Recap 439

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Strix
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Recap 439

Postby Strix » 28.01.2018 14:23

Brunek ci ha chiamati per la visita al laboratorio di Mudan.
Dopo il tramonto Thoron ed io l'abbiamo raggiunto, già indossando le divise che avevo rubato.
Siamo arrivati nei pressi del laboratorio senza incontrare nessuno, e abbiamo individuato due porte secondarie su un lato dell'edificio.
La prima era aperta e non ci siamo fidati, nonostante il travestimento e il fatto che di certo Brunek dovesse avere una scusa per la nostra presenza, così abbiamo provato la successiva, trovandola chiusa a chiave.
Dopo averla aperta ci siamo trovati in un corridoio che si congiungeva poco più avanti con un altro. C'era un armadio vicino alla porta ma, di primo acchito, lo abbiamo evitato, pensando fosse adibito al deposito delle giacche. Quello che Brunel voleva trovare era un dispositivo contenuto in una piccola scatola verde con fregi dorati, improbabile fosse li, quindi.
I corridoi erano entrambi illuminati, quello in cui confluiva il primo presentava 3 porte, due sulla destra e due sulla sinistra.
Dagli ultimi giungevano delle voci, quindi abbiamo deciso di provare prima gli altri.
Da sotto tutte le porte filtrava luce, ma quelle sul lato destro si sono rivelate, una volta scassinate (apprezzo l'impegno di chiudere a chiave delle porte all'interno di un edificio si presume protetto, ma potevate evitare. Davvero. Non mi offendevo!) essere dei magazzini.
Dopo averli perlustrati tutti, mentre Brunek e Thoron restavano di guardia, sono tornato sui nostri passi per controllare l'armadio vicino all'ingresso, al cui interno, come previsto, erano contenute delle giacche, dentro una delle quali ho trovato una sorta di strana chiave.
La scatola verde non si trovava in nessuno dei tre, al cui interno vi erano solamente casse piene di materiale lavorato o utensili, quindi non abbiamo avuto altra scelta se non affrontare le stanze occupate.
Dopo aver bussato ed essere stati invitati ad entrare in quello che si è rivelato essere un laboratorio meccanico, uno degli uomini al lavoro ci ha chiesto cosa volessimo, non molto stupito della nostra presenza.
Brunek ha risposto che eravamo stati mandati da un tecnico di cui non ricordo il nome e, a quanto pare eravamo attesi per dare una mano.
Per prima cosa siamo stati mandati a portare delle casse di materiale finito nei magazzini che avevamo già visitati, poi nelle fucine al piano inferiore, per prendere delle barre di lega non lavorata.
Ne nel laboratorio ne lella fucina abbiamo trovato quello che cercavamo, nella prima però sono riuscito a procurarmi un mazzo di chiavi che stava appeso vicino alla porta, che sono andate a raggiungere quella che avevo già trovato in precedenza.
Un altra chiave ci è stata poi consegnata quando siamo stati inviati ad aiutare un tale che, a quanto pareva, stava impazzendo da solo a gestire non ricordo che macchinari in una stanza in un'altra ala.
Superata la scala che scendeva nella fucina ci siamo trovati davanti a due porte metalliche: una si apriva con una delle chiavi che avevo rubato nella fucina, la stanza oltre la porta era totalmente vuota e le pareti erano tutte occupate da una fitta griglia di un metallo che non eravamo in grado di identificare, forse la stessa lega che avevamo già incontrato in precedenza. La luce qui non era artificiale ma proveniva da un foro sul soffitto.
Per quanto incuriositi il tempo a nostra disposizione non ci ha permesso di indagare oltre, tra l'altro nessuno di noi ne avrebbe avuto le competenze.
La seconda porta, che pareva aprirsi su un'altra ala dell'edificio, non era apribile da nessuna delle chiavi in nostro possesso, tra l'altro la serratura era molto complessa, quindi abbiamo preferito lasciarla per il momento da parte, andando a controllare prima nella zona dove ci era stato detto di entrare.
Per accedere a quella zona era necessario passare per la porta che avevamo incontrato per prima, all'esterno dell'edificio, quella aperta, quindi siamo dovuti tornare sui nostri passi.
Di nuovo ci siamo trovati davanti a un corridoio, con diverse porte, alla fine del quale doveva esserci il laboratorio che cercavamo.
Le serrature di queste porte erano molto più complesse delle precedenti e mi hanno parecchi più grattacapi, al punto che ho lasciato perdere la prima porta, frustrato.
La seconda, che sono riuscito ad aprire dopo un paio di tentativi, custodiva quella che pareva essere un alloggio.
In un cassetto era custodito un registro con indicate le date dei trasferimenti, con dei nomi accanto.
Ho copiato velocemente la pagina in cui era riportata la consegna che avevamo intercettato un paio di giorni prima, il nome associato era ripetuto ancora in seguito, ma non vi era ancora segnata nessuna data.
Spettava a Brunek decidere se l'informazione aveva valore o meno.
Avendo preso un po' di confidenza con il nuovo tipo di serratura, sono tornato al lavoro su quella abbandonata in precedenza, aprendola alla fine.
