[Recap 09-16-23/01/2013] Incontri/scontri nelle grotte

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Korhalias
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[Recap 09-16-23/01/2013] Incontri/scontri nelle grotte

Postby Korhalias » 27.01.2013 18:14

Mantenendo la concentrazione sul cristallo carico di energia, riesco a far apparire un’ombra svolazzante che prende corpo grazie alla polvere di sale che si trova nella grotta. Dopo pochi istanti compare davanti ai nostri occhi una copia esatta di Onofrio, il gufuomo che ha viaggiato con noi per anni e che ora si è stabilito nell’oasi di Leeala a Llaba.
Ha preso le sembianze della creatura che volevo io e non quelle della creatura che è realmente, dato che l’incontro con la dea dell’amore aveva curato la sua costituzione caotica, facendogli perdere il volto umano e la capacità di parlare. Questo è un aspetto molto importante che ci consente di sfruttare le peculiarità dei cristalli a nostro favore.
Fatte le dovute presentazioni a chi non lo conosce e calmato il nervosismo che il gufuomo ha sempre causato in Hallvarth, tentiamo una nuova materializzazione di un ricordo. Dato che il nostro nemico ha potuto creare copie di sé, proviamo a farlo a nostra volta, andando a supplire la mancanza di Katrine con una sua sosia.
Yann si concentra e riesce a dare ‘vita’ a una loctar del tutto simile alla sua compagna e, se possibile, ancora più perfetta fisicamente. Quello che non ci aspettiamo, però, è la consapevolezza di sé che questa creatura possiede. Ci sorprende quando dice di essere al corrente di essere intrappolata dal Signore delle Sabbie e la informiamo che lei non è realmente la Katrine che abbiamo lasciato indietro, ma semplicemente una manifestazione della sua essenza.
La SimilKatrine non accetta questa nostra scelta e si dimostra immediatamente determinata ad essere l’unica vera Katrine esistente, manifestando la volontà di uscire da queste grotte per affrontare l’originale, eliminarla ed essere quindi la sola Katrine, senza copie di se stessa. Immediatamente realizziamo che giocare con questi poteri non è affatto consigliato e capiamo anche che eliminarla non è così semplice. Fedragon decide di convincerla a dimostrare il suo potere qui, davanti a noi, evocando la vera Katrine che è imprigionata sotto la sabbia, senza però rivelare che si tratta di un’illusione.
Riconosco l’incantesimo, ma non faccio in tempo a spiegare il trucco a Yann che assiste davanti ai suoi occhi all’esecuzione della Katrine illusoria per mano della SimilKatrine che ora rivendica tutto ciò che le è dovuto, primo tra tutti l’amore del suo compagno. Ovviamente Yann è in lacrime e sono necessari diversi minuti prima che capisca che era tutto progettato per calmare il simulacro e fare in modo che ci segua, ma questo non preclude lo shock che il nostro amico ha dovuto subire.
A sua difesa, convinciamo Katrine che ha bisogno di tempo per stare solo e digerire quanto è appena successo, riuscendo a tenerli separati per evitare che la sofferenza sia ancora maggiore.
Decidiamo di non richiamare più creature senzienti o comunque troppo determinate a guadagnarsi l’esclusività su questa terra, posticipando la soluzione al problema SimilKatrine a dopo la sconfitta del demone di Ajael, senza sapere ancora come occuparcene.
Sfruttiamo quindi l’ultimo cristallo per completare il gruppo con una Witta ricreata da Xima che risulta leggermente più impersonale del grosso cane affettuoso che ci accompagna, ma sicuramente sarà in grado di farsi valere in caso di attacco.
Mentre decidiamo come proseguire, sentiamo dei passi pesanti e lenti avvicinarsi a noi, proprio nella direzione in cui stiamo per andare. Acceleriamo il passo e ci infiliamo, consigliati dalle creature di sale, in un’apertura laterale che porta ad una grotta cieca.
Al suo interno non ci sono cristalli e quindi ci prepariamo ad affrontare qualsiasi cosa sia alle nostre calcagna: un grosso elementale di pietra massiccio e pericoloso, con uno strano volto androgino applicato su quella che era la faccia della creatura elementale.
