Lezione 3 : Come è fatta una frase?

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Lezione 3 : Come è fatta una frase?

Postby Ninja » 24.05.2002 10:59

Daxa Nekoi, Basra!

Mi fa piacere rivedervi, vedo che le mie lezioni non si stanno rivelando noiose. Noto anche che sono stato molto chiaro, dato che non ho ricevuto nessuna domanda su quanto ho spiegato finora. Xissà!.

Daccordo, parleremo di Xissà e delle Esclamazioni un'altra volta, ad ogni modo significa "Esultiamo", è un modo per esprimere soddisfazione. Anche Xissà fa parte delle Lana Roqme ma non viene dall'Ithiano antico, segue le regole dell'Ithiano moderno.

Terminati i convenevoli, affrontiamo l'argomento di oggi, cioè come costruire una frase in Ithiano. La prima parola di una frase è sempre il concetto più importante che si vuole esprimere (il Fulcro, parmid). Non è detto che sia sempre il soggetto della frase, può essere anche il verbo o un'altra parte del discorso.
Se il parmid è un soggetto o un termine, deve essere accompagnato dal proprio verbo.
Se il parmid è un verbo, deve essere accompagnato dal soggetto e successivamente dal resto del discorso.

Qualche esempio, per non lasciare tutto teorico.

"Irina, torna qui."
Gersalath Irina!

In questo caso ho deciso che il parmid è il tornare, per cui questa frase ha anche un senso di immantinenza. Una traduzione migliore sarebbe "Irina, torna qui _subito_!".
gersala è il verbo "ritornare", contiene la radice ger, "tempo", e sala, "andare".
-th è il tolexita dell'Imperativo, lo vedremo molto presto.

"La cena è pronta."
malthu kalaxa

Qui è la cena a essere parmid.
malthu vuol dire genericamente "pasto quotidiano", ciò che si mangia regolarmente ogni giorno. E' contrapposto al mallan che è il pasto sontuoso che si consuma in occasioni speciali come la Festa delle Spade (toTafi Antara) o il Giorno della Celebrazione dell'Appartenenza all'Impero (Sarkandoi toXis hoq).
kalaxa vuol dire "essere pronto", è un verbo composto da Xa, l'importantissimo verbo "essere" (ha molti altri significati), e da kala, l'aggettivo "pronto".

Concludiamo la lezione di oggi introducendo i voxer, l'ultimo tipo di particelle che ci rimane da vedere, dato che tolexita e ronaxita sono già stati affrontati (ma non esauriti).

I voxer sono "Preposizioni" e servono essenzialmente per modificare il significato di un termine che non sia un verbo, un sostantivo o un aggettivo. Il loro utilizzo è sicuramente circoscritto, ma esistono e bisogna tenerne conto. Il voxer in assoluto più frequente è no, che indica inversione del significato.

Ad esempio, la Qualifica temporale gora, che vuol dire "sempre", se viene usata così:
no gora
inverte il proprio significato e diventa "mai". Per motivi che noi grammatici non comprendiamo ancora appieno, molte Qualifiche hanno solo il termine positivo e per i negativi è necessario usare no. Ad esempio esistono termini per dire "sempre", "tutto" (rono), "completamente" (karno), ma non esistono "mai", "niente" e "per nulla". Sono misteri che prima o poi sveleremo, suppongo.

Oggi è stata una lunga lezione, vi lascio liberi di meditare su ciò di cui abbiamo discusso oggi. Come al solito sono aperto a qualsiasi domanda voi vogliate pormi sul mio meraviglio Paese.

Una piccola nota per voi, miei giovani studenti, domani lascerò la Xolmat per recarmi a Fagma, per questo la lezione sarà tenuta dal mio collega Rove Pantomeli. Mi sono già raccomandato di non essere troppo duro con voi Basra!

Ithia Xagan!

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Moran Texima
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Last edited by Ninja on 24.05.2002 15:05, edited 1 time in total.

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Re: Lezione 3 : Come è fatta una frase?

Postby ZCaotica » 24.05.2002 14:15

Salve a lei professore Moran Texima

L'avrei volentieri salutata in Ithiano ma mi mancano ancora le parole studente e maestro (nonche molte altre)

Non mi e' ben chiaro l'utilizzo del verbo Sala

Nella sua lezione l'ha usato per richiamare a casa la bambina Irina con la seguente frase :


Moran Texima wrote:"Irina, torna qui." = Gersalath Irina!

gersala è il verbo "ritornare", contiene la radice ger, "tempo", e sala, "andare".
-th è il tolexita dell'Imperativo, lo vedremo molto presto.


