[Recap 21/11/2012] Cronaca di una Morte Annunciata

Discussioni inerenti la squadra 5.

Moderator: Asuryan

User avatar
Korhalias
Il Signor Porno
Posts: 1645
Joined: 08.10.2001 1:00
Location: Brescia

[Recap 21/11/2012] Cronaca di una Morte Annunciata

Postby Korhalias » 28.11.2012 17:35

Dovevamo capirlo, forse l'errore è stato anche nostro.
Più volte in passato Xima si era dimostrata piuttosto sensibile all'argomento dei non morti, non tanto in quanto fervente seguace di Marel, anzi, a dire il vero non saprei nemmeno essere più specifico riguardo la sua fede, ma forse in quanto figlia di una cultura ithiana che in qualche modo ha sempre odiato.
Non deve essere facile convivere con una realtà in cui spettrali e necromanzia sono considerati ordinaria amministrazione. Molti si assuefanno a questa realtà e la sposano, altri non possono fare altro che disprezzarla con tutto il cuore e cercare di cambiare vita, lasciandosi tutto alle spalle.
Quando però i tuoi incubi si ripresentano alla porta con una brutalità che non ci si aspetta, forse la paura, forse la vendetta, forse la rabbia, ti fa scoppiare fino a non riuscire ad elaborare nemmeno le più semplici analisi di causa-conseguenza, cosa che, dobbiamo ammettere, a Xima è sempre piaciuta molto, fino quasi all'esasperazione.

E' proprio questo il nostro errore.
Causa e conseguenza.
A Tolaria avevamo incontrato un uomo convinto di avere al suo fianco la moglie, ma tutto quello che poteva vedere era uno zombie senza vita che si ostinava a chiamare amore. Nelle mani di quell'uomo c'era un grande pericolo per chiunque, tutti sapevamo che dovevamo farlo ragionare, fargli capire che doveva decidere di abbandonare quel corpo animato e procedere da solo, verso il suo futuro.
Qualcosa era scattato, quella volta, nella mente di Xima. Qualcosa di incontrollabile anche se consapevole.
"So che non approverete quello che sto per fare", disse. Ancora me le ricordo quelle parole.
Un raggio magico e quella...donna, scomparve in un mucchio di polvere, causando la rabbia del marito, terreno fertile per il nostro nemico Chogleq.
Cosa l'ha spinta ad agire, sebbene sapesse che non era la strada giusta da seguire? Sebbene sapesse che il nostro obiettivo era quello di salvare entrambi?
Non ce l'ha mai saputo spiegare e il nostro errore è stato dimenticare quanto è successo quel giorno.

Speravamo che avesse capito, che non avrebbe più fatto gesti inspiegabili come quello.
Purtroppo ci sbagliavamo.

L'ithiano che avevamo di fronte in quella caverna, prigionieri del Signore delle Sabbie che ci stava dando una possibilità di sopravvivenza, era completamente incapace di seguire un ragionamento, torturato da anni di solitudine e di pazzia.
Unico filo di unione con lui era la lingua, qualche parola in Ithiano che devono averlo sorpreso, ritardando di qualche istante la magia con cui ci stava per colpire, confondendoci con chissà quale altro mostro sotterraneo.
Uomini, persone con cui parlare, persone che lo potevano salvare. O forse solo gli ultimi bersagli delle sue magie distorte, dei suoi rituali negromantici che l'avrebbero fatto sentire meno solo.
Gli stessi rituali che ancoravano a sè tutte le persone della carovana che viaggiava per i deserti Kelliani chissà quanti anni orsono. Erano diventati spettri, distorti dal dolore e dalla rabbia che impediva loro anche di ribellarsi al loro padrone e creatore. Erano i suoi Amici.
C'era una speranza di liberarli da questa tortura, un rituale religioso ovviamente legato a Marel e che Grimoldieu avrebbe potuto eseguire se il Mago Ithiano avesse collaborato. Dovevamo convincerlo o, in caso estremo, obbligarlo.
Vedevo comunque una possibilità, anche se piccola, di poterlo portare nella direzione che inseguivamo, per salvare quelle anime. Xima era la chiave per oliare il tutto.
Non solo Ithiana, ma anche donna.
Era palese la frustrazione e l'ossessione di quel mago per l'assenza di un corpo femminile da così tanto tempo. La morbosità con cui palpava le donne trasformate in spettri, non ricevendone alcun piacere se non una macabra masturbazione psicologica, lo rendevano un soggetto debole, certo, ma non il soggetto adatto a Xima, così severa con se stessa e con gli altri quando si trattava di contatto fisico con un uomo.
Vittima di violenze da parte del suo istruttore Arcano, suppongo.

Troppi errori da parte nostra.
Forse la speranza che potesse superare i suoi blocchi e debolezze e maturare davanti ad un ostacolo che richiedesse un minimo di istinto di sopravvivenza. Diventare una persona migliore e più libera.

