[Recap 28/11 - 05/12/2012] Il frutto dell'odio

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Korhalias
Il Signor Porno
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[Recap 28/11 - 05/12/2012] Il frutto dell'odio

Postby Korhalias » 07.12.2012 18:40

A quanto pare le prove che avevamo sostenuto erano state ritenute sufficienti dal Signore delle Sabbie per raggiungere la conclusione che non sarebbe riuscito a comprendere le nostre scelte e i nostri modi di agire di fronte ad un pericolo.

Per superare le sabbie mobili che avevamo davanti, abbiamo optato per un elementale d'aria che ci trasportasse in volo verso l'altra uscita della grotta due alla volta, aggrappati ad una lunga corda che fungeva da sicurezza nel caso qualcuno venisse attaccato dalla lucertola gigante che attendeva nella profondità della sabbia.
Già al primo passaggio, con Justus e Daresh, abbiamo visto quanto rapida potesse essere quella creatura: in una frazione di secondo è scattata verso la superficie, ha sputato un liquido sul bersaglio estraendo solo il muso dalla sabbia ed è tornata alla sua posizione iniziale. Purtroppo per Justus, quella secrezione aveva dei poteri paralizzanti molto forti, ma per sua fortuna Daresh l'ha potuto curare prima che insorgessero complicazioni, riuscendo ad arrivare senza altri problemi sulla sponda sicura della grotta.
Mentre decidevamo il da farsi per evitare ulteriori attacchi, abbiamo sentito sopraggiungere dalle nostre spalle alcuni centipedi, attirati dall'odore del sangue di Xima e per questo per il secondo viaggio abbiamo deciso di trasportare il cadavere dell'ithiana, sperando che questo dissuadesse le creature dall'avanzare troppo, data la presenza delle sabbie mobili.
Per evitare altri attacchi della lucertola, abbiamo disposto il grande scudo a forma di cuore sotto di noi, anch'esso trasportato dall'elementale e in qualche modo questo deve aver distratto la creatura, non riuscendo a vederci durante i brevi istanti in cui estraeva il capo per attaccarci.
Avendo visto che questa tecnica poteva funzionare, l'abbiamo replicata anche per i successivi viaggi, ma alla terza ripetizione la lucertola deve aver capito l'inganno ed è così balzata fuori con tutto il corpo, attaccando di slancio l'elementale e i due che erano trasportati in quel momento.
Grazie alla presenza della corda, siamo riusciti a trarre in salvo i nostri compagni, ma per recuperare lo scudo magico le cui proprietà ci sono ancora sconosciute, Fedragon ha deciso di scomodare un elementale molto potente che ha affrontato la lucertola all'interno della sabbia, sconfiggendola, per poi recuperare il maltolto e permettere ai nostri compagni rimasti di superare l'insidia delle sabbie mobili in tutta tranquillità.
[questa parte è vaghissima, ma ero afk quando è successo e non sono andato a rileggermi come è andata, ma alla fin fine penso sia stato più o meno così, magari con qualche rischio in più di come l'ho dipinta :P]

Nuovamente, il Signore delle Sabbie non riusciva a comprendere perchè abbiamo sprecato energie per una situazione che era risolvibile semplicemente dando in pasto alla lucertola il cadavere della nostra compagna ormai inutile.
Non essendo la conversione di un elementale ai nostri ideali il nostro obiettivo, non affrontiamo nemmeno la discussione in merito, ma poniamo noi una domanda al nostro aguzzino: perchè continuare a testare la nostra abilità, se abbiamo già perso una alleata e quello che ci sta sottoponendo non fa altro che ridurre le nostre energie?

Evidentemente siamo troppo differenti come finalità e metodi di azione e quindi l'elementale decide di smettere con quella che lui ha chiamato 'forgiatura', annunciandoci che ora il nostro obiettivo sarebbe stato il demone di Ajael, nelle Grotte del Sale, con una deviazione rispetto a quello che ci saremmo aspettati: due di noi sarebbero rimasti ostaggi della sabbia, come garanzia del nostro ritorno con il cristallo che gli è stato promesso dalla Signora della discordia.
Speravamo che la nostra parola e la minaccia del bracciale di sabbia che ci aveva messo al polso fossero sufficienti per meritarci la sua fiducia, ma a quanto pare vuole essere certo del nostro operato e, come ha capito dalle scelte fatte durante le sue prove, quello che conta prima di tutto per noi è la salvaguardia del nostro gruppo. Ovviamente ha fatto leva dove siamo più deboli.
Devo ammettere che anche senza trattenere due ostaggi, avrei combattuto al massimo delle mie forze senza mettere in discussione la possibilità di tornare con quello che ci aveva chiesto, ma non posso garantire che questo valesse per tutti i miei compagni, forse ha saputo vedere anche questo mentre ci osservava.

La scelta di chi lasciare indietro, oltre al cadavere di Xima che sarebbe solo un ostacolo, è ricaduta su Katrine e Witta.
Sottrarci due alleate così importanti prima di una battaglia che dobbiamo vincere a tutti i costi ci rende tutti più preoccupati e la nostra insistenza per avere un supporto contro il demone ci fa scoprire che possiamo, in estremo bisogno, ricorrere ad un aiuto per contrastare il controllo mentale che supponiamo il servitore di Ajael possa utilizzare nei nostri confronti.
La sabbia del bracciale che abbiamo al polso, se ingoiata anche in minima parte, ci renderebbe più simili all'elementale, modificando le nostre menti. Nessuna emozione, quindi, nessun sentimento di odio o di amore, nessun desiderio di vendetta o di rivincita. Insomma, risulteremmo immuni dai tentativi del demone di Ajael di metterci l'uno contro l'altro come già ci successe in passato.
Non è certamente una strada che ci soddisfi prendere, dato che perderemmo qualsiasi impulso a salvare un compagno in difficoltà, ma non sottovaluterei comunque questa possibilità, in caso di bisogno. Resterebbe comunque una soluzione temporanea e nel giro di qualche ora torneremmo normali, senza conseguenze sulla nostra mente.

