzoli, incenerendoli. Ecatrina parte in carica verso il mostro, il quale, a discapito della sua enorme massa, para con estrema agilità i fendenti della guerriera. Due tentacoli partono dalla schiena, sempre che se ne possa trovare una, e sfondano con facilità l'armatura della donna, trapassandole da parte a parte lo stomaco.]

Ecatrina: "AAAAHHHHhhh..."
Lustra: "ECATRINAAAAA"

[Lustra parte a soccorrere l'amata, quando dietro di lui, nel terreno, vedete sbucare due tentacoli che colpiscono il mago. Si accascia ferito e stanco. Il mostro getta via Ecatrina come un cencio vecchio. Il mago, rialzandosi con estremo sforzo si avvicina alla guerriera. Allunga una mano per curarla, ma uno dei due tentacoli gli afferrano la gambo, sollevandolo in aria. La donna, ripresasi dalla botta, si alza a fatica. Del sangue le esce dalla bocca e parla a fatica, con un filo di voce.]

Ecatrina: "Lustra! Non ti... permetto di... morire... hai detto... che mi ami... voglio vedere se... riuscirai a... farti amare da me..."

[Lustra non riesce a rispondere per il dolore. Sentite rumori di ossa che si fratturano e la sua gamba diventa sempre più un sacco di carne privo di forma. Ecatrina, terminata la frase, si getta a capofitto di nuovo verso il mostro, il quale sferra un altro attacco. Lei schiva due tentacoli, ma altri due la colpiscono, trafiggendole il braccio sinistro e l'addome, lei taglia gli arti che l'hanno colpita e cerca di sferrare un colpo con tutta la sua forza. Per il dolore della perdita di due tentacoli, il mostro apre la guardia e Ecatrina approfitta della situazione. Il colpo e talmente potente e ben assestato che lo taglia in due. Lustra cade a terra, lasciato dal mostro, con un rumore di ossa rotte.Lei esausta si inginocchia ansimante concia che le forze la stanno abbandonando, mentre il mostro si sta rigenerando creando altri due se stessi. Inoltre si accorge troppo tardi che anche i tentacoli conficcati nel suo corpi sono nello stato di bozzolo, ma non ha più forze, nemmeno per estrarli. Quattro lingue di fuoco, due piccole, due tanto grandi da sembrare colonne, partono da lustra, il quale ha un rivolo di sangue che esce dalla bocca.]

Lustra: "V... visto? Non sono... morto... ora tocca a te non... morire"

[Le sue ultime parole prima di svenire. Le lingue piccole colpiscono i bozzoli conficcati in Ecatrina, incenerendoli e lasciandola intatta. Le altre, più grandi, colpiscono le due metà del mostro. Sentite grida di dolore provenire da quella cosa, mentre pian piano brucia. Ecatrina, impotente e stanca, guarda passivamente la scena in ginocchio e ansimando. Le fiamme si spengono dopo pochi attimini per via della carne che si è consumata velocemente. Sentite l'acre odore della carne bruciata che pervade la scena...]

Ecatrina: "No... non morirò... Per gli dei... ce l'abbiamo fatta... ce l'abbiamo fatta... capito Lustra? Ce l'abbiamo fatta... Amore mio..."

[Lei si lascia cadere all'indietro ridente ad alta voce, per quanto le sue ferite le consentano. La scena si scurisce di nuovo e le risa diventano ovattate e sempre più lontane. Appena calato il silenzio la fiamma di un camino illumina la stanza. Una voce parla.]

Voce: "Signore, Meèlianar, cosa facciamo?"
Meèlinar: "Nulla... Non possiamo fare nulla... neanche i chierici di Hopsi sono riusciti a guarirla. Per fortuna il ragazzo non sembra così grave, non ha contratto il contagio, e si risveglierà, fra qualche mese."

[Man mano che la voce parla, la stanza si illumina sempre più. Sembra una stanza molto ben arredata, soffitto alto, tipicamente elfica. Molti libri nella stanza, alambicchi e materiale tipico da mago. Un Awelar che sta parlando, Meèlinar. Alto, capelli neri corvini, lisci, magro, vestito di viola brillante, bello ma non molto per essere un elfo, sguardo sempre freddo e distaccato. Accanto al lui un altro elfo, silvano stavolta, vestito come una guardia, in armatura leggera con incisioni di edere. Su due letti separati vedete Ecatrina, più magra, gialla in viso, che respira a fatica, sangue incrostato là dove sarebbero dovute essere lacrime, e Lustra, meno giallo, meno magro, e senza sangue incrostato rispetto alla donna.]

