Signore e signori, ecco a voi la seconda parte!

Benvenuto alla Locanda del Cinghiale Infuriato, esausto viandante. Fermati da noi per bere un boccale di birra, a fare due chiacchiere sulla guerra in corso e a gareggiare con Ralee Jahen, il nostro campione di Sareb! Non sai giocare a Sareb? Possiamo insegnartelo noi!

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Teclis
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Signore e signori, ecco a voi la seconda parte!

Postby Teclis » 18.01.2003 2:57

[Entrate nella sala. E' già buia... solo delle piccole candele, una in ogni tavolo, illuminano la stanza di una luce fioca. In sottofondo sentite un lamento, come qualcuno che si agita in sogno. Non appena tutti i tavoli sono pieni, il lamento diventa sempre più forte, fino a diventare una voce.]

Voce: "no... no.... NO! ECATRINAAAAA!!!!!"

[Poi di colpo tutto si illumina e vi sentite di nuovo trasportati dentro al mondo della storia. Siete in una locanda. Totalmente differente dalla da voi ben conosciuta "locanda del cinghiale infuriato". In un tavolo sta seduto un uomo vestito di verde, con abiti comodi da viaggio, con la pelle leggermente abbronzata, esile, ma con una buona struttura muscolare, sembra un guerriero. Accanto a se ha uno zaino con dentro un giaco di maglia e ai suoi fianchi due scimitarre in fodero. Capelli corti e neri, occhi color nocciola. Sta sorseggiando una birra. Intorno a lui una caciara assurda. Ad un tratto entra un'altra persona. E' totalmente vestita, lascia scoperti solo la parte degli occhi: si intravede la pelle color ebano e gli occhi neri come la notte, penetranti. Si avvicina al guerriero.]

Straniero: "Tu sei quello che chiamano Khul?"
Khul: "Sì... quello è il mio nome. Che vuoi? Chi sei?"
Straniero: "Il mio nome è Hamalì e sono qui per ucciderti"

[A queste parole, dette con una voce leggera e vibrante, Khul salta in piedi con uno scatto fulmineo, quasi come un gatto. Blocca in tempo l'attacco così rapido di Hamalì con una mano. Vedete che il pugnale che l'assassino tiene in mano è sporco di qualcosa di oleoso. Quasi contemporaneamente Khul sferra un calcio all'inguine allo straniero, che subendolo, rimane indifferente.]

Khul: "Ma... sei una donna?!? Io non sono un gentil uomo e non mi faccio problemi a picchiare una donna!"

[La donna sferra un cazzotto al guerriero, che incassa, ma subito dopo afferra il pugno, mentre il suo piede con cui a sferrato il calcio si porta sopra un suo piede per bloccarla. Dopo pochi secondi di lotta, vedete una perfetta situazione di stallo: ogni arto del proprio avversario è bloccato o sotto controllo. Nella locanda è calato il silenzio. Khul si sposta, per lanciarla via. Ci riesce, ma a caro prezzo: la donna ricambia il precedente calcio all'inguine. Khul chino che cerca di cancellare il dolore dalla sua testa e Hamalì che finisce addosso ad una tavolo di loctar. I quali, disturbati nella loro degustazione tirano via la donna, sollevano il tavolo e gridano in coro:]

Loctar: "RISSAAAAAA!!!!!!"

[Subito nella locanda scoppia un putiferio. Vedete volarvi ad un passo dal volto di tutto: piatti, coltelli, boccali, sedie, tavoli. La donna cerca Khul, che sembra sparito nel nulla; finché egli le appare alle spalle, puntandole entrambe le sciabole alla gola.]

Khul: "Allora? Da vittima a boia io e da assassino a vittima tu?"
Voce: "No, da uomini liberi a carcerati!"

[Alle loro spalle appaiono delle guardie che puntano ad entrambi le alabarde al collo. Vi guardate intorno e notate che nella locanda pullulano guardie ovunque che sedano ben presto la rivolta]

Khul: "Ecco... ci mancava anche questo... Guarda in che guaio mi hai ficcato te!"
Hamalì: "Aspetta che mi liberi, e poi vedrai qual'è il vero guaio della mia presenza!"

[La scena muta come se la quiete di una lago fosse turbata dalle onde prodotte da un sasso caduto dentro. Le prigioni. Forse qualcuno di voi le ha visitate, qualcun'altro no, ma una cosa è certa: in qualunque città vai, sono tutte uguali! Solo che questa è piccola... ha 4 celle in tutto. Khul in una cella con gli uomini: una cella stracolma. Davanti alla loro, si trova la cella di quelle poche donne che non hanno resistito al richiamo della rissa. Qui c'è Hamalì, priva del suo abito che la copriva totalmente. Capelli neri e lisci, raccolti sulla testa. Quei bei occhi diventano stupendi, uniti a quella faccia. Se solo non guardasse così freddamente e torvamente Khul...]

Khul: "Ma che diavolo..."
Hamalì: "Sai? Ho mentito... non serve aspettare di uscire di qui..."

[Da dietro la schiena tira fuori uno stiletto piccolissimo che lo lancia verso Khul, ma colpisce in pieno una sbarra e cade a terra]

Khul: "Eh eh... Ti atteggi, ma sei una principiante... eh eh..."

