Recap 440

Discussioni riguardanti la Squadra 8.

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Strix
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Recap 440

Postby Strix » 08.02.2018 17:47

Brunek ci ha guidati per vie secondarie fino a un vicolo nel quale si apriva una porta nascosta, superata la quale ci siamo trovati in uno stretto scantinato.
Alla fioca luce di un paio di lanterne ci siamo occupati delle ferite riportate durante l'ultimo combattimento.
Restando la necessità di andare a recuperare Joseph, dopo essermi cucito alla meno peggio le ferite sulle gambe e al torace, ho sostituito gli abiti intrisi di sangue con gli stracci che compongono il mio travestimento da mendicante.
Per maggior sicurezza ho anche cercato di modificare i tratti del mio viso e mi sono gettato addosso una vecchia coperta, a mo di scialle.
Gli altri avrebbero preferito che aspettassi che facesse giorno, ma al buio avrei avuto più possibilità di nascondermi e comunque confidavo nel fatto di non essere riconoscibile.
Thoron avrebbe voluto accompagnarmi ma l'ho convinto a desistere, dal momento che in queste faccende me la cavo meglio da solo e preferisco avere massima libertà di movimento, cosa che non potrei fare, limitato da un compagno.
Dopo aver detto loro di non aspettarmi e non venirmi a cercare, nel caso non fossi tornato, sono sgusciato fuori dal nascondiglio e, prendendola molto alla larga e facendo diverse deviazioni, mi sono diretto al tempio di Taumos.

Devo aver esagerato un po' con le pustole e le piaghe perché il novizio che è venuto ad aprirmi pareva sul punto di chiamare un guaritore.
Ho dovuto accettare una brocca d'acqua (non sgradita, devo ammetterlo) prima che si convincesse che non ero li li per tirargli le cuoia sotto il porticato e si decidesse ad andare a chiamare Jos.
Quando il fuciliere è arrivato l'ho aggiornato sugli ultimi avvenimenti e sulla necessità di imbarcarci il giorno successivo.
Abbiamo però ritenuto opportuno non tornare dagli altri al rifugio, per ridurre il pericolo di portare i nemici dagli altri, e di fermarci a dormire al tempio, dove ritenevamo di essere relativamente al sicuro.

Il giorno dopo Joseph ha comunicato al sacerdote che si stava occupando di lui la volontà di lasciare il tempio e, dopo aver versato una generosa offerta, mi ha raggiunto nel vicolo dove stavo attendendo per fargli strada.
Ci siamo quindi diretti al porto, deviando più volte e rimanendo separati, in modo che eventuali pedinatori pensassero che Joseph stesse semplicemente bighellonando prima di tornare in locanda.
Siamo arrivati al porto dopo diverse ore, abbastanza sicuri di non essere stati seguiti.
Gli altri si trovavano già a bordo e avevano avvisato il capitano del nostro probabile arrivo.

Una volta a bordo, dal momento che, secondo Brunek, non correvamo rischi in mezzo a tanta gente e le forze dell'ordine, nel caso fossero state avvisate, non avrebbero potuto arrestarci a bordo di una nave straniera, abbiamo colto l'occasione per tirare il fiato (e fare un bagno, nel mio caso, essendo la cosa stata caldamente suggerita dal capitano).
Se pur non eravamo stati seguiti, qualcuno pareva tenerci d'occhio da una delle navi vicine, ma la giornata è passata senza incidenti, mentre l'equipaggio procedeva a portare a bordo il carico, senza fretta dovendo aspettare la marea serale per poter salpare.

Finalmente, con il montare della marea, la nave ha preso il largo, portandoci lontani dalla città.
Non pare che ci siano navi sulla nostra scia, anche se la rotta che abbiamo preso è abbastanza frequentata, non siamo comunque ancora del tutto certi di essere fuori pericolo.
PG che deve morire ufficiale di Sq8 (nonchè cronista non proprio volontario)

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