Recap 420

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Strix
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Recap 420

Postby Strix » 04.04.2017 11:12

E finalmente siamo riusciti a dormire qualche ora anche se, forza dell’abitudine, all’ora di pranzo ci siamo ritrovati tutti nella sala comune per mangiare qualcosa.
Nel pomeriggio Thoron e il nuovo (Fenril… mi pare) sono andati a cercare lo zoroin che avevamo fortunosamente salvato, con l’idea di comprare delle frecce zoroin, difficili da trovare altrimenti.
Io avevo pianificato di rimanermene nella sala comune a leggere uno dei libri che avevo ricevuto dallo storico per cui avevamo lavorato, ma poi è scesa Anaden e ha iniziato a rompere le scatole, con tanto di broncetti, perché le facessi da compagno in una seduta d’allenamento con la spada. (“Sei così serio! Lo conosco io un modo per farti rilassare.” Ha detto… Ecco, no, è evidente che NON lo conosci!)
Sessione di allenamento che poi è saltato fuori essere una gara.
Che ho vinto, salvo che poi non contava perché, insomma “Combatti con due spade, è chiaro che hai la possibilità di portare a segno più attacchi!”
Insomma, immagino di essere stato un adolescente petulante anche io.
Comunque, le rimostranze nei confronti della mia manifesta scorrettezza o se volete indebito prendersi un vantaggio in base a un… insomma, il fatto che l’ho stracciata, sono state interrotte (per fortuna, che quella è infingarda e poi si vendica) dal ritorno dei due maghi dal mercato; soddisfatti per gli acquisti fatti e latori di una proposta lavorativa sicuramente molto interessante ma che abbiamo ritenuto non valesse la pena di approfondire, che fidarsi degli zoroin è lecito giusto fino a un certo punto, così come lasciarsi immischiare nei loro affari ha una convenienza decisamente relativa (leggasi: sarebbe carino poter tornare in città, nei mesi ed anni a venire, senza rischiare l’arresto)

Non avendo tracce su cui lavorare, abbiamo deciso di continuare la sorveglianza del capannone delle acciaierie, dall’esterno, e senza dare nell’occhio, nel caso gli uomini di Potrek avessero portato Goorst alla fabbrica per costringerlo ad aprire la camera blindata.
Avrei voluto anche seguire il responsabile, ma quando siamo arrivati sul posto aveva già lasciato il suo ufficio.
La prima nottata è passata, comunque, senza incidenti, a meno che non si voglia prendere in considerazione l’apparizione di un tizio troppo ubriaco per camminare senza sorreggersi al muro.

Siamo quindi tornati in locanda, dopo aver assistito all’inizio del turno mattutino e abbiamo dormito fino all’ora di pranzo.
Anaden è scesa per ultima (nulla di strano), senza la sua fedele spada al fianco, conciata come un sicario alle prime armi (uno di quelli che dimenticano le armi in camera, per intenderci) e con un ostentata aria da donna misteriosa (già più strano, quindi).
Ha mangiato giusto un boccone per poi alzarsi e dire che aveva qualche commissione da sbrigare e uscire da sola.
Dopo averne seguito l’uscita e esserci scambiati un paio di battute sui suoi appuntamenti clandestini, concordando sul fatto che spesso la ragazza ha la tendenza ad essere un po ingenua, ho deciso di seguirla da una certa distanza, perché anche se probabilmente lei non era in cerca di guai, considerato che qualche piede lo avevamo ben pestato, nei giorni precedenti, magari i guai potevano cercare lei e, non per sminuire il suo genere, una ragazza da sola e disarmata può essere visto come un bersaglio allettante.
(E sì immagino di essere stato bersaglio di battute pure io, appena girato l’angolo. Immagino di poterci fare poco, anche se la cosa mi interessasse, intendo)
Comunque, essendosi la preoccupazione rivelatasi infondata ed essendo la ragazza tornata sana e salva in locanda, ho proseguito la passeggiata andando un po in giro per la città e cercare si scoprire se qualche furto si fosse verificato all’acciaieria mentre noi eravamo impegnati nell’accampamento nella foresta.
L’unica notizia relativamente interessante che ho raccolto era relativa all’incendio avvenuto in un’erboristeria di proprietà di un egban.
Avevo la mezza idea di raccogliere qualche informazione in più, dal momento che c’era la vaga possibilità che l’incendio potesse essere stato appiccato per coprire un furto e che, dal momento che il sequestro dell’industriale si stava protraendo nel tempo, i rapitori potessero avere bisogno di droghe per tenerlo sedato.
Ma non sono riuscito a trovare l’occasione per indagare in maniera approfondita o parlare con il proprietario, considerando che di certo l’incendio rendeva difficile stabilire se qualcosa fosse stato rubato o meno e che il collegamento da me fatto era comunque estremamente forzato, ho preferito lasciare perdere e tornare in locanda a riposare, in vista di un’altra notte di guardia.