[Raccoglie il pugnaletto e lo usa per scassinare la serratura della cella. Sentite un *clank* e la cella si apre. Si avvicina alla cella di Hamalì che è attaccata alla cella con una faccia irosa e delusa.]

Khul: "Toh! prova a fare quello che ho fatto. Nel frattempo che una pivella tenta io me ne vado... addio!"

[Khul le porge il pugnale. L'espressione di Hamalì muta in soddisfazione. Con un movimento rapido della mano sinistra afferra la mano dell'uomo e contemporaneamente, con un movimento ancora più rapido, con la mano destra estrae un ago e colpisce il dorso della mano di Khul. Questo stupito, inizia a perdere equilibrio. Sembra stordito pesantemente.]

Hamalì: "No, professionista... sapevo della tua sbruffonaggine, della tua arroganza e del tuo orgoglio, quindi ho scommesso che mi avresti riportato il pugnale per vantarti dopo averlo usato. Ho sbagliato di proposito!"

[Sorride, mentre il guerriero diventa sempre più rosso e sudato]

Hamalì: "Ora dì addio alla vita..."
Voce: "Ferma!"
Hamalì: "Mmm... Sei proprio fortunato! Non preoccuparti, il veleno non è mortale, serve per rendere inefficienti in battaglia: appena usato rallenta i riflessi, poi cresce un senso di nausea e stordimento e, nel giro di pochi secondi ti ritrovi con la febbre... Dura al massimo un'ora... In persone forti anche mezz'ora..."
Guardia: "Voi due! Metteteli nelle altre due celle, separati e isolati. Noi non vogliamo guai, la nostra è una piccola cittadina quasi inesistente, quindi un po' in cella vi farà bene, e spero che poi non procuriate altri guai..."

[La scena si sfuoca per un po'... Quando si rimette a fuoco, vedete i due nelle altre due celle che si guardano seduti entrambi per terra e appoggiati alle rispettive sbarre...]

Khul: "Mi vuoi dire perché vuoi uccidermi? che ti ho fatto?"
Hamalì: "A me niente... ma come ti ho detto sono una professionista... Mi pagano per ucciderti..."
Khul: "E chi sarebbe? che mi vorrebbe morto?"
Hamalì: "Segreto professionale..."

[Ad un certo punto si sentono dei passi di corsa ed entrano due guardie]

Prima guardia: "Presto fai uscire tutti! Bisogna scappare! Ci ucciderà tutti!"
Hamalì: "Eh? Che succede?"
Seconda guardia: "Delle cose... mostruose! Hanno distrutto parte della città! inoltre sembra che chi rimanga colpito contragga una malattia inguaribile!"
Hamalì: "Beh... allora la nostra sfida sarà rimandata... intanto pensiamo ad uscire, sei d'accordo?"
Khul: "Certo! Basta che non mi pugnali alle spalle, sennò che sfida è?"

[Khul sorride. Hamalì annuisce. Le guardie aprono le celle e fanno uscire tutti. Usciti dalla porta della guardina, la scena si oscura e subito dopo si illumina nuovamente in una strada deserta. E' notte. Solo alcuni cadaveri per strada. Si avvicinano due figure: una molto alta, vestita di vesti lunghe e viola, l'altra con vesti azzurre e logore. Due visi che avete già visto: Meèlinar e Lustra]

Meèlinar: "Un'altra città... che tristezza..."
Lustra: "..."

[Meèlinar guarda Lustra: è abbattuto, spento. Meèlinar sospira...]

Meèlinar: "Cerchiamo qualcosa di utile... Dobbiamo fermare tutto ciò..."
Lustra: "Andiamocene... non c'è più niente da fare..."
Meèlinar: "No! Forse possiamo salvare ancora qualcuno."
Lustra: "Nessuno... nessuno si può salvare"
Meèlinar: "Senti, la dev-"

[Improvvisamente la finestra accanto a Meèlinar si rompe e gli casca addosso Hamalì, seguita da Khul. Dopo la rovinosa caduta dei tre, Meèlinar si rialza, si pulisce l'abito e li fissa. Lustra guarda la scena senza sorridere né fare espressione alcuna: guarda la scena come estraneo a tutto. Gli altri due si rialzano in fretta, si guardano: lui come se dovesse scannare il suo nemico, lei freddo, come un cacciatore che mira la sua preda. Ignorano Meèlinar. Lustra, sarebbe sicuramente passato inosservato.]

Khul: "Maledetta! Non dovevamo non pugnalarci?"
Hamalì: "Sì, ma fino a che non fossimo usciti, poi, per rispettare la nostra sfida, ti ho avvisato un secondo prima del mio attacco, adesso devo compiere ciò per cui dovrò essere pagata..."
Khul: "Fatti sotto!"

[Khul si mette in posizione d'attacco, Hamalì estrae due pugnali. Meèlinar, visibilmente alterato pronuncia parole arcane e gesticola con le mani. Lustra rimane immobile]

Khul: "Avanti viene donnetta da quattro soldi!"