Mentre nella lezione precedente l'abbiamo usato per il saluto iniziale

Moran Texima wrote:Concludiamo la lezione di oggi con la traduzione del saluto introduttivo, gersala Basra.

gersala è un verbo composto che associa l'idea di movimento verso, sala, e il concetto di tempo, ger. Non vuol dire viaggiare nel tempo, è solo il modo più diffuso di dire "Bentornato".


In entrabi le frasi indica un concetto di movimento "a venire" eppure in entrambi i casi viene descritto come un movimento ad "andare". Come mai ?

Vorrei poi chiedere se ho tradotto correttamente i seguenti termini :

Antara = Festa
Tafi = Spade

Non sono poi riuscito a scomporre "Sarkandoi toXis hoq"... non capisco l'utilizzo di to- (che avrei associato a Sarka) e non riesco percio' a tradurre ne hoq ne Xis :(

Per finire, nella speranza che la mia prova non mi faccia cacciare dall'accademia :D, provo a comporre una prima frase :

kalaxa xola rono

Quello che volevo dire e' "Sono pronto ad impare tutto"
Non sono sicuro dell'utilizzo di Xola... o meglio credo che servira' un Ronixita per completare la frase...
Ciao da R."Zanzara Caotica"D.N.

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Postby Ninja » 24.05.2002 15:04

Daxa Nekoi, Basra! Devi scusarmi se non ti saluto per nome, ma non riesco più a trovare il mio registro degli studenti.

L'avrei volentieri salutata in Ithiano ma mi mancano ancora le parole studente e maestro (nonche molte altre)


Un proverbio Ithiano dice: taya xa taya, parmi Xa., cioè "le parole sono solo parole, l'essenza è il concetto." Non preoccuparti del tuo vocabolario, si espanderà in fretta con la pratica. Ciò che conta è comprendere lo spirito della lingua e farlo proprio. Soddisfo la tua curiosità comunque, allievo si dice xomo, maestro si dice larmoth. Ti faccio però notare che la tradizione militare della mia gente ha astratto questi termini al punto che con larmoth si intende chiunque sia a capo di qualcosa: un comandante militare e un insegnante come me sono entrambi larmoth. Allo stesso modo xomo indica lo studente, l'allievo o la recluta militare. Noterai sicuramente in xomo la radice del verbo xola, imparare. Ti indico anche la provenienza di xo-mo. Quel -mo è la radice di moa, cioè "persona".
Per meglio specificare larmoth e xomo dovremo introdurre alcuni aspetti nuovi della lingua che al momento preferisco non discutere.

In entrabi le frasi indica un concetto di movimento "a venire" eppure in entrambi i casi viene descritto come un movimento ad "andare". Come mai ?


Mi aspettavo una domanda del genere, il verbo sala e i suoi derivati creano sempre tanti problemi. In realtà è tutto molto semplice. sala è l'idea di movimento, e questo è corretto. gersala unisce il concetto di tempo all'idea di movimento: per essere estremamente precisi gersala è il concetto di movimento ripetuto nel tempo, "ritornare" se vuoi usare un singolo verbo. Ecco perchè gersala nella sua forma naturale è usato come saluto per dire "Ben tornato"; una traduzione più esatta sarebbe sicuramente "Sei tornato nuovamente", ma poichè è un saluto cordiale mi sembrava più giusto tradurlo con un simile saluto della vostra lingua. Per quanto riguarda l'esempio con Irina, ti invito a leggere meglio i tuoi appunti, gersalath è un imperativo grazie al tolexita -th, e quindi unisce al concetto di ritorno che ho appena enunciato anche l'idea di immantinenza e di ordine.

Spero di avere chiarito i tuoi dubbi su gersala.

Vorrei poi chiedere se ho tradotto correttamente i seguenti termini :

Antara = Festa
Tafi = Spade


Xissà, Basra. Mi piacerebbe sapere perchè hai tradotto così e non in altro modo.