Scopriamo che nonostante le Grotte di sale ci siano state descritte come molto lontane dal punto d'origine del nostro viaggio, mentre affrontavamo le nostre prove all'interno del corpo del signore delle sabbie, questo si spostava tra i reami dei suoi fratelli, avvicinandoci rispetto al nostro obiettivo.
Scopriamo anche che le Grotte di Sale sono costituite da grandi cristalli di salgemma sempre più puri man mano che ci si avvicina al centro dove probabilmente risiede il demone e che una leggenda racconta che la formazione di questo luogo sia dovuto ad una lacrima di un potente drago caduta molto tempo fa sulla terra e che abbia dato origine all'alta concentrazione di sale della zona.
Se gli dei seguono le nostre azioni come sono sempre più convinto accada, non mi stupirei se il drago di cui si narra fosse realmente esistito e, perchè no, fosse il potente Drago del Flusso che abbiamo visto nei ricordi e nei sogni dell'Anziana Madre che abbiamo salvato dall'incubo, triste per l'abbandono forzato della sua primogenita. Ma sono certo che se c'è un fondo di verità in questa storia, lo scopriremo.

Abbandoniamo quindi Katrine, Witta e il corpo di Xima protetto da una bara di sabbia cristallizzata e ci spostiamo in una grotta successiva dove ci è possibile dissetarci grazie a grandi gocce d'acqua accumulate sul soffitto e dove riposiamo prima di proseguire nella nostra missione.
Una volta fuori è il tramonto, il caldo del deserto è meno soffocante e riusciamo a vedere in lontananza le grotte che dobbiamo raggiungere, ma avvicinandoci scopriamo che l'entrata è sorvegliata da una sottile figura di sale quasi eterea.
Ad un occhiata più attenta, mi rendo conto che quella figura è molto simile a me nei lineamenti e nell'armatura, anche se forse un po' troppo effeminata e distorta, quasi come se fosse una bieca caricatura di quello che sono.
Non mi sorprende che sia opera di Ajael e mi spaventa il fatto che sappia già della nostra presenza qui, ma alle prime parole del mio doppione di polvere e sale, scopriamo che il suo ruolo non è quello di vedetta.

Mi riconosce all'istante e ci mette in guardia, ci dice di stare attenti perchè quello che Ajael nutre nei nostri confronti, soprattutto nei miei, è puro odio.
Odio nato dal fatto che, a quanto dice, con me i suoi influssi non hanno mai funzionato. Merito del cerchio magico che i Loctar mi hanno donato in segno di fratellanza.
Ci parla del luogo che stiamo per esplorare, dicendo che lui è la manifestazione di quel che può succedere al suo interno: qui i ricordi, buoni o brutti che siano, possono diventare realtà concretizzandosi dal sale e possono diventare sia alleati che nemici.
Il ricordo carico d'odio di Ajael e di conseguenza del suo demone hanno reso reale il Korhalias che evidentemente li tormenta ed è grazie all'odio della Signora nei miei confronti che ora possiamo avere questa discussione che certamente ci faciliterà nel raggiungimento del nostro scopo.

Scopriamo che il demone è al centro della grotta, dove grossi pilastri di sale alti fino alla volta della grotta risplendono ed attirano la sua attenzione e dai quali è riuscito ad estrarre delle perfette copie di sè, non sappiamo come.
Lungo il cammino incontreremo sicuramente degli elementali di cristallo che abitano questo luogo e che non sopportano visite o rumori, dovremo quindi stare attenti ad affrontarli cercando di non farci sentire dal servitore di Ajael.
Oltre a questi, ci sono i nostri ricordi che probabilmente si manifesteranno a noi come in questo caso. Dovremo capire se saranno solo immagini impalpabili o se potremo considerarli alleati al nostro fianco, fino a formare un'armata di amici e nemici pronti ad attaccare o distrarre il demone.

Lentamente, parola dopo parola, il Korhalias che abbiamo di fronte muta di aspetto, perdendo le curve femminee che lo caratterizzavano e diventando gradualmente sempre più simile a me, anche come tono di voce. Ammette di avere capito che la ragione per cui è nato, l'odio, non ha motivo di esistere e che non può odiarci, dato che in qualche modo io sono lui e lui è me.
Le distorsioni che lo caratterizzavano all'inizio lo avevano ormai abbandonato e quando le particelle di sale che lo componevano si stavano concentrando prima di crollare in un mucchietto di cristalli, ha in qualche modo utilizzato le ultime energie per farmi un dono che ha lasciato tra le mie mani.
Un cristallo molto puro e trasparente con una luce blu-azzurra al suo interno. Non potevo credere che si fosse trasformato in qualcosa di magico, ma quando l'ho analizzato con un incantesimo ho identificato non solo le proprietà magiche di un reagente ma ho percepito distintamente che l'energia vitale che lo permeava non era quella di una creatura qualsiasi, ma era esattamente la mia essenza.
Normalmente solo dalle creature magiche (e morte :P ) si possono ricavare reagenti utilizzabili per degli incantamenti, mai mi sarei aspettato di poter dire un giorno di possedere un Reagente di Korhalias. E ancora più strabiliante è che questo sia successo per opera, seppur inconsapevole, di Ajael.

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