Una nuova giornata al Cinghiale Infuriato

Benvenuto alla Locanda del Cinghiale Infuriato, esausto viandante. Fermati da noi per bere un boccale di birra, a fare due chiacchiere sulla guerra in corso e a gareggiare con Ralee Jahen, il nostro campione di Sareb! Non sai giocare a Sareb? Possiamo insegnartelo noi!

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Korhalias
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Una nuova giornata al Cinghiale Infuriato

Postby Korhalias » 14.12.2002 11:32

Korhalias si svegliò come sempre di buon mattino anche se non avesse nulla di particolare da fare per quel giorno. Proprio come quello precedente.
Era stato piacevole ritrovarsi tutti assieme al piano di sotto a chiacchierare amichevolmente con gente conosciuta da tempo e con nuovi amici. Durante la notte, mentre non riusciva a prendere sonno aveva ripensato a tutte le persone con cui aveva parlato la sera prima.
Quella Kitiara. Un fascino incredibile. Di solito i Loctar lo colpivano per la durezza e per l'imponente stazza, mentre per lei non era così. Quello che saltava all'occhio erano la grazia e la tranquillità, ma era sicuro che se l'avesse vista combattere avrebbe visto anche il suo lato più selvaggio.
Nadia ovviamente era stata uno dei suoi pensieri più ricorrenti. Non riusciva a togliersela dalla mente. Sarà per il suo carattere esplosivo e confusionario che non lo lasciava mai tranquillo o sarà perchè effettivamente in fondo in fondo le voleva davvero bene, ma sta di fatto che molte volte, quando si sentiva solo o giù di morale, cercava lei per quattro chiacchiere e per un sorriso.
Purtroppo parlare con lei non faceva sempre nascere un sorriso sul volto dell'elfo dai capelli rossi. Infatti più di una volta si era parlato di Luthor e di quella maledetta missione sui Monti delle Rose. Ancora sentiva il solore dentro di lui nonostante fosse passato diverso tempo. Ma il dolore che provava non capiva bene cosa fosse. In fondo non aveva mai confessato il suo amore al compagno di viaggio e forse se l'avesse fatto prima si sarebbe accorto che non era quello l'amore, ma chi può saperlo? Lui era stato il primo a fargli provare quelle sensazioni. Il primo che gli scaldò il cuore e il primo che gli facesse capire quanto fosse importante vivere, con i propri pregi e difetti. E ora non c'era più. Magari se non fosse morto non gliel'avrebbe detto, ma chi lo sa? La mente dell'elfo era spesso molto razionale e programmata, ma alla vista del corpo esanime di Luthor aveva preso una decisione che forse l'ha cambiato un po'. Forse l'ha migliorato.
Ora alcuni dei suoi compagni lo conoscevano più nell'intimo ed erano i soli ad essere a conoscenza di questo suo segreto. Ma in fondo, perchè doveva restare un segreto? Perchè non lo poteva dire liberamente a chiunque? Forse però era meglio così. Era meglio aspettare il momento opportuno e le persone giuste. Meglio non creare problemi inutili e magari anche qualche sofferenza.
Poi pensò un momento. Ma perchè a Nadia non l'aveva ancora detto? Capiva benissimo che lei era interessata a lui, ma più di una volta aveva cercato di farle capire che lui non era 'tagliato' per stare con una donna, diventare padre o cose del genere. Sembrava però che queste parole non le avessero fatto cambiare idea. Di questo lui era molto triste perchè era certo che se avesse potuto confidare questo segreto all'amica, il loro legame si sarebbe stretto ancor di più e forse si sarebbero confidati molte più cose. Però sapeva che era meglio pazientare. Proprio quando si trovava nel monte delle Rose, Korhalias parlò con Xtratos, quel dio che ha preso il preso il posto di CHAOS. Prima di rivelare la sua vera natura aveva proposto all'elfo una facile via d'uscita ai suoi tormenti: poteva cambiare la mente delle persone per ottenere quello che desiderava.
E' forse questo un segno di libertà? E' questo un modo personale di ottenere le proprie lotte e poi gioirne? No, la via più facile non è quella che preferisce Korhalias. E' meglio seguire il lento ritmo naturale delle cose per poi essere felici di quel che si è conquistato.