Non sono poi riuscito a scomporre "Sarkandoi toXis hoq"... non capisco l'utilizzo di to- (che avrei associato a Sarka) e non riesco percio' a tradurre ne hoq ne Xis


moqba, Basra. Non ricordo se ho già parlato di moqba. Comunque sia vuol dire "fallire". In questo contesto suppongo potresti tradurlo "Peccato" o qualcosa di simile. Passando alla tua domanda, la scomposizione è semplice.
Sarka è Impero, dovresti già saperlo.
-ndoi è il tolexita di appartenenza a luogo o nazione
Xis è un verbo, se ricordi l'espressione Xissà, cioè "esultiamo", ti sarebbe potuto venire in mente. Vuol dire celebrare, esultare, festeggiare.
to- è il ronaxita di appartenenza generica
hoq è un sostantivo, vuol dire banalmente giorno

Chiedi giustamente perchè to- è con Xis e non con Sarka. Ebbene, è sempre una questione di parmid. Sarkandoi riceve già lo stato di parmid essendo il primo termine della frase. Xis riceve la maiuscola (vedremo come si riflette nel parlato!) poichè anch'esso è importante. Il giorno, hoq è il soggetto della frase ma non è il suo parmid quindi resta ultimo. Nonostante questo questo è il giorno _della celebrazione_ dell'appartenenza all'Impero, non il giorno _dell'appartenenza all'Impero_. Comprendo la sottigliezza della sfumatura, ma è così che ragioniamo. Voglio comunque rassicurarti, spostare quel to- su Sarka non avrebbe reso la frase priva di significato.

Per finire, nella speranza che la mia prova non mi faccia cacciare dall'accademia , provo a comporre una prima frase :

kalaxa xola rono

Quello che volevo dire e' "Sono pronto ad impare tutto"


Xissà, Basra. Mi fa piacere vedere che un mio allievo ha già appreso qualcosa. Mi permetto di correggere l'ordine della frase in kalaxa rono xola giusto perchè non è concesso accostare due verbi. Le ragioni le vedremo un po' più avanti quando parleremo meglio dei voxer.

Non sono sicuro dell'utilizzo di Xola... o meglio credo che servira' un Ronixita per completare la frase...


Se ci fosse qui il mio collega Rove Pantomeli, ti avrebbe già cacciato dalla classe. Le particelle sono di tre tipi: ronaxita (anteposte), tolexita (posposte) e voxer (preposizioni). E' una fortuna che Rove faccia lezione solo domani.

Spero di averti soddisfatto.

Ithia Xagan!

--
Moran Texima
Ithiandoi toSarka Xolmat

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Postby ZCaotica » 24.05.2002 21:10

Daxa Nekoi, larmoth

Spero non sia troppo informale come salto da rivolgere ad un larmoth

Ninja wrote:Daxa Nekoi, Basra! Devi scusarmi se non ti saluto per nome, ma non riesco più a trovare il mio registro degli studenti.

Non si preoccupi, avremo modo di conoscerci :).
Le rispondo brevemente poichè sono dovuto tornare a casa e non ho qui con me gli appunti presi durante la lezione.

Ninja wrote:Spero di avere chiarito i tuoi dubbi su gersala.

La ringrazio per la spiegazione

Vorrei poi chiedere se ho tradotto correttamente i seguenti termini :
Antara = Festa
Tafi = Spade


Ninja wrote:Xissà, Basra. Mi piacerebbe sapere perchè hai tradotto così e non in altro modo.


perchè la particella to- era collegata a Tafi e non ad Antara. Essendo la festa della spada ed indicando to- l'appartenenza ho pensato che fosse il modo mogliore.


Non sono poi riuscito a scomporre "Sarkandoi toXis hoq"... non capisco l'utilizzo di to- (che avrei associato a Sarka) e non riesco percio' a tradurre ne hoq ne Xis



Ninja wrote:Sarka è Impero, dovresti già saperlo.
-ndoi è il tolexita di appartenenza a luogo o nazione
Xis è un verbo, se ricordi l'espressione Xissà, cioè "esultiamo", ti sarebbe potuto venire in mente. Vuol dire celebrare, esultare, festeggiare.
to- è il ronaxita di appartenenza generica
hoq è un sostantivo, vuol dire banalmente giorno


Il mio errore è stato tradurre hoq direttamente come "Giorno di celebrazione". Non avendo associato Xis a Xissà e essendo stato tratto in inganno dal to- non riuscivo a capire come fosse strutturata la frase.
Ciao da R."Zanzara Caotica"D.N.

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Postby Ninja » 24.05.2002 23:43

perchè la particella to- era collegata a Tafi e non ad Antara. Essendo la festa della spada ed indicando to- l'appartenenza ho pensato che fosse il modo mogliore.


Un vero Ithiano avrebbe risposto senza alcun dubbio che Tafi vuol dire spada, dato che senza dubbio era il parmid. taya xa taya, parmi Xa..

Imparerai col tempo, ma sei sulla buona strada.

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Moran Texima
Ithiandoi toSarka Xolmat


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