Questa volta siamo arrivati nei pressi dell’acciaieria in buon anticipo e sono riuscito a intercettare Potrek e mettermi sulle sue tracce.
L’ho però perso dopo alcuni isolati.
Forse si è accorto di essere seguito ma, vista l’oscurità e la distanza che ci separava, escludo abbia potuto identificarmi.
Quindi sono tornato dagli altri per aiutarli nella sorveglianza, non avendo modo di ritrovarlo.
Di nuovo la notte si è svolta senza particolari incidenti, eccetto che sul finire abbiamo ricevuto un messaggio dagli zoroin che ci invitavano a raggiungerli, quella sera, per metterci a parte di qualche nuova informazione.

In serata quindi abbiamo seguito Thoron e Fevril alla locanda “Alla serpe” dove avevano incontrato gli zoroin in precedenza.
Appena entrati e sedutici a un tavolo, un cameriere ci ha consegnato una carta da gioco dicendoci che eravamo stati invitati a una partita sul retro.
Qui abbiamo trovato lo zoroin che già conoscevamo ed altri due.
Ci hanno riferito di aver trovato il padrone delle acciaierie, tenuto prigioniero nella casa fuori città di Potrek, protetta da un qualche incantesimo di individuazione a causa del quale gli uomini inviati a indagare sono stati scoperti e due di loro uccisi.
Secondo il racconto dell’unico sopravvissuto del gruppo, erano stati attaccati da cinque uomini, uno dei quali mago mentre gli altri armati d’arco, che avevano avuto facilmente ragione di loro.
Sempre a sua detta, l’incantesimo usato per individuarli pareva appositamente studiato per identificare la presenza di zoroin.

Thoron, pur manifestando qualche perplessità riguardo la possibilità di distinguere la razza di un individuo attraverso la magia, ha detto di avere un’idea di che genere di incantesimo fosse stato impiegato a sorveglianza della casa.
Gli zoroin, in ogni caso, pensavano di aggirare la cosa usando noi, essendo riluttanti a rischiare la vita di altri compagni.
Dal canto nostro abbiamo fatto notare che per quel che ci riguardava, fare arrivare alla guardia cittadina una soffiata anonima per poi lasciar loro il compito di sbrigare la faccenda, era una soluzione più che accettabile.
Un po meno per loro, però, i cui interessi li portavano a voler entrare in quella casa per fare… beh… affari loro, a un certo punto.
Quindi alla fine siamo rimasti d’accordo che per la serata successiva loro avrebbero messo insieme più uomini possibili e poi, con noi come avanguardia, avremo assaltato la casa.