In fondo lui si è svegliato anche quella mattina ed è perchè gli dei avevano voluto così. Un giorno in più per poter parlare. Per poter crescere. Per poter conoscere nuove persone interessanti come quelle appena incontrate e magari ancora di più.
Scendendo le scale silenziosamente si stropicciò un occhio con la mano destra e poi guardò il salone. Era decisamente diverso ora. Fuori una luce faceva capire facilmente che le piogge del giorno precedente erano finite per lasciar spazio ad una bella giornata. Korhalias camminò tra due tavoli vuoti e ben in ordine per avvicinarsi alla finestra: il cielo azzurro era interrotto ogni tanto da qualche piccola nuvola, ma nulla ricordava il temporale della sera prima. I prati erano ancora umidi, ma era come se brillassero. Questa vista gli fece aprire un sorriso sul volto e si voltò per dare un'occhiata più a fondo del salone.
Tutti i tavoli in ordine con le sedie al loro posto. Sembrava un posto totalmente diverso. Con tutta quella gente sembrava pure che la disposizione dei tavoli fosse diversa. O forse era davvero diversa?
Notò molte cose che la sera prima non aveva visto: i vari gingilli appesi alle pareti. Piccoli trofei. Simboli di alcune città di Seràl. Davanti al grosso camino spento era inginocchiato un uomo che evidentemente stava raccogliendo tutta la cenere rimasta dalla notte scorsa.
Solo un tavolo non molto lontano dal bancone era occupato da due persone. Un uomo e una donna. Si tenevano per mano. A prima vista lei sembrava molto bella; un'umana dai capelli neri e dai tratti del viso molto dolci; avrà avuto 25 anni umani, non di più. Lui invece era un po' più grande di lei; ne avrà avuti più di 30, ed era un uomo dai capelli castani corti senza alcun segno particolare. Passando accanto a loro, Korhalias li salutò "Buona giornata signori" e i due si voltarono per ricambiare il saluto e il sorriso. Lei confermò la prima impressione che ebbe avuto: il suo volto si accese di una particolare luce, aiutata dai raggi del mattino. Lui invece, sorridendo, non colpì l'elfo per il suo aspetto. Un dente rotto e uno che proprio non c'era più; un occhio più piccolo dell'altro e la bocca che aveva assunto una curvatura piuttosto strana fecero tornare lo sguardo di Korh sulla donna. Notò che si strinsero la mano più forte e sorrise di nuovo.
Si diresse questa volta al bancone di nuovo pulito e in ordine. L'oste stava chinato a prendere non si sa cosa.
"Buon giorno anche a voi, vedo che avete già sistemato tutto."
"Salve elfo. Ben svegliato" rispose alzandosi con un bicchiere a pezzi in mano. "Certo che dev'essere un lavoraccio il vostro. Ogni giorno avere a che fare con gente sempre differente e ogni mattina ricominciare da capo. Non vi invidio proprio"
Sospirò. "Vedete, ogni tanto può essere noioso, ma non potete immaginare quanto sia interessante. Voi che vi fermate una o due notti avete la vostra frenetica vita e probabilmente quando uscite da qua non vi ricordate nemmeno chi altro era presente a mangiare assieme a voi. Io invece no. Resto qua e mi ricordo tutto. Tutte le vostre facce e tutto quel che fate." Poi guardò i pezzi di vetro che aveva in mano e fece un paio di passi per gettarli assieme agli altri rifiuti; prima di gettarli li alzò un poco come per mostrarli all'elfo "Ogni tanto ci sono piccoli inconvenienti, ma ormai sappiamo come prenderli. Ieri, dopo che siete andati a dormire voi e i vostri amici, sono arrivati due giovanotti che avevano bevuto un po' troppo. Hanno rotto una sedia, qualche bicchiere e un paio di piatti. Per fortuna ho imparato a capire le persone e le loro intenzioni." Sorrise con fare da espertone "Non sono rimasti qua dentro un solo minuto di più! Li ho cacciati con queste mani..e con questi piedi!" finì con la voce grossa.
"Sapete certo come farvi rispettare." e l'elfo accennò una piccola risata.
Poi aggiunse "Scusate se approfitto della vostra memoria riguardo ai vostri avventori. Sapreste dirmi se qualcuna delle persone che stava assieme a me ieri sera à già scesa per la colazione?"