La stanza in questione era vuota, a parte un pilastro sul fondo, sul quale erano appoggiate tre scatole tutte corrispondenti alla descrizione fornita da Brunek.
Non parevano esserci trappole o sistemi di sicurezza, ma io sono comunque rimasto sulla porta, per impedirne un'eventuale chiusura, mentre Brunek e Thoron entravano.
Nel momento esatto in cui Brunek ha preso le tre scatole abbiamo sentito un rumore provenire dalla porta che dava sulla strada.
Siamo quindi corsi verso l'uscita dove una lastra di metallo aveva preso a calare, bloccata però da una barra di metallo che Brunek aveva posto come precauzione.
Siamo quindi riusciti a scappare prima che le guardie arrivassero, anche se ci hanno visti entrare nel vicolo.
A quel punto, sfruttando il fatto che Thor aveva imparato la mappa cittadina a memoria, non è stato comunque difficile seminarli.
Una volta raggiunta una distanza di sicurezza, ci siamo divisi le tre scatole, in modo che la possibilità di poterne portare al sicuro almeno uno fossero maggiori.
A quel punto Brunek ha detto che, avendo ottenuto quello che ci serviva ed essendoci già esposti anche troppo, era giunto il momento di lasciare il paese.
Una nave ci avrebbe aspettato la sera successiva per partire, giusto il tempo di recuperare i feriti e la nostra roba.
Ci siamo quindi separati, Thoron ed io siamo tornati in locanda.
Pensavo che la notizia di aver portato a termine il lavoro e di poter lasciare questa terra priva di magia avrebbe rallegrato i maghi e Anaden, la notizia è stata accolta da stupore, invece, e da una frase di Fevril "Almeno smetteremo di mettere in pericolo Tamara"
Alla mia richiesta di spiegazioni, dopo aver pensato di dovermi spiegare chi fosse la ragazza, finalmente raccontò che la ragazza aveva fatto recapitare un messaggio, qualche ora prima, in cui diceva di temere di essere seguita e chiedeva aiuto.
Infatti tutti i compagni lasciati in locanda, a parte Anaden ancora ferita e quindi giustificata, al nostro ritorno erano in locanda, intensamente impegnati a girarsi i pollici.
Ho lanciato la scatola a Thoron e, imprecando, sono corso fuori dalla locanda.
Brunek stava andando dalla ragazza, sarebbe caduto in trappola!
Fevril mi ha seguito, continuando a chiamarmi e a invitarmi a fermarmi e ad aspettarlo.
Se mi fossi fermato sarebbe stato solo per dargli un pugno sul muso.
Mentre mi correva dietro ha detto che sul tetto davanti alla casa aveva visto una sentinella.
Una qualsiasi persona sensata avrebbe pensato di eliminarla e poi rimanere sul posto per evitare brutte sorprese ai compagni.
Peccato che Fevril non sia una persona sensata.
Ha anche avuto il coraggio di dire che non sapeva che Brunek sarebbe andato da Tamara, che è praticamente l'unico posto dove lo abbiamo potuto contattare nelle ultime settimane.
Ho continuato a correre fino ad arrivare davanti alla catapecchia dove viveva la prostituta.
La porta era aperta e davanti ad essa Brunek era impegnato in combattimento contro due uomini.
Subito mi sono precipitato in suo aiuto, mentre Fevril mi ingiungeva invece di fermarmi perché sul tetto c'era l'arciere (Quello che lui non aveva eliminato).
Che se ne occupasse lui, una buona volta, io non potevo lasciar morire il nostro capo, aspettando i comodi dell'evocatore.
Per fortuna sono riuscito a distogliere uno dei due uomini dall'attaccare Brunek, dal momento che questi guerrieri erano decisamente più ostici di quelli incontrati precedentemente; intanto dal tetto continuavano ad arrivare frecce.
Vista la mira di Fevril un solo colpo sarebbe dovuto bastare per far precipitare morto il cecchino, peccato che, come suo suolito, l'arciere invece di porre fine allo scontro ha preferito continuare a mirare a parti non vitali, sperando nella resa.
Perché, si sa, si arrendono sempre, specie se si trovano in una posizione vantaggiosa.
Alla fine, non senza difficoltà e subendo ferite non trascurabili, Brunek ed io siamo riusciti ad avere la meglio dei due aggressori.
A quel punto l'arciere, vedendosi rimasto solo, ha pensato bene di battere in ritirata, era intanto però già riuscito a infliggere un paio di brutte ferite a Fevril (cosa che comunque non era bastata a farlo desistere dal suo proponimento).
A quel punto ho detto a Brunek di cercare la ragazza, mentre io avrei provato a raggiungere l'arciere, ma l'uomo ha risposto che l'aveva già trovata, era all'interno della casa, già morta quando lui era tornata.
Non avendo molto senso continuare a rimanere li, abbiamo deciso di tornare in locanda ad avvisare gli altri, sperando che nel frattempo non fossero stati attaccati anche loro e poi spostarci in un nuovo rifugio.
Pensavo che Fevril ci avrebbe seguito, invece è rimasto sul posto.
Affari suoi, a un certo punto, non saremmo in questa situazione se lui avesse fatto il suo lavoro invece di pensare solamente all'arco che sta costruendo.
Per fortuna in locanda non c'era nessuno ad aspettarci, siamo quindi saliti nelle stanze e abbiamo detto agli elfi e ad Anaden di radunare in fretta la loro roba, perché dovevamo andarcene.
Mentre finalmente stavamo uscendo Fevril ci ha raggiunti.
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)

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