Scopriamo essere uno degli 8 simulacri che “l’Originale” ha creato e che il suo compito è ovviamente quello di eliminarci. Capiamo anche che l’errore che abbiamo commesso con Katrine è lo stesso che avviene per le copie del nostro nemico. Ognuna di loro desidererebbe reclamare la propria unicità eliminando tutti i suoi gemelli e sconfiggendo l’originale, ma data la nostra presenza preferisce prendersi il merito della nostra totale sconfitta per reclamare la vittoria a chi l’ha creata.
Ne approfitto per valutare come possiamo affrontare queste creature, nell’ottica che ne incontreremo altre dopo questa e scopro che sono sensibili alle illusioni. La mia melma sciogli roccia la tiene occupata per qualche istante anche se non riesce ad impedirle di frantumare il cranio di Witta al primo attacco. Per evitare che la cosa si ripeta su qualcuno di noi con ripercussioni decisamente più gravi, Hallvarth la riesce a buttare a terra con una rapida e spaventosa mossa che non gli avevo mai visto fare. Sorprendendo tutti noi riesce persino a mantenere a terra questa imponente massa di roccia che ad una prima occhiata avrebbe potuto schiacciare anche lui.
Lo obblighiamo a parlare e cerca di estorcerci informazioni, ma si lascia scappare che tutti loro sono in comunicazione con l’Originale e quindi la nostra posizione è nota, dandoci poche speranze di sopravvivenza. Capiamo che intende scoprire come abbiamo fatto a sfuggire al Tormentatore che il Demone ha consegnato al Signore delle Sabbie, ma per rispetto del nostro patto non riveliamo questa informazione. La nostra risposta negativa deve avere irritato l’Originale che con molta facilità elimina il suo simulacro facendogli esplodere il volto in un’espressione di dolore.
Non essendoci altro da fare qui, ci allontaniamo per evitare di essere raggiunti da altri elementali e ci rifugiamo in una grotta con più uscite, così che ci siano anche vie di fuga in caso fossimo sorpresi, ma per precauzione Fedragon si occupa di creare illusioni che impediscano alle sentinelle di vederci, nel caso passassero nei paraggi. Hallvarth ci comunica dopo ore di riposo che effettivamente due Elementali si sono avvicinati, ma hanno proseguito oltre, ingannati dall’incantesimo a nostra protezione.
Una volta rifocillati proseguiamo e raggiungiamo una grotta con dei cristalli che questa volta hanno interagito con i ricordi di Daresh. Il suo ricordo doloroso è chiaramente il periodo della sua gioventù quando era sordomuto e soprattutto deriso dalla gente del suo paese, additato come uno scherzo della natura, una persona maledetta degli dei.
La sua forza di volontà non è un mistero per me né per nessun’altro e anche in questo caso ce l’ha dimostrato. Conscio di essere una persona migliore di chi lo accusava con pregiudizi e forse consapevole di essere in grado di ascoltare più di loro forse grazie anche al suo difetto fisico, è riuscito a scacciare quelle ombre forte del suo contatto con il dio, dimostrazione di benedizione piuttosto che il contrario. Con sorpresa di tutti, le ombre si sono sciolte e fuse in una sola unica tigre dal manto nero con le striature dorate del tutto simile alla Sacra Rarkoma, che si è avvicinata leccando dolcemente il suo viso e scomparendo lasciando tra le sue mani un cristallo simile a quello che ho ricevuto io, ma contenente un’aura di energia di color turchese.
Lasciamo i cristalli privi di energia e proseguiamo, ma subito sentiamo altri pesanti passi che si avvicinano a noi, sia davanti che alle nostre spalle. Prendiamo un tunnel laterale che porta ad una grotta con uno stretto passaggio che impedirebbe agli elementali di seguirci. Al centro di questa grotta c’è un grande cristallo che però non prende alcuna forma.
Abbiamo la possibilità di fuggire attraverso un piccolo canale alto circa un metro e non venire seguiti, ma dovremmo lasciare dietro di noi le creature di sale. Decidiamo invece di affrontare gli elementali che si avvicinano, con la speranza anche di riscattare il ricordo di qualcun altro di noi una volta eliminati i nostri nemici.