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Arlequin
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Postby Arlequin » 14.12.2002 13:23

"eila KOR" la voce romboante dell'alto loctar venne un pò rovinata dal cibo che cercava di farsi largo nella gola..come sempre Arlequin indossava il suo ampio vestito che gli copriva l'enorme corpo, rinchiuso nell'armatura e delle bende che celavano, il suo orrido viso..non molto era cambiato in lui, anche se, nei mesi trascorsi con i suoi compagni, il suo odio si era smorzato..almeno un pò (anche se non si poteva dire altrettanto del suo rozzo comportamento)..cosi con ampi cenni della mano,
richiamò l'elfo al suo tavolo...dicendo"Vuofi Favfrire??" indicando la sedia e il grosso pentolone..dove per un qualche miracolo, galeggiavano ancora pezzi di carne, che venivano usati dai vegetali inzuppati come salvagenti nell'attesa di (il destino gioca strani scherzi anche alle verdure)sprofondare, nel nero maestrom della gola del loctar...

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Postby Korhalias » 14.12.2002 15:00

Korhalias stranamente non aveva notato il Loctar nel salone deserto e vedendolo sorrise all'oste "Ah, eccone uno. Mi scusi.." Si diresse verso il compagno e diede un'occhiata al pentolone che aveva di fronte "Buongiorno! Cosa stai mangiando di buono?"
Appena finì la frase sentì immediatamente l'odore pesante di zuppa che gli inondò il naso e tutta la testa.
Involontariamente si buttò indietro con la testa e il busto come se avesse ricevuto un potente pugno in faccia. Si voltò poi di spalle e si tappò il naso facendo aria con la mano dietro la schiena verso l'origine di quel tanfo pauroso. :o "Ba..Ba sei Batto?? Ti Bangi il BiDestrone di carne di Battina appeDa svegliato??? Scusa eh! Ba DoD ce la faccio a seDtire queTTo odore!"
Continuando a fare aria con la mano mentre si allontanava si avvicinò al bancone. "Sono di nuovo qua..mi può dare del latte caldo, per favore ::puff pant::" :-?

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Postby Nadia » 15.12.2002 14:43

*tap*
*tap*
*...*
*SWish*
*STUnd*
*STUNd*
*STUND*
*SKIANT*
"Ahia!......Ma che diamine!Chi ha lasciato un osso di pollo in mezzo alle scale???"
Per terra,alla fine della scalinata,Nadia cercava di tirarsi su a sedere.Una mano era andata istintivamente dietro la testa,dove già si sentiva il pulsare ed il bruciore di quello che sarebbe presto diventato un bel bernoccolo!
Pochi metri più avanti,tutto felice nel suo sugo,un pezzo di pollo...una coscia per l'esattezza...rotolava sotto un tavolo,lasciando una scia di unto!
"Ti ho visto,sa!E' inutile che ti nascondi!!!!" :evil:
L'umana non aveva una faccia tanto sveglia,si vedeva a prima vista che non era abituata alle notti brave!Aveva avuto comunque la decenza di darsi una sciacquata e di pettinarsi i capelli...anche se il pigiama che indossava lasciava capire la confusione che regnava nella sua testa...
"Ehi,ma che fine ha fatto la mia TIBIA?????
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Kitiara entra in Locanda