Meèlinar: "Li abbiamo trovati in fin di vita qualche settimana fa in una caverna. Le ferite erano profonde. Visto poi quella strana cosa contro cui sono andati."
Guardia: "Beh, hanno sicuramente avuto coraggio, ma era oltre le loro possibilità, lo abbiamo ucciso noi, con l'aiuto dei suoi potenti sortilegi. Sono stati fortunati che non li abbia usati come cibo... forse se li voleva tenere... come cibo di riserva?"
Meèlinar: "Credo che fosse perché li ha contagiati con l'infezione... questa strana malattia inguaribile... forse non li voleva mangiare, come noi non mangiamo animali malati... La situazione mi incuriosisce e mi preoccupa... dovrò indagare..."
Guardia: "Ma lei ha fatto un incantesimo alla giovane donna, cosa era?"
Meèlinar: "Ho toccato la sua mente, il suo cuore... per quanto non la conoscessi, mi sono affezionato a questa donna umana... ho visto la sofferenza e gli incubi che le procurava la malattia... ho voluto farla morire in pace e serenità, manipolando i suoi incubi... lei rivive sempre in continuazione gli ultimi giorni prima di perdere conoscenza per il contagio. Io ho modificato il finale guidandolo tramite il suo cuore e i suoi desideri... invece di svenire dopo l'ultimo attacco, le ho fatto assaporare ciò che desiderava: la vittoria... purtroppo in realtà il giovane uomo ha tentato il tutto per tutto, ma l'incantesimo ha fallito, ha chiesto troppo per la sua abilità, mentre io le ho fatto vedere che è riuscito e che lei non è svenuta e gli ha potuto dire ciò che provava, che lo amava... un po' invidio quell'umano e un po' sono triste per la loro tragica avventura. Lei non sopravvivrà... lui forse, ma sicuramente il suo fallimento sarà una ferita inguaribile... perché ha fatto morire la donna che ama... e quello che è peggio è che la sua anima, mi hanno detto i chierici di marel, non riuscirà ad andare dalla loro dea e non possono resuscitarla... è già stata conquistata da un altro dio malvagio, forse per via di questa malattia... devo vederci più chiaro. Avvisa tutti che partirò per un breve viaggio, devo consultarmi con qualcuno di mia conoscenza... quando si risveglia il giovane umano di Dendor, fallo accomodare, al mio ritorno ci penserò io..."
Guardia: "Come desidera signore..."

[La sala ridiventa buia. Si rischiarisce di nuovo, mostrandovi la stanza della locanda]

"*sniff* Scusatemi, ma ogni volta che la vedo mi commuovo... Bene signore e signori, spero vi sia piaciuta la prima parte, se la cosa vi aggrada, vi mostreremo il seguito. Ed ecco a voi, gli attori!

[Sul palco appaiono gli attori, e il presentatore ve li presenta uno a uno con nomi e cognomi, l'unico che non presenta e non si fa vivo è il vecchio mago degli effetti speciali. Adesso applaudite loro se vi è piaciuta.]
Last edited by Teclis on 14.01.2003 23:32, edited 2 times in total.
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Post by Asuryan »

Per un attimo, un lungo attimo, tutta la sala rimase immersa nel silenzio, riascoltando mentalmente le ultime parole del sacerdote Meèlinar e iniziando lentamente a dibattersi dalla sottile ma resistente rete di tristezza che la storia aveva intessuto nella sala.
Poi il silenzio venne infranto da un tavolo nella prima fila dei tanti che riempivano la grande sala nella semipenombra, rischiarata adesso da torce che emanavano un fuoco blu, che spandeva nella sala dei Bardi un'atmosfera suggestiva e magica. Dal tavolo si levò un applauso, solitario ma entusiastico: una muscolosa Loctar dai capelli rossi teneva gli occhi fissi sugli attori e batteva le mani l'una contro l'altra, l'espressione del volto ancora parzialmente catturata dalla storia. In un certo senso era un po' come un sacrilegio spezzare il silenzio della sala con un rumore, ma Kitiara non era tipo da venire intimidita per così poco. Non era la prima volta del resto che era la prima a fare qualcosa, ad aprire una via.

Se non iniziano gli altri ad applaudire vorrà dire che inizierò io! Si disse. Ignorò gli sguardi leggermente stupiti che a tutta prima le arrivarono dalle persone dei tavoli vicini, e fu contenta di vedere (o forse credette solo di vederlo) un sorriso, un lieve cenno di ringraziamento con la testa, da parte degli attori sul palco. Questo le bastava.
A dire la verità non le piacevano le storie tristi. Ma nonostante la diversità di carattere, si sentiva in un qual modo affine alla ragazza che voleva tanto diventare Cavaliere di Aaram: dopotutto era sempre stato anche il suo sogno, anche se per via del suo sesso non avrebbe mai potuto riuscirvi. E poi era contenta che quello fosse dopotutto solo un preludio: era ansiosa di conoscere il resto della storia. Cos'erano quelle misteriose creature e come avrebbe reagito Lustra al suo risveglio...
Fu contenta di sentire che dopo un attimo di esitazione, la maggioranza delle persone presenti nella Sala si erano unite al suo applauso. Soddisfatta, smise di battere le mani: qualcuno doveva PUR essere il primo, o non si sarebbe mai mosso nessuno!
Tornò ad abbandonarsi contro lo schienale della sedia, gli occhi fissi sul palco.
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Ralee Jahen Applaude

Post by Ninja »

Ralee Jahen, il leggendario bardo elfico, sciolse il cappuccio del mantello blu notte che lo nascondeva ai curiosi, e rivelò i suoi lunghi capelli argentei, oggi legati con una ordina e pulita coda di cavallo. Raramente aveva assistito a simili dimostrazioni di estro da parte di un bardo e il modo migliore di manifestare la propria approvazione gli parve proprio applaudire.