Siamo arrivati nei pressi della casa, quindi, alcune ore dopo il tramonto, con a disposizione diverse ore di oscurità, anche se il cielo sereno e la presenza di una falce di luna non ci favoriva particolarmente.
La casa si trovava ad alcuni chilometri dalle mura cittadina, in una zona pianeggiante, edificata a un centinaio di metri dal limitare degli alberi.
Altre dimore di campagna erano visibili, ma non tanto vicine da destare preoccupazione, anche se di certo il clamore dello scontro le avrebbe raggiunte.
La casa era circondata da un muro perimetrale alto circa due metri e mezzo, nulla di particolarmente impegnativo quindi, ma per raggiungerlo era necessario muoversi allo scoperto, cosa non proprio priva di rischi ma fattibile.
Fevril voleva di nuovo usare degli elementali ma, personalmente, ritenevo la cosa un po eccessiva e lo dissi.
Thoron mi dotò di uno dei suoi incantesimi di individuazione e, come già fatto altre volte in passato, mi apprestai ad avvicinarmi al muro per cercare di individuare la posizione delle guardie.
Visto comunque che ultimamente non posso fare a meno di fare misere figure, che si tratti di perdere la presa su una fott… formalmente ben costruita grondaia, o sbagliare il più semplice dei travestimenti (forse l’universo sta cercando di dirmi qualcosa? Lasciatemi tendere l’orecchio… -Keeeel, hai mai pensato di aprire una trattoria?- Suvvia, Universo, vista l’aria che tira finirei per dare fuoco all’isolato!), dicevo, visto come mi gira ultimamente non vi sorprenderà sapere che, fatti manco 4 passi, ho inciampato in un rovo e mi sono allungato come una foca su uno scoglio al sole.
Producendo un discreto e perfettamente udibile nella quieta aria nottura, tonfo.
Mi sono appiattito a terra contando che i miei abiti scuri e le ombre proiettate dall’erba mi nascondessero a un’ispezione non troppo accurata.
Certo, se qualcuno si fosse avvicinato avrei dovuto prendere in considerazione l’idea di ficcargli la sciabola su per il retto.
Fortunatamente al sentinella allertata dal rumore si è limitata a far scorrere un paio di volte la fiaccola nei pressi del muro, non riuscendo ad illuminare fino al punto in cui ero acquattato.

Per sicurezza sono rimasto in attesa per un po, dopo che è tornato al riparo oltre il muro e poi mi sono avvicinato letteralmente strisciando.
A quel punto sarebbe dovuta essere una passeggiata, no?
Individuo le guardie, mi sposto in una zona scoperta, salgo sul muro, al limite accoppo lo sfigato più vicino, e poi fisso una fune per permettere agli altri di seguirmi.
No?
Nei miei sogni.
Avete presente quell’incantesimo di individuazione settato esclusivamente per beccare zoroin?
Ecco, evidentemente ho sangue zoroin da qualche parte (magari qualche macchietta rimasta in una cucitura, boh) perché le cinque guardie che ho individuato dietro il muro grazie all’incantesimo di Thoron parevano proprio venire verso di me.
Così come quelle altre due che sono arrivate di corsa come rinforzo.
Manco a dirlo, mi sono inciampato nei miei piedi nel tentativo di tornare precipitosamente, fortuna però che ci deve essere qualche divinità che mi trova divertente e che mi ha permesso di schivare le frecce mentre gridavo ai compagni, ancora nascosti tra gli alberi, di scappare.
Non che intendessi veramente una ritirata ma “ACCIPICCHIA! Siamo stati mal informati o comunque un filino ingenui, l’incantesimo di individuazione di cui siamo stati resi edotti giusto ieri è, in effetti, non così selettivo come eravamo stati portati a credere” era un filino troppo impegnativo data la concitazione del momento.
Sono comunque, per fortuna o per non so cosa, a tornare al riparo degli alberi senza buchi supplementari (per una volta, che la pelle me la risistema Thor, ma quel paio di pantaloni nuovi che mi aveva dato Roman ormai sembrano mangiati dalle tarme!)
Quindi ci siamo trovati, per l’ennesima volta a tornare sul discorso “dovremmo intimare loro di arrendersi” e niente, secondo me sono abbastanza sicuri di farci il paniere a strisce, ma se basta tanto poco per rasserenare gli animi chi sono io per rifiutarmi di gridare a un manipolo di energumeni armati e mal intenzionati che dovrebbero arrendersi?
Nessuno.
Appunto.
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)

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