Postby Asuryan » 20.12.2002 1:20

La porta della locanda si aprì, e dall'esterno entrò un'ondata di luce dorata: ormai era giorno fatto, il sole era alto. Nel rettangolo luminoso che si proiettava sul legno dai toni caldi del pavimento della locanda, si stagliò un'ombra così alta da sfiorare quasi lo stipite della porta con la testa.
Poi Kitiara entrò, sollevando le braccia verso il soffitto per stiracchiarsi. Anche stavolta, portava con sè il suo magnifico spadone, dono di un caro amico che da tempo non vedeva. I suoi capelli rossi erano meno voluminosi del solito, leggermente inumiditi dalla rugiada. Nonostante fosse armata aveva rinunciato a portare con sè l'armatura, ed aveva come la sera prima un aderente abito di cuoio nero che lasciava scoperte spalle e braccia: la pelle bianchissima, da abitante delle fredde zone del nord, era costellata di microscopiche goccioline di rugiada, che le davano un aspetto lievemente luccicante. L'effetto cessò non appena la Loctar lasciò il rettangolo di luce dell'entrata, e per contrasto nella semipenombra della locanda con le persiane ancora accostate i suoi occhi verdi sembrarono scintillare.

Si avvicinò agli altri, con un amichevole cenno di saluto, ancora senza sedersi, e senza avvicinarsi al focolare: del resto, in quanto Loctar, la fresca aria del mattino non poteva arrecarle nè fastidio nè danno.
"Korhalias, Nadia, Arlequin. Già svegli? Pensavo di essere l'unica ad essersi alzata di buon'ora."
I suoi occhi si posarono su una Nadia che stava sfregandosi il posteriore, dopo la rovinosa caduta - scivolata sulla coscia di pollo: decise educatamente di non toccare l'argomento, se l'umana non avesse voluto toccarlo lei stessa, e tornò a guardare il gruppetto riunito attorno al Loctar che si stava abbuffando di zuppa.
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Postby Arlequin » 20.12.2002 22:09

l'appetito, una formidabile fiera racchiusa nel corpo dell'omone, constatò che la pentola era vuota, cosi si decise ad andarsene.. con enormi, agraziati, si muoveva, nei tortuosi sentieri della mente del loctar finendo per scontrarsi, davanti ai suoi appartamenti, con l'appEtito un uomo nero e deforme ormai ridotto come uno scheletro ingiallito dal passare delle ere..
con una piccola dose di educazione pronunciò "Salve, è da molto che non ci incontriamo..ti trovo , emn, bene.."l'altra manifestazione delle passioni del loctar sembrava furente"la puoi anche finire di fare l'ipocrita..guarda la signorina come si è ingrassata..in quanto a me lo sai benissimo che quel grosso bestione non mi mantiene abbastanza..tutta colpa di quei maledetti zoroin..se solo non lo avessere deturbato.."a questo punto l'appetito rispose"non dirlo a me..ho sofferto pene atroci, per quei maledetti, 10 anni senza potersi abbuffare..*tze* credevo gli si atrofizzasse lo stomaco.." all'improvviso l'altro (che per comodità chiameremo l'UOMO)
comincio a sorridere"bene bene..è entrata quella bella ragazza, forse riesco a far qualcosa, gli piace o almeno prova qualcosa per lei..carnalmente intendo, be lo sai.. è il boss al piano di sopra che si occupa delle altre *cose*"
la FIERA annui, ben sapendo di cosa stava parlando...ed eccolo, stava arrivando, no..non il BOSS lui se ne stava chiuso nelle sue belle stanze, in mezzo a leve e bottoni ad osservare e a controllare, la NUBE..oscura e implacabile, tutta ammantata dal grido di molte anime, la FIERA l'odiava
(ironia della sorte questo la rendeva ancora più forte) la temeva e la disprezzava..
::hai avuto vita facile per molti anni maledetta e ora guardati,
tutta tronfia del tuo miserabile potere:: cosi pensava..c'era una novità, però.. la NUBE stava imprecando e quell'orrido ghigno era scomparso dalle pieghe del suo corpo..che stava succedendo?
la risposta arrivò insieme a lei "maledetti amici (pronunciando quella parola con un tono disgustato) il bestione si sta rammollendo..non pensa più continuamente a uccidere, non maledice gli dei..ne la sua miserevole vità e se non bastasse si è pure permesso di ridere..di gioia" l'ultima parola venne fuori con un sussurro dal corpo fluttuante della NUBE
"come mi dispiace.." e a quel punto un piccolo ometto baffuto entro in scena in mezzo a loro.. "e tu chi sei?".."il SARCASMO".."FIERA sei la solita deficente..lo sai che l'ODIO".."deficente a chi?".."sentite la vogliamo finire altrimenti me ne vado".."vattene nano..".."ei non offendiamo"..la cosa andò avanti..degenerando ben presto e mentre i strani personaggi nella mente del loctar, facevano del loro meglio per darsele di santa ragione..
Arlequin era molto confuso..sentiva dentro di se la voglia di picchiare qualcuno..il problema era che la sua attenzione era rivolta a Kitiara e certamente non voleva farle del male (emn meglio non dire a che stava pensando..in fondo sono affari suoi) la cosa non finiva li..era anche tentato di farle delle battutine diciamo poko simpatiche e quindi la frase che normalmente avrebbe sputato come un "Salve Kitiara"
stava uscendo come "EI Bambolona rossa, vieni qui che ti ripasso i connotati" con tanto di ammiccamento annesso...