Fedragon crea delle barriere per proteggerci e se possibile evitare il combattimento, ma l’elementale conosce bene queste grotte e inizia a sferrare i potenti pugni per distruggere i muri di sale che ci separano. Le vibrazioni sono molto forti al punto che la volta della grotta in cui siamo inizia a franare leggermente e il cristallo centrale si sta crepando irrimediabilmente. I salini si dispongono attorno all’alta formazione di sale per proteggerla e forse rigenerarla, mentre le barriere magiche vengono distrutte.
Quello che si presenta davanti a noi è un elementale simile a quello già sconfitto, con lo stesso volto applicato sul corpo di pietra, ma con grossi fasci muscolari sulle braccia che lo renderanno sicuramente più forte di prima.
Ci rivela che la morte del primo dei suoi gemelli ha consentito all’Originale di modificare tutti gli altri per evitare di venire sconfitto alla stessa maniera, sinonimo che sta sfruttando questi scontri per conoscere le nostre mosse, ma fortunatamente non ci siamo ancora esposti più di tanto.
Decidiamo di evitare di usare tattiche che potremmo sfoderare durante lo scontro con il Demone e Melmeric decide quindi di Controllare la creatura, cosa che sicuramente contro l’Originale non faremmo. L’incantesimo ha successo e scopriamo qualcosa in più sul rapporto che c’è tra i gemelli e il Demone, scopriamo che sono stati creati dei Simulacri grazie ai cristalli di sale così come abbiamo fatto noi, ma che sono poi stati fusi nel corpo di elementali di pietra forse per renderli più forti contro di noi o forse per limitare la loro consapevolezza e non rivoltarli contro il loro creatore.
Ci dice che vorrebbe sì eliminare tutte le sue copie, ma che anche se dovesse riuscirci e arrivare a sconfiggere l’Originale, allo stato attuale non possiede le conoscenze magiche per trasportare su di sé l’energia magica del demone.
Forse se continuassimo ad affrontarli, sfruttando la sete di vendetta del demone, questi potrebbe renderli uno dopo l’altro sempre più potenti e consapevoli, così da arrivare ad essere sufficientemente potenti da reclamare il predominio sul loro creatore? Certo, ma sarebbe un pericolo sempre maggiore per noi che ci troveremmo ad affrontare nemici ogni volta più esperti e capaci di resistere alle nostre mosse. E’ una scelta difficile, ma dobbiamo valutare bene come agire.
Ci dice anche, sempre grazie al controllo, che se dovesse spingersi a rilasciare informazioni troppo importanti, l’Originale sarebbe in grado di eliminarlo all’istante e quindi sfruttiamo questa cosa a nostro vantaggio, ordinandogli di rispondere ad una domanda pochi istanti prima che il controllo finisca: rivelaci il nome completo dell’Originale, il nome del demone.
Non potendo resistere alla nostra richiesta e conoscendo il nome del suo creatore essendo anch’egli parte di quella creatura fa per risponderci, ma giusto in tempo, prima che l’incantesimo di Melmeric finisca, vediamo la stessa espressione di dolore che preannuncia la sua morte per mano del demone. Lasciando davanti ai nostri occhi il solo corpo senza vita dell’Elementale, sprovvisto di qualsiasi traccia del Simulacro con cui era stato fuso.
Nel frattempo ci accorgiamo che l’altro elementale che era sulle nostre tracce non c’è più, forse appostato in attesa da qualche altra parte.
Quando la situazione è più tranquilla, andiamo ad osservare il rituale delle creature di sale che stanno proteggendo il cristallo crepato e dopo alcuni istanti vediamo prendere vita da quella concrezione una nuova creatura, del tutto simile alle altre.
Dobbiamo ora decidere come agire. Scopriamo che se prendessimo lo stretto cunicolo in cui non possiamo venire seguiti, arriveremmo direttamente nella grotta centrale dove si trova il Demone, senza passare per altri tunnel o grotte, mentre se optassimo per i passaggi che già stiamo attraversando, avremmo sì il supporto e le indicazioni delle creature di sale e potremmo entrare in contatto con altri cristalli, ma ovviamente incontreremmo altri elementali, rivelando le nostre capacità e la nostra posizione all’Originale, ma chiaramente questa opzione richiederebbe un viaggio decisamente più lungo.

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