[Recap 26/06/2013] Trappole, devastazione e resa

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Korhalias
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[Recap 26/06/2013] Trappole, devastazione e resa

Postby Korhalias » 30.06.2013 16:02

Avevamo intuito di esserci infilati da soli in un bel pasticcio quando, incontrato il Cavaliere di Platino, ci eravamo visti negare le nostre richieste su diversi punti ed avevamo capito che, in realtà, il Torneo di combattimenti che ci era stato raccontato si era trasformato in una serie di scontri atti ad eliminarci, nel tripudio della folla metallica.
Fortunatamente eravamo riusciti a spuntare di avere un po' di riposo e ci era stata concessa la possibilità di ritirarci. Strano, avevamo pensato, che il Cavaliere di Platino ci offrisse questa via d'uscita, nessuno di noi si era nemmeno sognato di chiederlo perchè sarebbe stato come tirare troppo la corda, ma invece quella mano tesa era arrivata proprio da lui. Beh, perchè non approfittarne se fosse stato necessario.

Poco prima del terzo scontro, però, abbiamo capito quale sarebbe stata la nostra sorte.
Abbiamo trovato nella nostra cella, a terra, una piccola pietra di topazio sicuramente proveniente dall'emissario alato della Fanciulla Multicolore e analizzandola abbiamo scoperto contenente un messaggio inseritovi con la magia.
Curiosi di sapere di cosa si trattasse abbiamo subito attivato l'incantesimo e un'illusione ci ha avvertiti di quali fossero i reali piani del Cavaliere. Che noi vincessimo o meno, alla fine dell'ultimo dei cinque scontri previsti, ci avrebbe fatti attaccare da tutta l'arena al completo, violando così i patti concordati.
Il brivido più intenso, però, è stata l'aggiunta finale da parte dell'uccello illusorio che voleva salvarci la vita: si diceva certo che avessimo preso tutte le precauzioni magiche del caso, dato che le pareti di platino della nostra cella riflettono ogni suono riprodotto al suo interno facendolo giungere fino alle orecchie del Cavaliere.
Bene, e poi insistiamo nel dirci che dovremmo essere meno paranoici.

Pochi istanti dopo tutto ha iniziato a tremare e il lato aperto della nostra 'stanza' stava per chiudersi rapidamente con un lastrone di platino che ci avrebbe imprigionati dentro. Non volendo rischiare di rimanere in trappola (come se quella fuori non lo fosse), ci siamo affrettati ad uscire, aiutando quelli più lenti e assicurando la fuga anche con una barriera che rallentasse la lastra di metallo che, però, ha resistito giusto il tempo di permettere a Fedragon di riunirsi al resto del gruppo.

Anche se non ci trovavamo ancora nel centro dell'arena, riuscivamo a sentire la discussione tra il Cavaliere, il Signore dell'Oro ed i due emissari invitati ad assistere allo spettacolo. Erano chiare le accuse rivolte nei suoi confronti e che tra loro stesse per iniziare uno scontro che forse ci avrebbe permesso un piccolo vantaggio per la fuga, ma non conoscendo come il Signore di queste terre fosse in grado di raggiungerci, sfruttando le grandi pianure di platino, abbiamo deciso di dirigerci nel teatro e affrontare il nostro destino, sfruttando un piano che con Fedragon avevamo ideato nel caso le cose si fossero messe male o se un nemico troppo forte ci fosse stato posto davanti.
La discussione tra gli emissari stava proseguendo, distogliendo l'attenzione su di noi. Il Signore dell'Oro era stato scagliato su uno degli spalti con un'ammaccatura molto pesante su un lato del capo, l'uccello variopinto giaceva a terra senza capo e senza 'vita', reo di aver rovinato il divertimento del cavaliere. L'unica ad essere ancora in grado di combattere il nostro nemico era la figura di diamante che ora lo fronteggiava con una lunga spada di cristallo in mano.

In pochi istanti abbiamo attuato il nostro piano, come se la paura di fare qualche passo falso ci avesse già insegnato tutte le eccezioni di cui tener conto.
Sfruttando il Koblynau d'oro come fosse il sangue di un mortale, Daresh è stato in grado di evocare tra le sue braccia il corpo ferito del Signore dell'Oro.
Fedragon ha invece creato una pedana di un materiale dalla consistenza dura ma in qualche modo gelatinosa sufficientemente grande da accoglierci tutti ed impedire che i nostri piedi fossero a contatto con il platino che compone qualsiasi cosa in questo mondo e mentre tutti gli occhi erano diretti a quello che veniva considerato lo scontro tra il cavaliere e l'emissario della Fanciulla di Diamante, noi abbiamo dato fondo a tutte le nostre energie per colpire con fulmini magici l'arena e tutte le creature presenti.
Scariche elettriche hanno percorso i corpi animati e le strutture di questo luogo, facendole vibrare e sciogliere in più punti. Quello che non ci aspettavamo è che la creatura cristallina potesse interagire positivamente con la nostra magia, assorbire gran parte dei fulmini che si stavano propagando nel metallo e scagliarli nuovamente attraverso tutto quel platino, forse addirittura potenziati, causando la morte di gran parte delle creature presenti.
Prima che potessero attaccarci, consapevoli che la vera minaccia eravamo noi, abbiamo dato il colpo di grazia, aiutati anche da due elementali di fulmine e radendo al suolo l'intera selva di servitori del Cavaliere che era ormai solo contro di noi.