Alzatosi in piedi, dall'alto della sua statura torreggiante, cominciò a battere le mani l'una contro l'altra, con ritmo fermo e convinzione, segno dell'approvazione più pura e spassionata.

Qualche altro avventore guardava Ralee ed esclamava al compagno: "Ralee applaude! Incredibile! Era dall'ultimo spettacolo di Veleria che non capitava... otto anni fa!".

Quando si sentì soddisfatto, tornò a sedersi al suo posto, sorseggiando un boccale di Hiyampagwal, la birra amara dei folletti. Un po' aspra, ma dissetante. Si sentiva pensieroso quel giorno, e difficilmente avrebbe intrattenuto conversazione con qualche sconosciuto.
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Post by Teclis »

La compagnia di attori si trova tutta emozionata a vedere che Ralee Jahen in persona li applaude con tanto entusiasmo.
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Post by Buzz Zeal The Power Lord »

Il Loctar sembrava come incantato, durante lo spettacolo, rapito dalle immagini che sembravano tremendamente reali, anche se la sua mente gli suggeriva che non lo erano, che erano frutto solo della magia...e della capacità degli attori di far rivivere quelle gesta...per tutta la durata rimase col boccale della birra sollevato, a poca distanza dalle labbra...senza riuscire a muoverlo, come se tutta la sua attenazione fosse catturata da quelle persone sul palco...furono gli applausi di Kitiara, e quelli inaspettati di Ralee, a destarlo all'improvviso.
Felice di aver potuto assistere a una così bella rappresentazione, poggiò il boccale e si unì agli applausi.
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Nadia
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Le labbra secche e un nodo in gola stavano letteralmete distruggendo la giovane umana!
Aveva seguito con attenzione e trasporto la breve storia e si era sentita come tratta in causa...c'erano tratti dei due personaggi che le ricordavano il suo carattere e le trasformazioni che aveva subito in questi ultimi mesi.
Il suo animo celato dietro l'indifferenza verso tutto e tutti...un accadimento tragico:la sua morte...e poi...e poi la scoperta dell'amore,della libertà di essere se stessi e di esprimersi...
Il suo cuore sbatteva ripetutemente contro il muro alzato da Korhalias...sbatteva contro la sua indifferenza e contro la sua 'amicizia'...
Sbatteva e si temprava...sbatteva e si inorgogliva e non rinunciava!
Si ritrovò trasportata indietro nel tempo,quando lavorava ancora per la Gilda...quando si doveva nascondere,doveva scappare e doveva essere 'nessuno'.Quando non aveva un'anima,ma aveva un'ideale che la sostituiva...
Sorrise all'idea di quanto poco valessero gli ideali e soprattutto l'amore di fronte alla realtà...e sorrise ancora pensando che senza di essi una persona si perdeva nel nulla,nella disperazione...
Lo spettacolo aveva risvegliato tutti i dubbi che la sua vita le aveva riservato e di come li avgeva messi da parte per poter continuare a vivere tranquillamente.
Prima o poi sapeva che avrebbe dovuto lottarci,e sapeva che ne sarebbe uscita vincitrice...ma sapeva anche che sarebbe cambiata e non aveva ancora voglia di lasciare indietro le sua spensieratezza...
Lentamente strizzò gli occhi,per lasciarsi di nuovo tutto alle spalle e cercò con lo sguardo qualche suo compagno che avesse assistito alla recita.Quando vide la grossa Loctar seduta in prima fila intenta ad applaudire con fervore il gruppo di attori si alzò e le andò incontro...era stata anche troppo da sola!!!
"Ehi,ma che fine ha fatto la mia TIBIA?????
TU...brutto scimmione di un LOCTAAAAR!!!Rimettila a postoooOOOOO!!!!"
*Meow*
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Asuryan
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Kitiara aveva appena smesso di applaudire. Il tendone si era chiuso da poco, le luci si erano leggermente riintensificate. Notò con l'angolo dell'occhio Nadia avvicinarsi, e le fece cenno di sedersi: c'era una sedia libera dopotutto.
La seconda parte sarebbe stata interpretata la sera successiva, diceva la grande pergamena che aveva annunciato la recita speciale serale. Quindi aveva tempo di scambiare un paio di chiacchiere prima di andare a dormire...
Ma giusto un paio. Era tardi, ed aveva trascorso molte ore parlando con gli avventori della locanda, dabbasso, e bevendo birra. Dato che pianificava di svegliarsi all'alba, per andare a correre sui prati quando ancora scintillavano di rugiada all'alba, e per volare assieme a Kivran come faceva spesso di mattina presto, non poteva fare ancora più tardi di così.
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Kitiara l'Invincibile
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