Era tutto precipitato quando le sue parole avevano spinto il negromante a dare una dimostrazione di come avrebbe fatto a trasformare anche noi in spettri. Una pessima scelta, forse data dal suo carattere critico e curioso, piuttosto che ammaliatore. Sono certo che l'avesse fatto in buona fede, ma l'esito non era quello che ci aspettavamo.
Un incantesimo paralizzante improvviso, diretto verso di noi. Chi non era terrorizzato dalla presenza dei fantasmi, era rimasto immobile dagli effetti dell'esplosione magica del mago.
Solo Xima era rimasta esclusa, data la sua vicinanza all'uomo.
Dopo alcuni istanti sarebbe svanito l'effetto della sua magia e avremmo potuto agire, sapendo cosa aspettarci e, quindi, neutralizzandolo sfruttando le nostre abilità, magie e gli oggetti sempre utili che abbiamo con noi.
Bastava che aspettasse qualche momento, lasciando che riprendessimo il controllo dei nostri corpi e lasciarci agire, rimanendo fuori dallo scontro, dato che la sua posizione era la più scomoda e pericolosa.

Come la volta precedente, però, ha sentito il bisogno di eliminare quella che, al momento, non era una minaccia.
Gli spettri, ancora fuori dai giochi, erano in attesa di un ordine del loro padrone o forse di una mossa da parte nostra che neutralizzasse il loro aguzzino e torturatore. Non avrebbero agito di loro iniziativa, erano spettatori.
Eppure si è sentita in obbligo di colpirli con un'esplosione magica di energia vitale, senza però riuscire ad ucciderli come si augurava.
A quel punto, mentre noi cercavamo invano di decidere una rapida mossa che distogliesse l'attenzione da lei riportandola sul resto del gruppo, l'esito era scritto.
Dodici spettri ed un mago negromante contro un unico bersaglio.
L'ultima mossa di Xima è stata forse eroica, come gesto disperato per tentare di salvarsi, ma inutile. Si è ritrovata a decidere se eliminare gli spettri o il mago e ha deciso per i primi, replicando l'esplosione vitale di poco prima, ma non aveva possibilità di scampo.
Una volta polverizzate tutte le figure eteree, solo la rabbia e la vendetta atroce del negromante si sono abbattute su di lei, bersagliandola con un raggio distruttivo tanto brutale quanto incontrollato, figlio della furia omicida per aver distrutto l'unica ragione di vita di quell'uomo, i suoi amici.

Ormai era tardi, il corpo di Xima, così palesemente debole, non avrebbe potuto resistere ad un incantesimo potente anche la metà di quello che le è stato rivolto contro ed è crollata a terra, senza vita.
Un'azione rapida dei nostri ha immobilizzato il necromante che ancora vaneggiava in preda al panico e alla rabbia e, in pochi gesti gli è stata donata la morte per mano di Grimoldieu, dato che le ragioni di mantenerlo in vita si erano dissolte poco prima, in un mucchietto di polvere.

Quel senso di sconfitta che ti pesa addosso quando fai scelte sbagliate è difficile da digerire e solo con il tempo scomparirà. Nel frattempo l'unica cosa che possiamo fare è guardare avanti, facendo tesoro degli errori che sono stati commessi e sperando di migliorare per il sacrificio di una persona a noi cara.

Il signore delle Sabbie, dopo quanto accaduto, si è mostrato nuovamente a noi sottoponendoci un quesito appropriato.
Se anche il demone che affronteremo ci dovesse paralizzare dal terrore o controllare con la magia, rimarremmo inermi ad aspettare che l'effetto svanisca?
Sappiamo come Ajael agisce sulla mente umana, sappiamo che può succedere e che può rivoltarci contro i nostri amici. Possiamo davvero farcela? E come?

Davanti a noi, intanto, le prove proseguono e il tunnel da cui è spuntato il negromante prosegue, indicandoci la via da seguire.
Raggiungiamo un'altra caverna caratterizzata da sabbie mobili molto ardue da attraversare. Mentre analizziamo la situazione, dal terreno spunta una gigantesca lucertola del tutto simile a quelle normali, ma evidentemente in grado di formulare pensieri e di comunicarli.
"Vi aiuterò ad oltrepassare queste sabbie mobili se mi darete del cibo" e mostrandosi particolarmente interessata al Koblynau che viaggia ormai con noi, al cadavere di Xima o a Witta.
Tentiamo di parlamentare, di capire come poter soddisfare la sua fame, ma nel frattempo Hallvarth estrae per precauzione l'Arbalest, nel caso le cose si mettessero male.
Sottovalutando il nostro nemico, è la presenza stessa del quadrello puntato contro che fa mettere male le cose e intuendo le nostre intenzioni aggressive dichiara conclusa l'offerta d'aiuto, certa di poterci mangiare con calma quando saremo soffocati nella sabbia.

Ora dobbiamo cavarcela da soli, mentre lei aspetta paziente sul fondo delle sabbie mobili.

Return to “Squadra 5”

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 3 guests