per fortuna il grande BOSS era sempre all'erta e decise, saggiamente, di far partire un impulso nervoso giù per la spalla, verso il braccio e infine alla mano, con conseguente cazzotto stampato, nella faccia di Arlequin..
il quale stordito dal colpo cadde addosso alla dolorante Nadia..

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Postby Nadia » 20.12.2002 22:29

*fiiiiiiii*
"No...noooo.....NOOO!!!!"
Lo vide,lo vide come un'omra nera che le calava adddosso con la forza di una notte senza luna...
Tese in avanti le braccia per tentare di resistere al colpo,brandendo...o meglio sventolando...la sua arma!Il suo cosciotto di pèollo al sugo!!!
*ouch*
*slurp*
Non vedeva più nulla...sentiva solo un'enorme peso sullo stomaco e sulla testa...e un'altra sensazione le risaliva dalla mano su per tutto il braccio!
Il braccio che ora era steso in maniera scomposta sopra la sua testa.Sentiva qualcosa di bagnato che le scendeva per la mano...un lento e piccolo fiume caldo e schiumoso...la mano stretta in una morsa tagliente e dolorosa come quella di una tagliola!
Quello stupido Loctar aveva la sua mano con tutto il cosciotto in bocca!CHE SCHIFO!!!
"MMMPFPFPF!!!!...mppfffmm....fpmmpf!"
*hanf**hanf*
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Postby Korhalias » 23.12.2002 0:26