[Hamalì, prima fredda, per una attimo si scompone in uno sguardo d'ira. Khul sorride per un attimo come se avesse capito qualcosa, quell'attimo prima di dover deflettere i pugnali scagliati da lei. Sta per partire al contrattacco, quando Meèlinar conclude il suo incantesimo. La strada battuta sulla quale si sta svolgendo lo scontro, oscilla come se fosse liquida, si muove e attorciglia le gambe ad entrambi, impedendo loro di muoversi e avvicinarsi.]

Hamalì[b/]: "Mmm... Oggi proprio non è giornata! Mi mettono in continuazione i bastoni fra le ruote..."
[b]Meèlinar
: "Calmi signori, cerchiamo di ragionare"

[Ignorato bellamente. Hamalì estrae i due pezzi di un arco e lo monta molto velocemente, estrae una freccia, ma prima che possa incoccare, un altro tentacolo di terra si muove e blocca le mani all'assassina.]

Meèlinar: "Signori, volete ascoltarmi?"

[Parla con voce calma e controllata. Khul, fa il classico sorriso sadico di chi sta per accanirsi su un animale ferito.]

Khul: "Hah! cosa vuole fare una donna contro di me! Siete buone solo a concepire figli e a darci piacere! E tu non sai fare nemmeno questo! Donnetta da quattro soldi!"

[Sentendo questa frase, Hamalì spalanca gli occhi e contrae il viso in una smorfia di ira. Khul sorride come di chi è consapevole di aver colto il segno! Ma, mentre Hamalì si infuria e Khul si crogiola nel suo divertimento, Lustra, udita questa frase, da una espressione assente, spalanca gli occhi, e con una falcata supera Meèlinar e sferra un pugno con tutta la sua forza in faccia a Khul. Tutti stupiti dell'accaduto, soprattutto Khul. Hamalì, grazie a questo riacquista la sua freddezza. Lustra fissa gli occhi Khul con l'espressione di prima]

Meèlinar: "Lustra?"
Hamalì: "Caro il mio imbecille, proprio per i cretini come te che , essendo donna, devo essere più forte degli uomini per essere accettate, e-"

[Appena detto questa frase, Lustra spalanca gli occhi, come se si fosse svegliato da un sogno]

Lustra: "Ecatrina..."

[Detto questo sottovoce, si gira di scatto verso Hamalì, la abbraccia e la bacia. Hamalì rimane pietrificata dall'accaduto. Khul a bocca aperta. Meèlinar stupito, ma triste. Poi, dopo pochi attimi, Lustra, resosi conto di ciò che aveva fatto, lascia la donna e la guarda]

Lustra: "Scusa..."

[E scappa]

Meèlinar: "Quel ragazzo ha una ferita più profonda di quanto immaginassi..."

[Khul ripreso dallo stupore.]

Khul: "Però... Che tecnica... Quasi quasi, appena libero ci provo anche io..."

[Hamalì, dopo le parole di Khul, si riprende. Si guarda intorno, un po' imbarazzata, un po' arrabbiata.]

Hamalì: "Ma che diamine... E tu non osare fare ciò che hai detto!"

[Sembra aver notato qualcosa in terra tra i cadaveri...]

Hamalì: "Mmm... sì... oggi o è la mia giornata sfortunata o sei tu a essere fortunato... Sembra che ora ti lascerò in pace..."

[Indica un cadavere, Khul sembra riconoscerlo]

Khul: "Miraglino!"
Hamalì: "Sì... era lui a volere la tua testa, ma è morto, quindi non può pagarmi... io mi tengo l'anticipo e tu sei vivo... contento?"
Meèlinar: "Scusate signori... [Fa un gesto con la mano e la terra libera i due] Adesso che siete più calmi, possiamo parlare? Anzitutto le chiedo scusa signora, o signorina, per il comportamento del mio amico"
Hamalì: "Sì, possiamo parlare. Sono signorina, e vorrei sapere se il suo amico cercava la morte o cosa..."
Khul: "Certo! Comunque il suo amico non deve avere tutte le rotelle a posto..."
Meèlinar[b]: "No, non cercava la morte, anche se ha perso la voglia di vivere... Fino a 6 mesi fa le aveva a posto, adesso... Beh... è una storia lunga e triste, ve la risparmio, sarà lui, se vorrà, a raccontarvela un giorno. Sappi solo signorina, che lei ha detto una frase che gli ha ricordato la donna amata, ormai morta."
[b]Khul
: "Mmm... Non mi piacciono i finali tristi..."
Hamalì: "Beh... non sono fatti miei. Ma come si chiama lei? Mi dia del tu, mi danno fastidio i formalismi, e, se possibile, vorrei darglielo anche io"
Meèlinar: "Meèlinar... sono un arcimago del popolo degli elfi. Ti darò del tu, e tu puoi darmi del tu..."