Anche solo, però, non sembrava che i nostri attacchi l'avessero ferito come ci aspettassimo e con un balzo è saltato dagli spalti al centro dell'arena, caricandoci con una velocità impressionante.
Con il suo solito spirito di sacrificio, o forse con incoscienza e presunzione, Hallvarth sperava di poter interrompere il galoppo del nostro avversario, probabilmente provando a fargli perdere l'equilibrio, ma purtroppo per lui gli zoccoli, i pugni e le lame del Cavaliere l'hanno travolto lasciandolo in fin di vita a terra.
"SIETE DELLE FORMICHE!" continuava a ripeterci e trovarmelo di fronte a pochi metri mi ha fatto capire che, in effetti, non eravamo altro che formiche che stavano per essere schiacciate.
Se Hallvarth non aveva potuto nulla contro di lui, se tutti i nostri attacchi magici non l'avevano scalfito se non superficialmente, non potevamo effettivamente fare nulla per sopravvivere. Già quando si era trattato di concordare le regole del Torneo avevamo escluso categoricamente la possibilità di affrontarlo in quanto palesemente superiore alle nostre possibilità, perchè doverlo dimostrare versando sangue inutilmente? Il nostro sangue?

Trovando il coraggio non so dove, gli ho inveito contro. Voleva assistere a scontri spettacolari? Voleva vedere qualcosa di mai visto prima? L'avevamo accontentato, avevamo dato il meglio di noi annientando tutta la sua prole, cosa a cui ci avrebbe sottoposti volenti o nolenti e che avremmo probabilmente fatto per salvarci la pelle.
Preso dalla foga del combattimento, la sete di sangue gli aveva completamente fatto perdere una lucidità (lol) che ad un certo punto ho dubitato avesse mai avuto, ma la disperazione deve aver preso anche me che quando inizio a voler ragionare con qualcuno non mi rendo conto possa essere tutto inutile.
E' forse la mia disperazione che ci ha salvati, le mie parole, la mia palese ammisione di resa, le mie accuse di giocare sporco non rispettando i patti devono aver in qualche modo fatto effetto perchè, in un istante si è raggelato come se fosse stata gettata acqua fredda sul suo corpo per far sparire l'arroventamento.
Abbiamo assistito a qualcosa di strano, lo devo ammettere, forse il paragone fatto con il metallo rovente non è così fuori luogo perchè all'improvviso ha perso l'indole aggressiva, sorpreso da come stessi cercando di fronteggiarlo con le parole, dato che la spada o la magia non avrebbero avuto alcuna possibilità di salvarmi la vita.

Voltandosi attorno, grazie anche alle parole dell'emissaria della Fanciulla di Diamante, si è reso conto di non avere più alcuno spettatore, che la sua non sarebbe stata una vittoria, ma una vendetta da cui non avrebbe ottenuto nulla e che, forse, se ci avesse uccisi, nemmeno la Fanciulla Multicolore lo avrebbe aiutato a ricreare le sue creature di platino donandogli le anime che danno vita ai golem.
L'abbiamo sentito ammettere di essere stato offuscato dalla rabbia, di avere già avuto una punizione adeguata, di voler tornare dalla Dama Multicolore per implorare perdono per aver ucciso il suo emissario.
Non so dire effettivamente come sia riuscito a convincerlo, ma se quelle mie parole gli hanno causato un ripensamento di tale portata, posso solo che esserne felice.
Per non parlare del fatto che mantenendo fede ai patti ci ha donato la quantità di platino pattuita sottoforma di carro che ci faciliti il trasporto.

Le anime fuoriuscite dalle pericolose creature di platino stanno fluttuando in direzione del regno Multicolore, probabilmente verso i portali dimensionali attraverso i quali sono stati richiamati qui dalle lande fuori dai cancelli di Psatuma. A quanto pare il Cavaliere le seguirà fino a raggiungere la Da,a del regno di gemme e pietre dure, ma ancora insicuro su quale sarà il suo futuro.

Ora io mi domando, ci servirà da lezione questa avventura? Riusciremo a capire che non sempre saremo così fortunati da poter rimanere tutti in vita se decidiamo di affrontare una situazione più grande di noi? Confido sempre negli dei e che se anche non saranno sempre pronti a vigilare sui nostri errori, ci donino almeno la lucidità di evitare di ficcarci in guai troppo grossi.

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