[Recap 23/05/2012] L'ingresso nel Piano Fatato

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Korhalias
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[Recap 23/05/2012] L'ingresso nel Piano Fatato

Postby Korhalias » 30.05.2012 21:30

Dopo un rapido viaggio in Firrash da Thal Keithi a Yvrendall, raggiungiamo assieme ad Aurildil il portale dimensionale tra il Cuore e il Piano Fatato.
Come ci aveva anticipato il Saggio, al momento il portale risulta chiuso a scopo precauzionale, per evitare che la contaminazione e l'invasione di nonmorti coinvolga anche altri luoghi, ma è comunque possibile aprirlo per un breve periodo con un incantesimo di evocazione dimensionale sufficientemente potente.
Ci informiamo come dobbiamo agire per il ritorno e ci assicuriamo che Xima sia in grado di eseguire la magia necessaria per riaprire il varco.
Aurildil ci consegna una fiala contenente il reagente necessario per il rituale che ci permetterà di tornare nei Regni della Gioia nell'istante successivo a quando li abbiamo abbandonati, congelando effettivamente il tempo che trascorreremo all'interno del piano fatato. Ci viene chiesto di aggiungere una goccia di sangue di ciascuno di noi, animali inclusi, per permettere la riuscita del rituale e non appena il portale viene aperto, versiamo il contenuto della fiala a terra che si solidifica come fosse diventato di ghiaccio all'istante e si conficca a terra proprio davanti al portale.
Tra le due alte querce si vede come un velo che ci separa da una pianura verdeggiante sul quale si ripetono strani effetti di luce, come le onde generate da un sasso in uno stagno.
Salutiamo Aurildil che probabilmente ci vedrà uscire dal portale poco dopo, mentre noi non sappiamo ancora quanto tempo trascorreremo in questo mondo sconosciuto ai più.
L'unico riferimento che abbiamo è un albero e un'Anadriade poco distante dal punto d'ingresso, ma comunque sapere di essere nella Corte della Luce facilita le cose.
Troviamo l'albero facilmente, essendo l'unico davanti a noi a qualche centinaio di metri. Avvicinandoci, però scopriamo la sua particolarità: i suoi frutti sono mani. Mani umane in tutto e per tutto, articolate come una mano qualunque, a diversi stadi di maturazione.
Dopo poco compare una creatura di cui è difficile stabilire l'età e ci dà il benvenuto. Informandoci sulle particolarità della pianta, capiamo che sono praticamente la stessa creatura, nati dalla stessa falange, gettata a terra da una fatina volante anni prima, macabro resto della vittima di un massacro inusuale, per mano di un esercito di fate normalmente gioviali e pacifiche.
Poche informazioni, ma sufficienti per ricordare a me ed Hallvarth la fine di Zedar, l'anziano evocatore che ha viaggiato con noi e che aveva la cattiva abitudine di richiamare piccole fate alate da questa dimensione per far esplodere una polvere speciale che reagiva al contatto con la magia. Pochi scrupoli, sicuramente, ma molti meno ne hanno dimostrati le fatine e la loro regina nel divorarlo e farlo a pezzi davanti ai nostri occhi durante un breve viaggio nel piano fatato.
Rivelo all'anadriade le sue origini e decide di battezzarsi sul posto, dandosi il nome di Zedman, ovviamente per via delle mani.
Ci offre di prendere alcuni dei suoi frutti e ci indica dove trovare le fate che possono darci maggiori indicazioni su quel che cerchiamo. Poco distante c'è una radura dove al tramonto possiamo trovare tutte le fate che desideriamo e, a loro, chiedere di essere ricevuti dalla regina.
Ci accompagna volentieri, non dovendosi allontanare troppo dal suo albero, e tra le continue espressioni di stupore dei miei compagno raggiungiamo una casetta fuori dalla quale una vecchia signora si dondola su una sedia. Vediamo in lontananza unn gruppo di cavalli abbeverarsi ad un piccolo lago e ci dice essere dei Kelpie, creature abbastanza nuove in queste zone, conseguenza delle grandi rivoluzioni che ci sono state da poco, ad opera di Kashal e i suoi compagni che hanno eliminato Teindha, Regina dell'oscurità, spartendo il suo regno nella Corte delle Ombre tra Boralia, Regina del freddo e la Regina della Corte della Luce, andando ad aumentare quindi il potere di quest'ultima.
Scopriamo che la suddivisione nelle due Corti si riflette anche sul comportamento delle creature che vi abitano. Più subdole, opportuniste e vendicative le une, più collaborative e solari le altre. In caso di creature presenti in entrambe le corti, invece, si parla di Crepuscolari, e cioè con atteggiamenti appartenenti all'una o l'altra categoria.
Diciamo alla vecchia signora della nostra ricerca e suggerendoci di parlare con una delle numerose Regine dei gruppi di fatine della Corte della Luce, ci anticipa che forse possiamo trovare dei reagenti gemelli legati al Movimento alle Cascate Specchio del dominio di SarJanne in un luogo molto distante, sempre nella corte in cui ci troviamo ora. Un'alternativa è quella di chiedere a Boralia, ma non potremmo contare sulla sua collaborazione se non on cambio di qualcosa che può interessarle.

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