[Hamalì, fa una espressione sorpresa]

Hamalì: "Un... arcimago? Non ne ho mai conosciuto uno... piacere Hamalì..."
Khul: "Io sono Khul, maestro dello stile a due spade e del taglio a croce. [Inchino] Molto piacere"
Meèlinar: "Un'assassina e un maestro di spade..."
Hamalì: "Ma come?!"
Khul: "Per forza, parli di pagamento e ti mandano a uccidere un maestro di spade... o sei un'assassina o sei morta... e il signore non credo sia uno stupido, altrimenti non sarebbe un arcimago..."
Hamalì: "Mmmbeh... sssì... forse... [Ride allegramente e assume una espressione diversa da quella avuta finora] Comunque, cosa ci fate in posto simile?"
Meèlinar: "Stiamo dando la caccia ad un male sconosciuto e potente. E' l'artefice di creature abominevoli e di questa malattia... state attenti a non contrarla... neanche i più potenti chierici di Hopsi hanno trovato una cura efficace... sono riusciti ad alleviare le sofferenza, a evitare la contaminazione da un individuo all'altro, ma non a sconfiggerla. E il problema è che non si trasmette solo come una malattia normale, ma anche grazie ai loro vettori: le creature abominevoli di cui sopra. Questa malattia è simile ad un parassita che si attacca al corpo e vivono in simbiosi. Se la estirpi, il corpo infettato muore. Ecco perché è così inguaribile."
Khul: "Un male... mmm... un male... Posso darvi una mano? Forse le mie spade possono aiutare"
Meèlinar: "Certo... non rifiutiamo aiuti..."
Hamalì: "beh... se non rifiutate aiuto, posso unirmi a voi? Non posso permettere a lui di fare la bella figura dopo quello che ha detto sulle donne!"
Khul: "Ma dai! Stavo scherzando! Mica lo penso realmente... Solo che ho visto che ti innervosivi, quindi avresti anche potuto fare passi falsi..."
Hamalì: "Lo so... lo avevo capito... Me ne sono resa conto dopo che il ragazzo ti ha sferrato quel gran cazzotto..."
Khul: "Sì... mi ha fatto male..."

[Khul si massaggia la mandibola. Hamalì ride nascondendo la bocca in una mano. Meèlinar osserva la scena in silenzio. ogni tanto guarda se ritorna Lustra.]

Hamalì: "Devo farti i miei complimenti, comunque... Sei il primo che mi fa sudare tanto..."
Khul: "Certo! Se mi avvisi prima di colpirmi!"
Hamalì: "E' proprio per questo che sei stato bravo. Non esiste solo una coltellata ben assestata al collo. Un professionista non può sbagliare, e se uno non è certo sull'identità della vittima, non è possibile colpirlo di sorpresa. E poi so delle tue ottime percezioni, quindi era difficile coglierti alle spalle. Certo, non impossibile, ma è bene non correre rischi. Quindi ho usato la psicologia. Un po' come hai fatto te con me poco fa. Se uno si sente dire una frase tipo: "sono qui per ucciderti" e si vede subito dopo un pugnale pronto a colpirlo, scatta l'istinto, e si protegge i punti più vitali. Certo l'istinto può essere buono, ma quella è una situazioni in cui ci vuole freddezza, poiché è vero che ti proteggi i punti vitali, ma per la foga di difenderti lasci scoperti punti facili da colpire, e ad un assassino non serve sempre colpire punti vitali per uccidere. Anche il dorso della mano è sufficiente, come avrai potuto notare... Quindi complimenti per esserti giostrato bene in quella situazione."
Khul: "Grazie... comunque non è un brutto ragionamento... Ma sei sicura? Non avrai fatto male a dirmi i tuoi trucchi?"
Hamalì: "Se avessi solo quel trucco, non sarei una professionista..."

[Hamalì strizza l'occhio a Khul]

Meèlinar: "Bene... recuperiamo Lustra... e poi andiamo..."
Khul: "Senti, stregone, visto che siamo un gruppo abbastanza ben... come dire... addestrato? Non credo che anche Lustra sia un pappamolle, altrimenti sarebbe stato un peso, giusto?"
Meèlinar: "E' un sacerdote di Dendor... E' forte... o meglio, era... ma la speranza è dura a morire. Inoltre lui è stato il primo a trovare e affrontare questo problema di proporzioni apocalittiche."
Khul: "Proporzioni apocalittiche... mi sembra un po' esagerato e drammatico questo qua..." [Sottovoce ad Hamalì]
Meèlinar: "Non sto esagerando... c'è qualcosa di enorme dietro a tutto ciò... ma non ho ancora chiaro cosa..."
Khul: "Ach! mi ha sentito" [Sempre sottovoce a Hamalì]
Meèlinar: "Certo che ti sento... non ascolto solo con le orecchie..."
Khul: "Eh? [Con aria interrogativa] Lasciamo perdere... Tornando a noi, perché era?"
Meèlinar: "Lo scoprirai... ma cerca sempre di fidarti di lui, comunque... Inoltre ha un'altra particolarità..."
Khul: "Fammi indovinare... Lo scoprirò?"
Meèlinar: "Esatto..."
Hamalì: "Basta chiacchiere... troviamo Lustra..."