L'elfo osservò la scena scuotendo la testa e rimanendo immobile sullo sgabello del bancone mentre mangiucchiava qualche biscotto portato dall'oste.
Proprio mentre stava per inghiottire un boccone fu colto di sorpresa dallo scatto rapidissimo del Loctar e, vedendolo cadere sulla sua povera amica, fece uno scatto dal suo posto per cercare di liberarla da quel peso di sicuro insopportabile per lei.
Si sentiva come paralizzato, ma riusciva a muoversi. Aveva come l'impressione che non si muovesse grazie alle sue gambe, ma per una qualche forza inspiegabile che lo aveva fatto guizzare ai piedi della scala.
Un colpo di tosse facilitò la respirazione in quel momento, visto che il suo biscotto si era fermato in mezzo al petto e, dopo un ampio respiro, afferrò il braccio di Arlequin cercando di alzarlo. Era come spostare una casa.
*nnngggghhhhh* "Certo che se mangi sempre così diventi un elefante!!!!"
Cambiò tattica e invece di aiutarlo a rialzarsi decise di farlo rotolare su un fianco. Sotto il corpo del Loctar si vedeva la mano di Nadia che, premendo sulla spalla del gigante, non voleva far altro che liberarsi.
Niente da fare. Troppo pesante. :-?
Si girò verso l'oste con sguardo supplichevole "La prego, mi dia una mano. Qua sotto c'è una mia amica e vorrei ritrovarla viva."
L'omone si avvicinò e diede una mano a spostare il Loctar. Ora era molto più facile e in un momento Arlequin era stato fatto rotolare su un fianco liberando la piccola Nadia. Poverina: due occhi sbarrati, il respiro affannoso e... :o Ma cosa ci faceva con la mano nella bocca del Loctar?

"Non ti bastava più la zuppa?? Dai, togliti questa manina di bocca. Sono tutte ossa.. Non ci trovi niente da mangiare!" Prese il polso di Nadia e abbassò la mascella di Arlequin, cercò di sfilarla dalla morsa e, stretto nel pugno, trovò un osso di pollo con qualche pezzo di carne ancora attaccato.
Si inginocchiò subito al fianco dell'amica facendola sedere su uno dei primi scalini. "Tutto a posto ora, dai. Respira."

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Postby Nadia » 28.12.2002 19:05

*ahhhhhh*
*ahhhhhh*
Nadia era rimasta praticamente senza fiato,ed ora oltre al sedere ed alla testa le faceva male anche il torace...quel...quel... :evil:
"Brutto testone,caprone senza cervello...brutto scimmione bendato che nasconde i proprio pensieri nello stomaco!Ma come cavolo cammini?!!?!?"
Nadia era completamente rossa in volto e la lunga serie di insulti la aveva lasciata nuovamente con il fiatone! :oops:
La giovane umana accettò volentieri la mano del suo 'amico' elfo e ne approfittò subito per aggrapparsi a lui e per rimanergli vicino...ma quando,tastandosi il corpo per vedere se aveva qualche costola rotta o altre ferite,si accorse di essere ancora in pigiama con la velocità e la grazia di un gatto si divincolò,salì di corsa le scale e si diresse verso la sua stanza urlando nel frattempo un:"Torno subito,non ti muovere am...!"
Il resto della frase si perse tra i rumori della locanda che si svegliava e anche visto che Nadia non si era preoccupata di voltarsi e di rivolgersi a Korhalias ferma mentre parlava!
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Postby Asuryan » 28.12.2002 22:32

Kitiara era rimasta allibita dalla scena che aveva avuto appena occasione di vedere. Aveva visto il Loctar dal viso bendato voltarsi verso di lei, borbottare qualche parola sconnessa e poi, come se avesse preso una decisione improvvisa, sferrarsi da solo un pugno in faccia.
Non fu quella l'ultima volta che la guerriera si domandò se le torture che avevano rovinato l'aspetto di Arlequin, non avessero per caso anche danneggiato la sua sanità mentale.
Il resto, ovvero la caduta del Loctar su Nadia, il risollevamento dell'omone esanime da parte di Korhalias e dell'oste,e il correre di Nadia su per le scale, non riuscì a farla sentire meno perplessa. Si incontrava gente strana certo, alla Locanda del Cinghiale Infuriato!
Si rivolse a Korhalias.
"Tu hai capito qualcosa di cosa stava dicendo il fratello Loctar, quando sono entrata?" In effetti aveva sentito qualcosa (qualche parola bofonchiata), ma non essendo certa di aver udito bene preferiva chiedere conferma.
Ancora non si sedette. Si appoggiò invece con una mano guantata al tavolo più vicino, indugiando nel piacevole contrasto tra l'aria frizzante che c'era fuori della locanda, e il calore scoppiettante del focolare vicino.
"Non siamo ancora tanti, comunque, a far colazione. Molti avventurieri probabilmente dormono ancora."
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Postby Korhalias » 08.01.2003 19:16

