Recap 408

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Strix
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Recap 408

Postby Strix » 22.07.2016 10:32

Sessioni del 18 e 21 Luglio.
Presenti: Anaden, Joseph, Kelen, Thoron, Vindiel.

Allora, avevamo un piano.
Un gran bell piano.
Uno di quei piani che dici “Hey! Nessun problema”
Ce l’avevamo.
Già.
Solo che ci siamo dimenticati.
E la signorina Anaden ha cercato di uccidermi.
Dice che è stato un incidente.
Donna rancorosa, non le credo.

Comunque, scendendo più nel dettaglio: Il giorno dopo il colloquio con Jusuf, dopo aver preparato quel gran bel piano, ci siamo appostati dietro la roccia, in attesa del passaggio dei rinnegati.
O Meglio, Anaden Jusuf e io ci siamo procurati dolori vari rimanendo acquattati dietro la roccia, per tutto il giorno, mentre gli altri se ne stavano comodamente nel bosco in attesa, a lanciar ghiande agli scoiattoli
Fino a che non ci siamo rotti, che era ormai notte, non era passato nessuno, eravamo stanchi, indolenziti e “No grazie Jusuf, apprezziamo il tuo suggerimento di accamparci in questo bellissimo bosco, ma pensiamo proprio che torneremo in locanda a cenare e dormire dentro dei letti”.
Solo che era troppo tardi per la cena, la cucina era già chiusa e non fosse stato per la pietà di una servetta che ci ha portato pane, salumi e formaggio, saremmo andati a letto digiuni.

Il giorno dopo, poi, gli auspici non potevano essere dei migliori.
Pioveva.
Infatti.
Fortuna che non ci è toccato rimanere a fare il muschio fino a sera, perché dopo qualche ora Jusuf se ne è uscito con il classico “Ho una buona notizia e una cattiva”
Ho tirato a indovinare, ipotizzando che fossero “Stanno arrivando ma sono sei”.
Fortuna che non avevo indovinato, erano solo cinque.
Ne aspettavamo due quindi, dopo rapido consulto, abbiamo deciso di lasciarli andare per i fatti loro (quanto siamo magnanimi) e poi ritirarci con calma, per ritentare l’indomani.

Ammetto che non eravamo tranquillissimi, mentre quegli energumeni (dalla simpatica abilità di spiaccicarci con uno sguardo), ci passavano accanto, avendo solo erba fradicia, sassi e qualche arbusto a nasconderci (il piano era assaltarli, non guardarli passare), ma in un modo o nell’altro, vuoi che anche loro non fossero pimpantissimi per via della pioggia, non ci notarono e passarono oltre.

Stavamo per andarcene quando Jusuf ci fece notare che se cinque di loro erano appena passati per andare in città, voleva dire che nel covo non dovevano esserne rimasti più di uno o due, quindi era un’ottima occasione per attaccarli.
In effetti, con un po di fortuna, noi saremmo riusciti a recuperare il manoscritto e lui ad avere le sue risposte.

Raggiungemmo quindi il rifugio, che consisteva in alcune capanne costruite sui rami di un enorme albero, unite tra di loro da ponti e scale di corda.
Thoron usò la sua magia per assicurarsi che non ci fossero nemici nascosti nel bosco e ci confermò che sull’albero c’erano solo due uomini.
Salire lungo il tronco poteva comportare dei problemi, dall’alto avrebbero potuto prenderci di mira, quindi decidemmo di avvalerci delle capacità di Vindiel nel teletrasporto.
Fu scelto di far salire per primi Jusuf, Anaden e me, in modo da tener i due rinnegati impegnati, mentre gli altri ci raggiungevano.

Grosso errore.

Thoron aveva iniziato a castare su di noi un incantesimo protettivo, ma deve esserci stato un problema di comunicazione, dal momento che Vin ha lanciato il suo teletrasporto, senza aspettare che l’altro avesse finito.
Ci siamo trovati all’interno di una delle capanne, ad affrontare due omaccioni più annoiati che perplessi.
Ed ecco a voi il vero grosso errore.
Avevamo dimenticato le capacità magiche innate degli uomini del deserto, e che Thor avrebbe dovuto inibirle, prima di ingaggiarli.
Solo che lui era a terra, e noi decisamente nella… nel liquame.

Anaden ed io ci gettammo subito su quello dei due che aveva sguainato le spade, lasciando l’altro a Jusuf.
Solo che il secondo uomo del deserto non ci diede nemmeno il tempo di raggiungere il nostro bersaglio.
Improvvisamente il piccolo ambiente si riempì di svariate copie illusorie di noi stessi e dei due uomini.
Spinto dallo slancio riuscii comunque a portare a segno un attacco con le mie lame, peccato che quando diedi una voce ad Anaden per segnalarle la posizione del guerriero, lei fu eccessivamente precisa, cercando di tirarmi via un rene.

Era chiaro che, in quelle condizioni, non era possibile combattere senza rischiare di ammazzarci l’un l’altro, quindi, mentre Jusuf ci urlava di lasciare il guerriero a lui e di provare a occuparci dell’altro, io cercavo di sottrarmi alle lame dell’uomo del deserto, intenzionato ad aspettare l’arrivo dei due maghi e di Joseph.
Parve che impiegassero un tempo incredibilmente lungo a raggiungerci, forse per via dell’effetto straniante delle illusioni.
Il mago avversario, intanto, aveva approfittato dell’occasione per dileguarsi, senza che potessimo far niente per fermarlo.
Poi, all’improvviso, la voce di Thoron ci avvertì che anche il guerriero stava cercando di sfuggire, dopo di che sentimmo un urlo, un tonfo e anche questi scomparve.
Cercai di uscire dalla stanza, mentre Thor balbettava “L’ho gettato di sotto”
Con qualche difficoltà guadagnammo l’uscita e, per fortuna, le illusioni non si spingevano fino a li.
Scendemmo dall’albero per controllare il guerriero, non potendo fare altro che constatarne la morte.

Quindi avevamo decisamente fallito nel tentativo di prendere un prigioniero, anche se Jusuf ci disse di aver riconosciuto l’altro uomo, uno sciamano della sua gente appartenente a una fazione molto isolazionista, dei veri fanatici, a suo dire.
Risalimmo sull’albero per cercare il manoscritto, sperando di riuscire almeno a concludere qualcosa di buono.
Frugammo a lungo, ma alla fine gli appunti di Briggs saltarono fuori quindi, a dirla tutta, il nostro lavoro poteva considerarsi concluso e potevamo andare dal nostro cliente a batter cassa.

Avevamo però un debito di riconoscenza nei confronti dell’uomo del deserto, per l’aiuto che ci aveva dato, ci offrimmo quindi di continuare ad aiutarlo anche se, onestamente, non vedo cosa possa farsene del nostro aiuto, dal momento che il nostro contributo era stato quando non disastroso, per lo meno inconcludente.
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)

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