[E i tre si incamminano su di una strada e spariscono in essa]

[La scena muta di nuovo: vedete una strada, deserta anche questa... Solo qualche topo osa passarci, anche se solo in modo furtivo e rapido. In un angolo Lustra rannicchiato su se stesso]

Lustra: "... Perché... Perché... è tutta colpa mia Ecatrina... è tutta colpa mia... DENDOR! PERCHE' MI HAI FATTO QUESTO! Perché... Io credevo di essere un seguace di Dendor, il dio della bontà, dell'amicizia, ma di buono non ho fatto nulla... ho ucciso la donna che amo... ho ucciso il mio cuore... Ecatrina... ovunque tu sia, presso qualunque Dio tu sia, perdonami, avevo detto che senza il mio cuore sarei morto, e invece sono ancora vivo... E tu sei morta... il mio cuore è morto... Perché sono vivo? Dovevo morire con te... sarei rimasto con te in eterno... e invece sono vivo... e sono senza di te... gli Dei non mi hanno concesso questo privilegio... maledetti... Io sono un incapace... Potevo affidarmi solo sulle mie preghiere, ma non sono state esaudite, ho fallito quando non dovevo... Dendor non ha esaudito le mie preghiere per salvarti... Perché il Dio della bontà ha permesso questa crudeltà? PERCHE'? se lui ha permesso questo, allora gli Dei malvagi cosa possono fare? siamo solo burattini nelle loro mani... Burattini... Patto degli Dei? puah! [Si alza, afferra una trave gli vicino e si accanisce con rabbia su di una finestra rompendola] maledetti, maledetti, MALEDETTI!!! [getta la trave e si accascia in terra raggomitolandosi e singhiozzando] perché... perché lei... perché lo hai permesso Dendor... Dei crudeli... Ecatrina... [Si rialza di scatto smettendo di singhiozzare] Forse ha ragione Meèlinar... Il destino mi mette alla prova... ma... quanto è crudele... ha detto che dovevo migliorare la mia fede... non ero abbastanza bravo nel padroneggiare le mie arti... e come faccio? sento di non poter più perdonare me stesso... ho paura a fallire, ad avere qualcuno la cui vita dipenda da me... e sento che Dendor mi ha abbandonato... secondo Meèlinar sono io che l'ho abbandonato e basta riaccoglierlo di nuovo in me... [nota per terra una spiga semi rinsecchita. Con rabbia la calpesta e la distrugge. Poi si volta e su di una finestra notate un vaso con tre spighe appena colte. Le nota ci si avvicina. l'espressione di rabbia muta in una espressione dolce.] Come faccio? Non riesco a odiare Dendor... anche se ha permesso tutto questo... ma non riesco neanche a cercare di nuovo il suo potere, significherebbe che dovrei usarlo per gli altri, e se fallissi di nuovo? Tutto può ripetersi come Ecatrina... Ecatrina... E se fallissi? Sono un fallito..."
Meèlinar: "Ragazzo non sei un fallito... devi solo passare questi momenti... se perdi la fede, allora sarai un fallito, se la riacquisti, essa sarà più forte di prima, e lo sarai anche tu..."

[Sbuca il trio da un angolo]

Khul: "E' proprio strano questo ragazzo... parla pure da se..."
Hamalì: "Zitto insensibile..."
Lustra: "Ti chiedo ancora scusa..."

[Hamalì sorride vivacemente]

Hamalì: "Non è niente... non preoccuparti... basta che tu non lo rifaccia... Ah... il mio nome è Hamalì..."
Lustra: "Il mio, Lustra... piacere. [Detto con tono depresso, in totale contrasto con quello di Hamalì] Meèlinar, scusa... me lo dici in continuazione... è solo che..."
Meèlinar: "Sì... ti capisco... è una ferita che devi guarire da solo... posso dirti che non penso che gli Dei ti abbiano abbandonato... ti hanno fatto un grande dono, e questo mi sembra sufficiente come prova della loro benevolenza... Tutto ciò è successo per una ragione precisa... Per testare la tua fede, penso..."
Lustra: "Me lo hai già ripetuto... ma non riesco a darmi pace... non riesco a perdonarmi... non riesco a vedere il motivo di tutto questo..."
Khul: "Scusate, potremmo cambiare discorso? Non ti preoccupare, Lustra, giusto? [Annuisce] Io sono Khul, piacere. Noi saremo i tuoi nuovi compagni e ci fidiamo di te..."

[Hamalì guarda sorpresa Khul, forse non si aspettava una frase simile...]

Lustra: "Fate male... Non sono affidabile... Già una persona si fidava ciecamente di me e per la sua fiducia... [Si mette le mani sul volto e china la testa] è morta"
Hamalì: "Sono sicura che non sarà così... uno impara dai propri errori proprio per non commetterli più, e se tu hai imparato, sei diventato più affidabile di prima. Sono convinta che quella persona si fidava di te per un motivo, e non a caso..."

[Lustra accenna un sorriso]

Lustra: "Grazie per il tentativo..."
Hamalì: "Beh... almeno questo è il primo sorriso che vedo da quando ti conosco..."
Khul: "Altro che fede... serve un po' di fiducia in se... Senti, non so cosa sia successo, né me ne importa, ma-"

[Uno strano urlo vi assorda. Lo sentite intorno, ovunque, non capite da dove proviene. Poi un muro si fonda e appare una di quelle cose, ma questo è grosso! Più di quello affrontato da Lustra ed Ecatrina.]

Khul: "E quello cos'è??"
Meèlinar: "Breve ricapitolazione. Va fatto a pezzi, e i suoi pezzi bruciati. Non bisogna perdere tempo, né la calma. I pezzi dopo pochi secondi, diventano altre creature tipo questa."
Hamalì: "Chiaro. Io non ho frecce incendiarie, e dubito che il veleno faccia qualcosa. Lo terrò a bada con delle frecce normali... Ci provo"
Khul: "A me il compito di farlo a pezzi."