Era stata un fulmine.
Nadia si era appena alzata e già attorno a lei erano capitate troppe cose.
L'elfo a volte aveva seri problemi nel seguire ogni sua mossa e ogni sua parola. Quando tentava di immaginare i processi logici della sua amica, il più delle volte desisteva per non farsi venire un mal di testa. E questa volta non era diversa dalle altre.
Mentre lei saliva a perdifiato le scale lui non potè far altro che guardarla sbilanciandosi un po' in avanti con gli occhi quasi chiusi, come se facendo così potesse riuscire a capire quel che diceva.. Ma niente. Le sue parole si perdevano nel piano superiore e Korhalias riuscì solamente a pensare a tutti quelli che ancora dormivano "SShhhhhht! Non fare rumore!!!!" Urlò con un filo di voce.

Alzò poi le spalle, sicuro che quel che aveva appena detto non sarebbe servito a nulla e si voltò verso la Loctar ancora sull'uscio. Non sapeva perchè, ma sentendosi direttamente chiamato in causa dalla bella guerriera diventò quasi rosso in volto e percepì una strana sensazione. Quasi di imbarazzo.
"Ehm..ah sì! :oops: Le parole di Arlequin? :roll: Pensavo di essere talmente addormentato da non averle capite solamente io, ma vedo di non essere solo, eh! :)" Disse mentre tornava alla sua tazza di latte.
Si sedette sul suo sgabello voltato verso Kitiara "..o forse siamo solamente addormentati entrambi! :D Quel che ci vuole è una bella colazione prima che si sveglino tutti. Tu che prendi?"
Appena finì di parlare sentì che l'imbarazzo gli era scomparso completamente.
..mah, strane cose girano nella testa di un elfo..

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Postby Arlequin » 10.01.2003 18:41

il corpo tremava, mentre i grossi tendini e legamenti del loctar, cercavano di tendersi per alzare quella grossa massa di carne..il dolore era onniscente.. dalla punta dei piedi all'unghia del dito indice galoppava indeciso sulla direzione in cui doveva spingersi intanto che amminoacidi, piastrine, vitamine e bacilli vari cercavano di riformare una logica in quel cataclisma caotico...il BOSS si stava chiedendo se era stato saggio far partire quel tremendo pugno..non voleva ammetterlo neanche con se stesso..ma la prospettiva di dover cercare delle parole di scusa per un eccesso linguistico di quel grosso macchinario, lo aveva mandato nel panico...nono non era da lui, lui che era la ragione..appena scappato da morte certa ora non voleva assolutamente ritornare indietro...all'inizio di quello che sarebbe, quasi, stato la fine del suo regno, "maledetta megera" dichiaro con voce tonante "SIIDiMMi" rispose una strana voce che proveniva da lui "ZITTA MALEDIZIONE...TE L'HO DETTO ORA E' MIOO.." "PeROrASiI" ...nono, dovere, mettere in movimento..si doveva mettere le cose a posto secondo la sua logica..sisi logica...e raziocinio i fondamenti della sua esistenza....
"UH?PUH"sputando il pollo che aveva in gola..e alzandosi lentamente
"aia..che male..ma chi mi ha colpito?" cercando di massaggiarsi la faccia il più delicatamente possibile...

