Notti gelide in locanda

Benvenuto alla Locanda del Cinghiale Infuriato, esausto viandante. Fermati da noi per bere un boccale di birra, a fare due chiacchiere sulla guerra in corso e a gareggiare con Ralee Jahen, il nostro campione di Sareb! Non sai giocare a Sareb? Possiamo insegnartelo noi!

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Munky
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Notti gelide in locanda

Postby Munky » 08.05.2009 13:55

Era una di quelle sere fredde ed umide, una di quelle sere dove ti si gelano le ossa al solo pensare di mettere il naso fuori dalla porta di casa; il vento fischiava implacabile e freddo e goccie di pioggia cadevano dal cielo come freccie che volevano vendicarsi della terra. Era una di quelle sere senza luna ed i pochi avventori del Chinghiale Infuriato si stringevano tutti attorno ai camini che riscaldavano le varie stanze.
All'improvviso una folata di vento sconvolse il naturale calore che si era creato: la porta dell'ingresso si aprì come di schianto mostrando gigantesco figuro alto quasi 2 metri. Nulla poteva dirsi del misterioso nuovo avventore: i vestiti sicuramente fradici, erano nascosti da una pesante quanto lunga mantella di colore scuro; sicuramente anni addietro era una bella mantella, forse di colore nero, ma l'età, i vari rammendi e la generale sporcizia dell'abito facevano pensare che oramai era forse giunto il tempo di buttarla via.

Il misterioso avventore chiuse la porta dietro di se senza voltarsi e si diresse con passo sicuro verso il bancone.
Appoggiò la sua sacca color marroncino scuro sul pavimento alla sua sinistra e si rivolse all'oste dicendo:

"Per tutti gli dei, ho decisamente bisogno di qualcosa di caldo."

La sua voce era profonda e calma ma stranamente mancava di quella minaccia e di quella asprezza che poteva aspettarcisi da una persona di tale imponente stazza.
L'oste sapeva già, evidentemente, come trattare un cliente infreddolito e, senza verbo proferire, versò una coppa ricolma di vino bollente allo strano avventore, che bevve quasi in un unico sorso.
Fece cenno all'oste di versarne ancora e nel frattempo si tolse la pesante mantella mostrando dei vestiti che in passato erano certamente di pregevole fattura, ma ora ridotti a poco più che degli stracci usurati e sporchi; nonostante l'imponenza dell'avventore, era palese che egli fosse un umano: con tre spade ed una fila di coltelli nel cinturone, non si poteva sbagliare nel ritenerlo un avventuriero che aveva tutta l'aria di averle più prese che date nella sua vita, vista la generale trasandatezza dei suoi abiti. Ciò che colpiva in quella imponente figura, oltre il fatto che fosse completamente pelato, era la sua faccia solcata da una profonda cicatrice a forma di una specie di T rovesciata, che partiva da uno zigomo all'altro passando per il naso e dal sopracciglio destro alla punta del mento.

Poggiata delicatamente la seconda coppa sul bancone, l'avventore si girò lentamente ad osservare il resto della locanda, scrutando attentamente i volti dei presenti.
Saluti, Munky
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Se dio non avesse voluto che ci masturbassimo, ci avrebbe creato con le braccia più corte.
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Lilith
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Re: Notti gelide in locanda

Postby Lilith » 10.06.2011 2:44

In disparte, seduto ad un tavolo, un elfo alto dalla castana chioma stava accordando il suo liuto, era una figura slanciata come tutti gli elfi, alto sul metro e ottanta, ma anche se sotto ai pesanti vestiti si vedeva la sua corporatura robusta.
Una volta finito di accordare lo strumento, l'awelar prese a suonare una lenta e dolce melodia, cercando di portare, soprattutto a se stesso, distrazione dalla bassa temperatura che così poco congeniale gli era.


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