[Lustra rimano immobile e sotto shock a guardare la creatura. Meèlinar pronuncia un incantesimo. Il suo potere si sente vibrare nell'aria. Khul si mette in posizione ed attende che l'arcimago sia pronto. Incrocia le braccia al petto tenendo in mano le scimitarre. Hamalì estrae il suo arco a due pezzi e con un gesto veloce lo monta. Sposta la veste sulle spalle e scopre una faretra piatta. Estrae una freccia e colpisce un tentacolo del mostro, che cerca di colpire il guerriero. Ne incocca un'altra e colpisce, poi ancora una ed infine un'altra ancora. Il potente potere accumulato da Meèlinar si scatena ed appare davanti a se un elementale del fuoco: la metà inferiore del corpo è una specie di tornado di fiamme, quella superiore ha una forma umanoide, anche se è tutta fatta di fiamme, non ha volto, solo due occhi neri si intravedono da quella testa composta da fuoco, fuoco che ha assunto forma. Khul parte. Con estrema velocità salta sul mostro, affettandogli vari tentacoli in un turbinio di lame. Mano a mano che i pezzi cadono, l'elementale corre e brucia tutto. Hamalì, continua a coprire il guerriero. Ad un certo punto, egli si rimette nella posizione iniziale, salta verso il corpo del mostro e le lame sferrano un attacco movendosi a croce, a X. Il colpo ferisce gravemente la creatura, ma non abbastanza da farla a pezzi.]

Khul: "Mmm... mi sa che me ne servirà un'altro..."
Hamalì: "Attento!"

[Dal mostro cresce una protuberanza, un nuovo tentacolo che cerca di colpire Khul. Egli lo para con una lama, ma da sottoterra ne sbuca un'altro. I riflessi del guerriero scattano veloci, si volta di lato e con l'altra lama para il tentacolo sbucato da terra. Hamalì scocca una freccia che colpisce un terzo tentacolo sbucato da dietro la cosa. L'abominio si getta in avanti, come per schiacciarlo, ma l'elementale si pone tra i due. Schiva con un salto approfittando di quell'attimo concessoli dal suo alleato. La cosa ingloba l'elementale. Vedete la terra animarsi e cerca di coprire come un'onda la creatura. Meèlinar ha fatto un'altro incantesimo. La cosa urla ferocemente, finché una esplosione non rompe la pietra e fa a pezzi il mostro. L'elementale sembra salvo ma si muove a fatica e non riesce a bruciare tutti i pezzettini. L'onda d'urto butta tutti gli altri in terra. Lustra viene scaraventato sotto l'edificio dove c'erano le tre spighe, le quali cadono nella sua mano. Le fissa. Poi un boato e l'edificio sopra crolla addosso al prete senza fede.]

Hamalì: "LUSTRAAAAAAA!!!!"
Khul: "Pazzo elfo, cosa hai fatto?"
Meèlinar: "Non sono stato io. E poi io non mi preoccuperei fossi in voi... Anzi... io spero che cambi qualcosa..."
Voce: "Sono ssstato iiioo..."

[Una voce oltre tombale sovrasta la scena. La sentite vibrare dentro le vostre ossa. Dal polverume, appare una figura. E' vestita di nero, con abiti logori e stracci. Hanno ricamato simboli di morte. Lo ricoprono tutto al di fuori delle scheletriche mani e la testa: un teschio dagli occhi rosso brillanti, un brillare che raggela il sangue, vi sentite quasi strappare l'anima da quello sguardo.]

Hamalì: "Ma che..."
Khul: "...diavolo...
Meèlinar: "...un liche..."
Liche: "AAAaahhhh... Sssiete mortiii... avete messsso troppo a lllungo i bassstoni fra le rrruote del mio padroooneee..."

[I resti della cosa si rianimano, usciti dal loro bozzolo di pelle. Sono almeno in venti. L'elementale si pone a scudo del trio.]

Khul: "E ora?"
Hamalì: "Direi che la cosa più sensata sia fuggire"
Meèlinar: "E' impossibile fuggire, va affrontato. Mmm... i venti di magia stanno mutando... il Liche non sta facendo nessun incantesimo, quindi è probabile che sia quello che penso io... finalmente..."
Khul: "I cosa? I cosa?"
Hamalì: "Non ho capito bene neanche io, ma non è il momento di parlare..."
Liche: "I vventi di magiaaaa? Cosssa intendi diiireee?"

[Meèlinar pronuncia un incantesimo. Il Liche, vedendo Meèlinar, incomincia il suo, ma l'incantesimo dell'arcimago è breve. Alcuni dei sassi che hanno seppellito Lustra si smuovono e si fanno da parte. Altri vengono spostati dalla terra stessa animata, fattasi come mani e braccia. Tolto lo strato superficiale in pochi secondi, si rivela Lustra vivo. Due rocce sono cadute e hanno formato una specie di tetto che lo hanno protetto da tutti gli altri sassi. Tiene in mano le tre spighe intatte e sta declamando una preghiera.]

Hamalì: "Ma... Ma..."
Khul: "Quel ragazzo ha una fortuna sfacciata!"
Meèlinar: "Quella è la particolarità che vi dicevo, la fortuna. Gli Dei lo hanno benedetto, e adesso se ne è accorto anche lui, finalmente."

