La storia dell'incappucciato

Benvenuto alla Locanda del Cinghiale Infuriato, esausto viandante. Fermati da noi per bere un boccale di birra, a fare due chiacchiere sulla guerra in corso e a gareggiare con Ralee Jahen, il nostro campione di Sareb! Non sai giocare a Sareb? Possiamo insegnartelo noi!

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Alaris
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La storia dell'incappucciato

Postby Alaris » 05.04.2003 19:51

Era il vento a portarsi via tutti i suoi ricordi. Salì sul primo cavallo che trovò. Diede un ultimo sguardo, azzardato, come se qualcuno fosse lì dietro a spingerlo con forza via da casa sua, e rabbrividì nelle proprie vesti, mentre sperava che lo stesso vento si portasse via anche la sua anima. E il peggio non era tanto quel freddo che filtrava da dentro, e nemmeno il cuore, impazzito, o il sudore gelido, o il tremore delle mani. Il peggio era quella sensazione di sparire, di uscire dalla propria testa, di essere soltanto indistinto panico e sussulti di paura.
Così arrivò, col suo manto oscuro, e il suo cappuccio che sposava le tenebre, alla locanda, che era un tripudio di colori e luci, e voci che tentavano di sopraffarsi una sull'altra, schiamazzi, risate, che' la figura incappucciata, amareggiata qual'era, non potè trattenere una smorfia di amarezza. Si sedette nell'angolo più tranquillo, dove i rumori si affievolivano, per quanto potevano affievolirsi in un ambiente di ubriacature e pazzie qual'era quella locanda; alzata una mano, chiamò l'oste, e ordinò un boccale di vino. Giratosi a destra e sinistra, oltre alla massa mediocre di popolani che affogavano nella volgarità e nella rudezza, si interessava agli avventurieri, a coloro che se ne stanno in disparte con la loro spada supina, o il bastone appoggiato alla sedia, e sono più silenziosi e discreti, e i loro occhi brillano e stendono quel velo di orgoglio ed onore accanto a loro, e un alone di mistero che tanto lo attiravano.
Finito il boccale di vino, lo appoggiò sul tavolino, e lo strinse con più forza.
TUMP, TUMP
sbattè il boccale sul tavolo.
TUMP, TUMP
sbattè nuovamente il boccale
"Signori, prestatemi attenzione. Voltatevi verso di me, e avvicinatevi, chè possa allietarvi, e incuriosirvi, con il mio racconto."
TUMP, TUMP
sbattè sul tavolo
"Avvicinatevi, avvicinatevi", parlava l'incappucciato con voce sommessa, "Sono certo di avere una buona storia, e la potrete raccontare altrove, quando avrete voglia di farvi offrire da bere".
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Postby Asuryan » 06.04.2003 22:35

Kitiara si voltò verso l'uomo incappucciato, con aria sorpresa. Non era una cosa normale, che nella Locanda del Cinghiale Infuriato le persone che volevano raccontare una storia lo facessero al piano terra, invece che nella apposita Sala dei Bardi.
Forse era il preludio di una storia altrettanto insolita. Avvicinò la sua sedia e si preparò ad ascoltare l'uomo, in silenzio, interrompendosi solo per un sorso di birra ogni tanto.
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Postby Arlequin » 09.04.2003 19:07

l'arrosto si stava raffreddando...ogni pensiero dell'orrido gigante era indirizzato a questo avvenimento, a stento intravide l'ammantata figura (anche se il tavolo dell'uomo era accanto al suo), perso com'era, nel profumo del suo *umhn* che aveva ordinato? maiale no, coniglio? forse.. ma morto in un spasmo di violenta agonia..magari cinghiale...speriamolo..emn dicevo fù il rumore a distrarlo *TUMP, TUMP*
e che diamine, *sospiro* calma arlequin calma... *TUMP, TUMP* aghht distratto ancora dalla cena fumante t i e n i t i calmo..su conta 1234.."Sono certo di avere una.." AAAARGHT non bastava il rumore..ora stava dicendo qualcosa sottovoce..che aveva detto? "..certo di avere una bu potre antare altrov.." ma che diavolo vuole? nella mente del loctar le parole e gli odori si stavano mescolando creando nel suo piccolo cervello una reazione anomala..per cui la frase venne modificata + o - cosi.."sono certo che potrai andare altrove..se non hai voglia di offrire..." al quel punto una sedia volò, scagliata indietro dal fondoschiena dell'omone..."PERCHE MAI ME NE DOVREI ANDARE! OFFRIRE COSA! TI OFFRO IL MIO PUGNO E SE NON LA SMETTI DI SBATTERE I MALEDETTI BOCCALI.." lascio alla fantasia del popolo della locanda, ogni eventuale, fantasioso uso dei boccali, del pugno o delle probabili ascendenze demoniache dello (esterefatto..credo) uomo..


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