Recap 446

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Strix
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Recap 446

Postby Strix » 02.05.2018 8:40

Il portale è scomparso non appena lo abbiamo varcato (o più probabilmente è percorribile in una sola direzione).
Purtroppo, a un'indagine delle uniche due stanze (una camera da letto e il laboratorio vero e proprio) il luogo si è rivelato non essere quello che speravamo.
Non penso che il mago che possedeva questo luogo vivesse qui in pianta stabile, considerata la totale mancanza di oggetti personali o di qualsiasi cosa possa servire a una persona per vivere, lo stesso mobilio era ridottissimo: un tavolo, un letto e un paio di sedie nella prima stanza, un tavolo, un armadio e uno scaffale nel laboratorio.
Il laboratorio era illuminato da una pietra magica di discrete dimensioni, incastonata nel tavolo, che abbiamo preferito lasciare dove si trovava.
Sullo scaffale c'erano diverse scatole, rivelatesi essere tutte vuote, mentre l'armadio conteneva un mantello incantato che permetteva di volare (ma solo nel raggio di 100 metri dal laboratorio), un bastone, anch'esso incantato, che permetteva la trasmutazione, ma solo se usato dal suo creatore e infine un diario, unico oggetto di un certo interesse nel piccolo edificio.
Leggendolo abbiamo riconosciuto la calligrafia dell'autore della mappa.
Il diario conteneva annotazioni su formule magiche e ricette per vari composti, oltre annotazioni relative alla vita del mago, dalle quali abbiamo appreso il suo nome e il fatto che, prima che le sue note si interrompessero improvvisamente, circa due anni fa, aveva iniziato a commerciare in componenti con un guaritore itinerante, il cui nome ha colpito l'attenzione di alcuni di noi, i quali ricordavano di averlo già letto, quando ci trovavamo a Col-Clark.
Controllando i miei appunti è stato infatti possibile verificare che si trattava dello stesso uomo il cui nome appariva nei registri trovati nel laboratorio di Mudan, associato alla spedizione che avevamo "intercettato".
Questa storia continua a saltare fuori nei più strani dei modi.
Mentre i maghi continuavano a studiare il diario io ho continuato a cercare una via d'uscita dal laboratorio.
Una porta nella camera da letto portava all'esterno, se così si può chiamare un'ampia grotta col soffitto a forma d'ogiva.
L'unica via di comunicazione con l'esterno era un'apertura all'apice della volta; una scalata troppo impegnativa anche per me.
Fortuna che nell'armadio del laboratorio c'era quel simpatico mantello, che ho preso in prestito.
L'utilizzo dell'oggetto si è rivelato abbastanza semplice e mi ha permesso di raggiungere l'apertura senza eccessivi problemi (devo anche ammettere che volare è abbastanza divertente).
Una volta all'esterno ho verificato che ci trovavamo ancora sulle montagne, anche se decisamente più in alto rispetto al portale, inoltre nessun punto di riferimento mi era famigliare.
Non vi era tra l'altro nessun sentiero che permettesse la discesa, la quale prometteva di essere molto impegnativa, senza l'ausilio della magia.
Sono tornato quindi indietro ad avvertire gli altri, ricevendo qualche rimbrotto per essere andato per conto mio (se aspettassi sempre i loro comodi avremmo da tempo esaurito tutte le nostre risorse economiche, a beneficio di qualche locandiere).
Lasciando di nuovo i maghi a discutere, seguito da Fevril ho provato ad esplorare il resto della grotta, sperando in un'altra via d'uscita più agevole.
Purtroppo l'unica cosa che abbiamo trovato è stato quelli che, presumibilmente, erano i resti del mago, ucciso da una forte botta in testa, ricevuta alle spalle (secondo quanto appurato da Fevril).
Mentre gli elementali di terra evocati da Fevril sepellivano il corpo, cercavamo nel diario notizie della famiglia del mago, in modo da poter avvertire della morte di questo.
Nelle pagine si citava spesso un fratello, al quale il morto era molto legato.
L'ipotesi che potesse essere l'uomo che avevamo trovato nella grotta dei lupi, insieme alla mappa e all'anello necessario ad aprire il portale, non ci è parsa troppo azzardata.
Ultimata l'inumazione del mago, con l'aiuto di alcuni elementali d'aria e del mantello, siamo usciti dalla grotta.
All'esterno Thoron è stato in grado di determinare la nostra posizione, risultata essere abbastanza lontana dall'accampamento ma non irraggiungibile in giornata, usando la magia.
Una volta trasportati a valle dagli elementali, abbiamo approfittato per fare ancora un tentativo di ricerca delle bacche (che poi sarebbero la ragione per cui siamo qui), riuscendo alla fine a riempire almeno uno di quegli stupidi sacchetti.
Considerato che ci sono voluti quasi 4 giorni penso possa essere presa in considerazione l'idea di lasciare perdere e pensare a cosa fare in futuro.
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)

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