[Il Liche termina il suo incantesimo. Una lama orizzontale tutta nera e fumante parte dalle mani del non-morto, che spazia per quasi tutta la scena. Sembra quasi vi colpisca, ma per vostra fortuna vi passa attraverso lasciandovi illesi. Un po' meno lo sono gli edifici che tocca, i quali vengono affettati in due ed esplodono. Khul e Hamalì cercano di schivarla. Meèlinar rimane immobile e sorride. Quando sta per raggiungerli, viene bloccata da una superficie invisibile, che brilla di azzurro dove entra in contatto con la lama.]

Liche: "Aaaah... uuna barrieraaa anti magiaaa... nooon vi sssalveràààà..."

[Pronuncia un incantesimo. I morti intorno a loro si animano. Sono tredici. Khul, non perde tempo, salta oltre un paio di zombie e affetta due dei venti abomini sulla strada per il Liche. Subito l'elementale parte e da fuoco ai rimasugli, ignorando i morsi degli zombi. Questi ultimi, al contatto con l'elementale prendono fuoco, ma ignorano il dolore delle fiamme fino a che non vengono ridotti in cenere e terminano la loro agonia da non-morti. Hamalì inizia a sparare le frecce più veloce che può, colpendo i cumuli di carne e facendoli arretrare. I due maghi ricominciano con le loro litanie arcane. Lustra non ha mai smesso di pregare. Dalla terra accanto al Liche si crea un gigante fatto di rocce: un elementale della terra. Accanto a Meèlinar il vento si accumula e diventa sempre più forte, fino a creare un piccolo tornado semi trasparente con tanto di braccia: un elementale dell'aria. Questo parte ad intercettare la carica di quello di pietra. Nel frattempo, Si sente un nitrito. Un unicorno al galoppo carica il Liche sorpreso. L'elementale dell'aria solleva in alto quello della terra e lo scaraventa lontano. Khul, parte in carica del mago non-morto ignorando gli abomini. Hamalì continua a darsi da fare, ma si è accorta di stare esaurendo le frecce. L'elementale del fuoco inizia ad incenerire i cadaveri viventi, facendoli tornare cadaveri e basta. Meèlinar, visibilmente esausto, fa un altro incantesimo. Lustra smette di pregare e cerca di uscire da sotto le rocce. Khul, vicino al Liche che sta contrastando l'unicorno, si mette in posa per il taglio a croce e sferra un possente colpo che squarta il non-morto il quale urla di dolore. Si gira e nel suo braccio è apparso uno scudo nero. Khul effettua un altro taglio a croce. Una lama si blocca sullo scudo, l'altra passa e taglia il suo petto, mentre l'unicorno attacco col suo corno puro la schiena del Liche. In un urlo di dolore, il mago non-morto, si tramuta in cenere. Hamalì, nel frattempo, ha finito le frecce. Gli zombi rimanenti avanzano. Gli abomini avanzano. Meèlinar finisce l'incantesimo: la terra si anima di nuovo e blocca l'avanzata di tutti i loro nemici. L'arcimago si accascia stremato a terra. Hamalì estrae una sciabola ed inizia a passare tra i cadaveri viventi rimasti, riportandoli al riposo eterno. Khul torna indietro e usa il suo taglio a croce sugli abomini, mentre l'elementale del fuoco brucia i loro bozzoli di pelle. In breve tempo tutto finisce. Lustra, uscito dal tumulo, tiene ancora in mano le spighe.]

Khul: "Grazie per il tuo tempestivo aiuto... vedi che ci si può fidare di te?"
Hamalì: "Sì... senza di te saremmo morti all'attacco del Liche..."
Meèlinar: "...*anf* finalmente lo hai *anf* capito Lustra... gli Dei ti hanno benedetto *anf* con la fortuna... te lo avevo detto *anf*"
Lustra: "Sì... avevi ragione... me ne sono reso conto con il crollo dell'edificio. E le spighe mi hanno aiutato a capire. Ma spiegami, se ho così tanta fortuna, perché ho fallito? Perché mi è successo questo?"
Meèlinar: "La fortuna non sopperisce le tue capacità, ma ti aiuta con gli eventi del caso. Sul perché ti è successo tutto questo, era tuo destino... non posso sapere altro, le risposte le devi trovare da te, e il tempo è il miglior saggio. Spero che ora tu ti sia un po' ripreso"
Lustra: "No... Sì, ho guadagnato più fiducia in me, ma non riesco a dimenticare... a perdonarmi..."
Meèlinar: "Il tempo è la miglior cura."

[Meèlinar sembra pensieroso... Lustra lo guarda]

Lustra: "... Meèlinar, a cosa pensi?"
Meèlinar: "Strano... troppo strano... Sembrava un Liche, ma il suo potere non era paragonabile ad uno vero... Basta porsi problemi per ora... Andiamo... abbiamo altro da fare... Lustra... Immagino cosa ti passa per la mente... fallo... Poi ce ne andremo con in nostri nuovi compagni e amici."

[Lustra si avvicina ai resti del Liche, dice una preghiera.]