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Postby Teclis » 11.01.2003 2:53

Ellenor scende dalle scale...
"Salve ragazzi... che aveva Nadia da correre tanto?" Ha l'aria di essere ancora addormentato
"scusate se sono così... ehm... sonnolento... ma ho fatto nottata... ho visto la compagnia teatrale al secondo piano... bello... poi mi sono messo a studiare e... beh... mi sono addormentato un attimino tardi... ed ecco che stamattina... crollo.... Colazione? Offro io... ho un po' di monete datemi da mio padre..."
Poi si guarda intorno, vede arlequin, gli prende un infarto per le sue stesse parole...
"NO! Tu manderesti in rovina Yvrendall con una sola colazione... ti concedo un budget massimo di 3 dime... regolati... massì... facciamo anche 5... senno poverino... non avrai mai lo stomaco abbastanza pieno per arrivare al pranzo..."
Vede la Loctar
"anche te mangi come lui Kitiara?"

[scusate la pubblicità occulta... :oops: ]
I cried tears of love as I, with sharp things, sacrificed that which was the first part of my joy, my brother.

Caine, the first

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Postby Asuryan » 14.01.2003 17:23

La Loctar si rivolse dapprima ad Arlequin. Lo avrebbe aiutato a rialzarsi, ma conosceva abbastanza bene i suoi fratelli da sapere che un gesto simile poteva essere considerato un insulto, come una insinuazione che la persona a cui era stato offerto aiuto fosse troppo debole per alzarsi da sola. Un peccato, tutte queste convenzioni sociali: le impedivano di fare ciò che le veniva più spontaneo.
"A quanto ho visto, ecco... sembra che tu ti sia dato un pugno da solo."
Non potè esimersi dal fissarlo con curiosità per ben più di un attimo. Poi si voltò verso l'esile mago elfo alto che aveva appena finito di scendere le scale in quel momento.
Con i suoi penetranti occhi verdi lo fissò, studiandolo: per certi versi le ricordava l'amico Daiwer... ma se possibile, questo era ancora più magro, ed al tempo stesso molto più bello. La Loctar era costretta ad ammetterlo nonostante il suo standard di bellezza e quello di tutto il suo popolo fosse ben lontano dal rispondere a quello del giovane Awelar davanti a lei.
A giudicare da come si era rivolto ad Arlequin e Korhalias, parlando di Nadia, conosceva tutti e tre: forse un loro compagno di gruppo.
"Ero anche io a vedere la compagnia teatrale ieri sera: forse ho avuto occasione di vederti? A che tavolo eri?" disse rivolgendosi all'Awelar appena arrivato. Poi si concesse un sorriso.
"In ogni caso sei in vantaggio su di me. Tu sai il mio nome (a proposito, come?) mentre io sono sicura di non averti visto prima: il tuo qual è?"
Sedendosi al tavolo dove fino a pochi minuti prima il Loctar stava ingozzandosi di minestrone di verdura, disse:
"Pane e miele, latte e un bicchiere di succo di mele. Non mangio quanto il fratello Arlequin... posso rassicurarti al riguardo."
Non si tolse i guanti di cuoio nero, nonostante la temperatura fosse alta dentro la locanda. Finora, nessuno glieli aveva visti togliere.
Asuryan
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Althea Ceridwen - Tenente Maggiore, Forze Speciali del Regno di Aaram - Istruttrice dell'Ordine Cavalleresco dell'Aquila.
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Teclis
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Postby Teclis » 14.01.2003 23:22

Alla frase rivolta al loctar, Ellenor non capì... non aveva assistito alla scena di poc'anzi.
La loctar lo osserva, e lui sente i suoi occhi indagarlo. Occhi che lo penetravano, non affondo come sua sorella gemella, con la quale condivide un legame empatico, e non tanto da scoprire i suoi segreti... troppi...
"Ero in prima fila e ti ho notato... Te (posso darti del tu?) stavi a fissare lo spettacolo e sicuramente no mi hai visto. Poi ho scoperto dai miei compagni qui il tuo nome... Comunque, non volevo offenderti, era uno scherzo rivolto ad Arlequin... Ti offro pure, come a tutti i miei amici! Io sono sempre contento di avere nuovi amici!"
I cried tears of love as I, with sharp things, sacrificed that which was the first part of my joy, my brother.



Caine, the first


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