Lustra: "Nelle montagne a nord... Lì si trova colui che ha dato via a tutto ciò, ma non sono riuscito a sapere altro..."

[Meèlinar annuisce. Si incammina con Lustra verso una via, distrutta dalla lotta col Liche. Fa gesto agli altri due di seguirlo. I due rimangono un po' indietro.]

Khul: "Scusa, cosa c'entrano le spighe? Te hai capito qualcosa?"
Hamalì: "Non molto... Ma credo che c'entri un legame mistico... Sai, le spighe sono il simbolo di Dendor... Mah! Preti... A proposito, strano tipo quel Meèlinar, no? Sarei curiosa di sapere cosa intendevi con i venti della magia. E poi vorrei chiedere a Lustra la sua storia, se me la vorrà raccontare."
Khul: "Mmm... Già... Strana gente... Mi sa che mi divertirò molto..."

[Mentre i due vanno verso il vicolo da cui sono usciti gli altri e dicono queste parole, la scena si oscura lentamente, e diventa tutto buio un secondo dopo che Khul finisce la sua frase. Nell'oscurità la voce del presentatore.]

"Ecco a voi il dramma di Lustra e della sua fede. Spero che vi sia piaciuta anche questa. A presto con l'ultima parte della storia. Ma intanto ecco a voi gli attori!"

[La sala ritorna come al solito: il tipico aspetto della sala dei bardi, al secondo piano della "locanda del cinghiale infuriato". Gli attori sul palco. Si inchinano aspettando i vostri applausi. Applaudite pure se vi è piaciuto!]
I cried tears of love as I, with sharp things, sacrificed that which was the first part of my joy, my brother.

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Arlequin
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Postby Arlequin » 18.01.2003 12:34

Arlequin aveva appena finito di mangiare e con passo pesante sai le scale per vedere cosa conteneva lo stanzone al secondo piano..la recita era appena iniziata e un loctar stava spingendo via una donna gridando"RISSAA"

da mondo a mondo non c'è nessuno loctar che vedendo una scena del genere avrebbe resistito "a be...si digerisce..AGHHTTT" tuffandosi addosso al gruppo di sprovveduti attori, menado pugni a destra e a manka..

dopo un pò tutto cambio, la scena di violenza fini presto e cosi decise di lasciar perdere (in fondo aveva fatto un bel pò di esercizio) cosi si sistemò su una scomoda sedia a guardare meravigliato i due personaggi che discutevano al centro della stanza...

non capi niente di quello che stavano dicendo ma alla fine imito gli altri avventori *clapclap*

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Asuryan
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Postby Asuryan » 18.01.2003 23:14

Kitiara aveva intravisto Arlequin salire le scale, e scagliarsi in preda all'eccitazione sulle sagome illusionarie, perfettamente convinto del loro realismo (come dargli torto? Nessuno gli aveva spiegato che si trattava solo di una magia coreografica!), tirando pugni, calci e seggiolate.
Per un attimo si preoccupò: davvero, sperava che le seggiole che stava scagliando in giro per la stanza fossero illusionarie! Così, fortunatamente, si rivelò essere.
Da esperta guerriera, Kitiara si era resa conto subito che quello non poteva essere un Liche... pensava che si fosse trattata di una inesattezza dello sceneggiatore, ma quando sentì il commento di Meèlinar annuì in segno di approvazione: avevano pensato proprio a tutto! Un Liche infatti poteva prendere forma immateriale, non sarebbe stato tanto facile ucciderlo come aveva visto.
Questo non faceva che invogliarla a vedere il seguito: CHE COSA era la creatura, allora, se non era un liche? Da dove era uscita? Forse qualcosa che lei ancora non conosceva?
Di nuovo il suo applauso si levò forte, stavolta assieme a quello degli altri avventori, che sapendo cosa aspettarsi erano ormai rapiti dalla storia...
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Althea Ceridwen - Tenente Maggiore, Forze Speciali del Regno di Aaram - Istruttrice dell'Ordine Cavalleresco dell'Aquila.
Kitiara l'Invincibile - Eroina del Regno di Aaram - Demone Servitore di Uuri.

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Postby Buzz Zeal The Power Lord » 20.01.2003 0:30

Il Loctar, appena seppe che ci sarebbe stato un secondo spettacolo, si preparò con estrema cura.
Prese varie cibarie, da guastare durante la rappresentazione, una decina di boccali di birra, sistemati ordinatamente in fila sul suo tavolo, che era sistemato vicino alla parete in fondo alla stanza, e tre sedie, una su cui sedersi e altre due su cui poggiare i piedi e stravaccarsi felicemente a godersi le scene...
Finalmente cominciò!
E si sentì parte della rissa, sentiva l'odore di muffa e sudore della cella, sentiva le urla di terrore di coloro che erano attaccati dagli abomini, percepiva il dolore interiore di Lustra come se fosse un suo compagno, tremò di rabbia alla visione di quella creatura che sembrava un Liche...ma che non lo era...sorrise di fronte alla fortuna..o benedizione..di Lustra...ancora una volta, si sentì parte integrante dello spettacolo, non un semplice spettatore...forse questa volta ancora di più, e i suoi applausi stavolta si scatenarono ancora di più, seguiti da entuisiastici commenti.
Matteo "Buzz Zeal" Lunardon
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